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FEDE E RELIGIONI | 17 settembre 2020, 09:00

Riscoprire la bellezza dell’andare a Messa

Lettera del vescovo all’inizio dell’anno pastorale 2020-2021 (2 - continua)

Riscoprire la bellezza dell’andare a Messa

Accogliere e celebrare qui e adesso la compassione di Gesù.

Dedichiamo i prossimi due anni all’Eucaristia. Lo facciamo alla luce dell’esperienza di dolore e di fatica sopra evocata e nel con-testo di crescente povertà che colpisce la nostra società.

L’una e l’altro ci invitano a riconoscere nell’Eucaristia lo sguardo di compassio-ne che contempliamo in Gesù prima della moltiplicazione dei pani.

Lo facciamo raccogliendo anche le eredità positive che il con-finamento ci ha lasciato. Ne evidenzio alcune che possiamo coltivare come attenzioni trasversali del nostro agire.

La dimensione domestica della Chiesa.

Molte famiglie hannoriscoperto la preghiera in famiglia, la celebrazione della Parola diDio in casa, il compito di catechisti dei genitori, la carità verso ilprossimo come frutto della comunione familiare. A ben pensare èproprio questo il contesto in cui nasce e matura la partecipazionefruttuosa alla Messa domenicale. La Messa non è una parentesi eneppure un gesto individuale, ma un momento di famiglia, preparato e ripreso nella vita quotidiana intessuta di fede, di carità e dipreghiera condivise.

La solidarietà e la carità.

L’emergenza ha messo in moto le ener-gie migliori delle persone attraverso una rete generosa e capillare divolontari, ma anche attraverso piccoli gesti tra vicini, amici e cono-scenti che ora vanno riconosciuti e consolidati. Il volontariato stabilecome i piccoli gesti hanno bisogno di trovare nella celebrazione eucaristica il loro spazio per maturare in testimonianza di carità, annunciovissuto del Vangelo. In questo anno, che vedrà inevitabilmente cresce-re l’emergenza sociale per la mancanza di lavoro e la povertà di numerose persone e famiglie, la carità va potenziata al massimo, nella forma dell’impegno sociale e politico e del volontariato, ma anche delledonazioni e della raccolta di generi di prima necessità. In questo proviamo a valorizzare la Messa domenicale, ben sapendo che l’Eucari-stia è l’espressione della carità divina e sorgente della carità cristiana.

Alcuni contenuti della fede cristiana.

Una terza attenzioneriguarda alcuni contenuti di fede, forse un po’ trascurati nella pre-dicazione e nella catechesi. Mi riferisco alla fiducia nella Provvidenza di Dio che è anche luce per l’intelligenza alla ricerca del senso «Non possiamo sostenere una spiritualità che dimentichi Dio onnipotente e creatore. In questo modo, finiremmo per adorare altre potenze del mondo, o ci colloche-remmo al posto del Signore, fino a pretendere di calpestare la realtà creata da Luisenza conoscere limite.

Il modo migliore per collocare l’essere umano al suo posto emettere fine alla sua pretesa di essere un dominatore assoluto della terra, è ritornarea proporre la figura di un Padre creatore e unico padrone del mondo, perché altri-menti l’essere umano tenderà sempre a voler imporre alla realtà le proprie leggi e ipropri interessi.»

(Papa Francesco, Laudato sì, Roma 24 maggio 2015, n. 75).3Papa Francesco, Christus vivit, Loreto 25 marzo 2019, n. 86.so della vita. Mi riferisco alla grande responsabilità di aver cura delcreato affidata dal Creatore all’uomo, nell’ottica di un’ecologia inte-grale.2Mi riferisco, infine, alla fede nella vita al di là della morte enella risurrezione della carne. L’Eucaristia è per eccellenza il luogonel quale si celebra l’amore fedele di Dio, nel quale materia e spiritotrovano la loro più alta connessione e nel quale ci si nutre di Cristofarmaco di immortalità (S. Ignazio di Antiochia).

La comunicazione digitale. Essa si è rivelata provvidenzialeper il cammino di fede delle nostre comunità, mostrando potenzia-lità che fino ad ora non avevamo valutato a sufficienza. Ora dobbiamo farlo, considerando che «Non si tratta più soltanto di “usare”strumenti di comunicazione, ma di vivere in una cultura ampia-mente digitalizzata che ha impatti profondissimi sulla nozione ditempo e di spazio, sulla percezione di sé, degli altri e del mondo, sul modo di comunicare, di apprendere, di informarsi, di entrare in re-lazione con gli altri.

Un approccio alla realtà che tende a privilegiarel’immagine rispetto all’ascolto e alla lettura influenza il modo di im-parare e lo sviluppo del senso critico».3La Messa, luogo di umanizzazione e di costruzione della comunità.

«Perché andare a Messa?».

È una domanda che sentiamo ripetere in mille declinazioni. La celebrazione eucaristica è spesso percepita come atto da compiere, chiuso su se stesso, e non come momento dinamico posto al centro della vita pastorale e delle relazioni ecclesiali, che sono sempre innanzitutto relazioni umane e sociali. La celebrazione eucaristica, infatti, è luogo nel quale il cristia-no diventa più uomo ritrovando le proprie radici di creatura voluta, amata e perdonata da Dio.

Nell’Eucaristia, ogni volta, siamo rinno-vati e rivestiamo l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nellavera santità (Ef 4, 23). Per non sembrare generico riporto a mo’ di esempio il suggerimento dato alcuni annior sono di pensare ad una “domenica della comunità” nella quale prolungare la celebrazione della Messa con un’agape sobria e fraterna e qualche iniziativa successiva, cercando di coinvolgere in primo luogo le famiglie.

Si trattava di un suggerimento volto a dare profondità comunitaria e traduzione fraterna all’unità donata dal Signore Gesù. Sappiamo bene, infatti, che momenti di concreta condivisione generano relazionie creano legami che si sviluppano nel tempo. Ovviamente questo è solo un esempio.

Punto di arrivo e nuovo punto di partenza della vita cristiana, l’Eucaristia costruisce la comunità secondo la “grazia” e secondo la “carne”.

La Parola e il Corpo di Cristo sono fermenti soprannaturali che agiscono in profondità abbattendo il muro diseparazione, che sempre si riforma tra le persone, facendo dei fedeliuna cosa sola, un solo uomo nuovo riconciliato con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce (cfr Ef 2, 14-18). Questo dono di grazia deve‘incarnarsi’ nelle relazioni comunitarie. Parlo di carne per richiamare alla concretezza e sfuggire al rischio di idealizzazione sempre inagguato quando ci riferiamo alla comunità.

Non penso ad un gene-rico volersi bene e neppure solo allo sforzo di andare d’accordo contutti, di essere attenti e generosi verso tutti. Penso invece a gesti,strutture e iniziative ecclesiali che traducano nella storia quotidianal’unità sacramentale del Corpo di Cristo. Potrei fare qui un elenco.Preferisco lasciare uno spazio aperto ai consigli pastorali e ai parroci: «Quali gesti, strutture, iniziative stabili possono dare carne all’u-nità umana e cristiana che Gesù dona alla nostra comunità?».

Se opereremo in maniera generosa e coerente su questo pun-to le nostre assemblee diventeranno più vive, momenti belli di umanità, esperienze decisive per la costruzione e la ricostruzione dellapersona e del tessuto relazionale della famiglia, della comunità e della società. Possiamo farci guidare dalle parole dell’Apostolo:Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto ... avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo dellapace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla qua-le siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, unasola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopradi tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi,tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo (Ef 4,1. 3-7).

L’unità e la complementarietà delle vocazioni, dei carismi edei servizi costruiscono la comunità e trovano espressione e alimen-to nella celebrazione eucaristica.11Su che cosa lavorare?14. Ovviamente per riscoprire la bellezza dell’andare a Messadobbiamo darci alcuni obiettivi particolari da declinare concreta-mente nella programmazione degli uffici pastorali diocesani, delle parrocchie, delle comunità religiose e delle aggregazioni laicali.Provo ad elencarli qui di seguito.

1) Migliorare la qualità della celebrazione eucaristica:

• curandola in tutte le sue componenti (assemblea, aula liturgica, canti, ministeri, predicazione);

• sfruttando al massimo le potenzialità del linguaggio liturgico (parole, gesti, silenzio);

• cogliendo l’occasione della nuova traduzione del Messale peruna catechesi sulla Messa, usando le Premesse al Messale e ilCatechismo della Chiesa Cattolica.2) Potenziare i ministeri laicali nella vita della comunità:

• sostenendo attraverso la preghiera liturgica e la predicazio-ne tutti i ministeri ecclesiali e dando loro, in alcune occasioni,visibilità nell’assemblea liturgica;

• qualificando il servizio dei lettori e dei ministri straordinaridella comunione (questi ultimi soprattutto in rapporto aimalati e agli anziani che non possono venire in chiesa e chesarebbe bello raggiungere alla domenica dopo la Messa par-rocchiale);

• avviando la preparazione di ministri dell’accoglienza (per lecelebrazioni e per altri momenti della vita comunitaria) e diministri della consolazione (per l’accompagnamento dellepersone e delle famiglie in lutto).

Promuovere l’interazione fra Liturgia eucaristica e Chiesa domestica:

• lavorando di più con le famiglie per sostenere il loro ruoloattivo nella catechesi, nella preghiera e nelle celebrazioni familiari, nell’esercizio condiviso della carità;

• offrendo a catechisti e famiglie gli strumenti per accompa-gnare bambini e ragazzi nella rielaborazione religiosa edevangelica di quanto accaduto.

«Sin dal suo sorgere ... la parrocchia si pone come risposta a una esigenza pastorale precisa, portare il Vangelo vicino al Popolo attraverso l’annuncio della fede e la celebrazione dei sacramenti ... la parrocchia è una casa in mezzo alle case e rispondealla logica dell’Incarnazione di Gesù Cristo, vivo e operante nella comunità umana.Essa, quindi, visivamente rappresentata dall’edificio di culto, è segno della presenzapermanente del Signore Risorto in mezzo al suo Popolo.

La configurazione territoriale della parrocchia, tuttavia, è chiamata oggi a confrontarsi con una caratteristica peculiare del mondo contemporaneo, nel quale l’accresciuta mobilità e la culturadigitale hanno dilatato i confini dell’esistenza ... il legame con il territorio tende adessere sempre meno percepito, i luoghi di appartenenza divengono molteplici e lerelazioni interpersonali rischiano di dissolversi nel mondo virtuale ... » (Congrega-zione per il Clero, Istruzione. La conversione pastorale della comunità parrocchiale al ser-vizio della missione evangelizzatrice della Chiesa, Roma 29 giugno 2020, nn. 7-9 passim).

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