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Autonomie VdA | 04 marzo 2023, 08:30

LA VERITA’ E LA FORTUNA DELLE PAROLE

Ciascun episodio umano pur difettoso che sia sul piano della comunicazione esterna, contiene tutti gli elementi per una attenta riflessione

LA VERITA’ E LA FORTUNA DELLE PAROLE

Non è facile superare la barriera dei luoghi  comuni quando si tratta di affrontare i nodi più difficili delle vicende politiche ed umane. Il rapporto tra politica in sé ed umanità è stato coltivato in secoli di storia e sono già troppi i riferimenti di tipo letterario che hanno chiuso il discorso più ampio della riflessione. Se ci fermiamo alla filosofia, se ragioniamo per sentito dire – cioè in base alle frasi famose che risolvono tutto o quasi in una battuta ad effetto – allora abbiamo perso in partenza l’aggancio alla evoluzione del linguaggio, che è in primo luogo evoluzione della realtà.

Ciascun episodio umano pur difettoso che sia sul piano della comunicazione esterna, contiene tutti gli elementi per una attenta riflessione.

La verità è  che tutti – dico tutti – abbiamo fretta e, quindi, persino le frasi più banali vengono liquidate come luoghi  comuni, anche se – in taluni casi – esse risolvono il tema centrale della   chiarezza che si impone laddove è in gioco l’umanità comune, quella alla quale ci adattiamo anche solo per farci capire.

Se la politica riuscisse nel suo insieme, e non solo nelle aule parlamentari, a farsi comprendere da chiunque, ne trarrebbero beneficio sia la mentalità della gente sia il sentimento comune dei cittadini spesso indifesi dinnanzi alle complessità sociali. Molti rapporti di forza e la stessa manovalanza del potere in se, verrebbero superati dalla luce che spalanca la verità nella sua certezza, ma anche nella sua entità.

Per raggiungere lo scopo occorre vigilare sul significato delle parole che ha una sua specificità intrinseca o quasi intoccabile. Ad un certo punto, finisce anche la fortuna delle parole e subentra nella sua curiosità il dato di fatto che aggiunge tutta l’urgenza di una immediata compressione. Le parole ed i fatti non sono poi così diversi visto che ad ogni parola corrispondono, comunque, un fatto reale oppure una dimensione esistenziale oggettiva e differenziata discutibile.

Il problema è tutto qui: non considerare il linguaggio solo come un insieme di parole, bensì vedere proprio in esso l’evolversi preciso dell’esistenza in tutta la sua necessità.

Il linguaggio, dunque, come verità delle cose ma anche come strumento per vivere senza dovere compiere troppe pause di riflessione, a scapito della verità.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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