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FEDE E RELIGIONI | 24 febbraio 2024, 08:00

Prima Predica di Quaresima. Cantalamessa propone due banchi di prova significativi

“Ma voi, chi dite che io sia?” (Mt 16, 15). È questo il tema scelto per le prediche della Quaresima 2024 dal Predicatore della Casa Pontificia, il Cardinale Raniero Cantalamessa

Prima Predica di Quaresima. Cantalamessa propone due banchi di prova significativi

Veronica Giacometti

“Ma voi, chi dite che io sia?” (Mt 16, 15). È questo il tema scelto per le prediche della Quaresima 2024 dal Predicatore della Casa Pontificia, il Cardinale Raniero Cantalamessa. Il Predicatore parte dal dialogo tra Cristo e gli apostoli a Cesarea di Filippo.

Saranno cinque venerdì consecutivi a partire da oggi, 23 febbraio, fino al 22 marzo. Le prediche si terranno nell’Aula Paolo VI per cardinali, arcivescovi e vescovi, prelati della Famiglia pontificia, dipendenti della Curia romana, del Governatorato vaticano e del Vicariato di Roma.

Per il Predicatore ciò che è più diffuso dentro di noi è "l’amor proprio, l’orgoglio”. Per contrastare questo in Quaresima bisogna “accettare di essere contradetti, di non aver sempre ragione” e “sopportare qualcuno il cui carattere ci dà i nervi”. Per Cantalamessa sono due “banchi di prova” significativi soprattutto per quanti lavorano nella Curia romana, che “non è una comunità religiosa o matrimoniale, ma di servizio e di lavoro ecclesiale”.

Oggi ci sono denti che triturano senza pietà, i denti dei media, dei social media”, sottolinea il Predicatore guardando al male più grande di oggi.

Soprattutto "quando si accaniscono contro qualcuno solo perché non appartiene alla propria cerchia”. Tutto ciò “con cattiveria, con intento distruttivo, non costruttivo. Povero chi finisce oggi in questo tritacarne, sia egli un laico o un ecclesiastico”, continua il Cardinale.

Cantalamessa ha infine consigliato di “fare un passo avanti”, cioè “non limitare il mangiare la carne e bere il sangue di Cristo alla sola Parola e al solo sacramento dell’Eucaristia, ma nel vederlo attuato in ogni momento e aspetto della nostra vita di grazia”.

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