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ATTUALITÀ POLITICA | 31 maggio 2019, 09:30

L’OPINIONE DI ANTOINE LABARDE: Aosta, prove libere per la fusciacca

L’OPINIONE DI ANTOINE LABARDE: Aosta, prove libere per la fusciacca

Caro Minuzzo,

sono finite le elezioni europee, speravo fosse finita anche la campagna elettorale, che ingenuo. Sull’elezioni solo una riflessione, dell'Europa, non fregava nulla a nessuno, a destra ed a sinistra interessava solo il pallottoliere, per poi potersi sedere  al tavolo e dire adesso giochiamo: vieni con me, dove stai, cosa fai, andiamo a elezioni e cambiamo tutto etc, vedremo come andrà a finire.

Una cosa è certa, andrà male per noi valdostani, anche se si andasse a votare. Il perché? E' chiaro perderemmo di nuovo sei mesi di campagna elettorale, durante i quali i problemi non vengono affrontati e languono negli uffici in mano alla burocrazia, con un Italia alle prese con l'Europa. Andremmo poi a votare con una nuova legge elettorale, dice qualcuno.

Nuova si fa per dire.. di nuovo ci sarà solo la preferenza unica, ma non una norma chiara sulla governabilità. La Lega ed suoi accoliti del 3% sono convinti di superare la quota attualmente prevista per il premio di maggioranza… ma Spelgatti, non è Salvini!

Di questo i Valdostani ne hanno coscienza.

Non è sufficiente partecipare a qualche "Batailles de Reines" per convincerli. Ma non è di questo che voglio scrivere, voglio scrivere della lunga campagna elettorale che è partita per l'elezione della città di Aosta. Pochi l'hanno forse notato, ma queste erano le «prove liber » per Aosta. Hanno scaldato i motori, alcuni personaggi noti e meno noti. La Lega ha lanciato Sammaritani, il volto buono in doppio petto, l'avvocato che piace alle mamme ed alle nonne, ben pettinato, ben tenuto, il consigliere che non alza mai i toni, il classico candidato rassicurante, fatto apposta per il ceto medio con simpatie moderate, insomma il candidato ideale per la carica di Sindaco.

A Salvini infatti, nonostante i proclami di voto utile per l'Europa, detto tra di noi non gliene frega una cippa della politica valdostana. Salvini è stato dappertutto ma in Vda non si è nemmeno fatto vedere per supportare Sammaritani.

La Spelgatti invece, ha voluto rimanere ai box, per non bruciarsi per un eventuale risalita alla Presidenza, e Sammaritani, con queste premesse è arrivato ultimo di lista nel NordOvest.

Questo risultato potrebbe sgonfiarlo per Aosta.

Ma anche gli altri competitors non sono da meno. I cosidetti Autonomisti con il drappello dei nuovi dirigenti, hanno fatto di tutto per posizionarsi ed affrancarsi.

Hanno inventato un candidato, Gheller, che in buona fede ha attraversato tutta la VdA per andare incontro ad una scoppola sonora. Tra questi nuovi dirigenti due esponenti di Autonomia 4.0, Sara Favre e Carlo Marzi, rispettivamente Presidente del Consiglio e assessore alle Finanze, sono parsi particolarmente interessati alla campagna elettorale.

Tutti e due sono nei direttivi dei rispettivi partiti, uno Marzi è addirittura segretario della Stella Alpina, la Signora Sara Favre nel comité dell'Union Valdotaine. Ed in questa veste, hanno partecipato alla campagna dell’Europee.

I due infatti (Marzi/Favre) erano molto attivi, partecipavano ai comizi, rilasciavano interviste, sui social la faceva da padrona la Favre, etc. Quest'attività non è passata inosservata. A molti è parsa come una manovra per affrancarsi dalla politica aostana e soprattutto crearsi una nuova immagine non legata alla città, dove i due con grandi responsabilità fanno parte della maggioranza Centoz.

Una maggioranza che passerà alla storia della città per la sua inattività, per l’inerzia e per risultati quanto mai mediocri.

Peccato che la campagna elettorale così gestita ha fatto stare a casa tanti valdostani ed il risultato per gli autonomisti è stato catastrofico.

D’altronde come fare a fidarsi dell’esperienza di esponenti di Autonomia 4.0. Sono infatti noti i risultati delle loro campagne elettorali, basta chiedere al Notaio Marcoz. La super attività della Signora Favre, ha messo poi anche in fibrillazione l’attuale Vice Sindaco Antonella Marcoz (Uv?) e le numerose consigliere comunali  unioniste che un pensierino alle elezioni lo stanno facendo.

Sempre a sinistra, abbiamo altri possibili candidati che si stanno agitando il primo, il radical chic Alessandro Cavaliere, che imperversa sui social interessandosi dei più disparati argomenti e sembra diventato tuttologo, soprattutto sui temi cari alla sinistra. Cavaliere con questa sua campagna social pensava di guadagnarsi il posto in eventuali primarie ai danni di Centoz.

 Adesso invece si trova un PD ringalluzzito dai risultati e con una nuova esponente come Edda Crosa, con cui misurarsi. Crosa, che in quanto a grinta  né ha da vendere sia nei confronti di Centoz che di Cavaliere e ha l’esperienza amministrativa regionale e ben conosce il mondo imprenditoriale valdostano essendo stata per tanti anni direttrice di Confindustria VdA.

Dopo queste prime prove direi mediocri penso che per il bene di Aosta, sia da richiamare in servizio, il Sindaco  Bruno Giordano, la situazione della Città è grave, abbiamo bisogno di gente sperimentata, non di Sindaci più o meno presentabili ma senza arte né parte.

Bruno Giordano, scelga un/a giovane per affiancarlo e scenda nell’agone, son sicuro che troverebbe un sacco di supporters.

Antoine Labarde

Caro Antoine, nulla da eccepire, tutto condivisibile, ma vedo i movimenti autonomisti statici, senza idee, solo impegnati a creare la Federazione che nessuno ha capito cosa sarà, forse i medesimi autonomisti la voglio creare con la convinzione di ognuno di fregare l’altro. pi.mi.

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