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Autonomie VdA | 30 ottobre 2022, 08:30

LE FARFALLE VANNO DI FIORE IN FIORE, L’UOMO VA IN GUERRA

V’è molta ragione per non essere ottimisti sul futuro che attende l’Italia assediata da un debito pubblico preoccupante, da una situazione di precarietà nel mondo del lavoro e da crescenti povertà

LE FARFALLE VANNO DI FIORE IN FIORE, L’UOMO VA IN GUERRA

Terminata la lunga parentesi elettorale con gli annessi ed i connessi momenti di propaganda, siamo ora dinnanzi al fatto compiuto di una nuova  compagine governativa e di ben tre opposizioni  che pure hanno raccolto più voti, ma non sono state capaci di  unirsi secondo la legge del voto che premia le alleanze.

La gravità dei problemi che si stagliano nei giorni – nelle ore – a venire imporrebbe uno sforzo unitario per creare un fronte unico e solidale contro la crisi, ma la politica ha quasi sempre avuto la tentazione di essere autoreferente e di promuovere l’autosufficienza dei numeri parlamentari.

V’è molta ragione per non essere ottimisti sul futuro che attende l’Italia assediata da un debito pubblico preoccupante, da una situazione di precarietà nel mondo del lavoro e da crescenti povertà.

Poi, v’è l’Europa che in qualche modo ha già fatto capire di non avere gradito l’esito elettorale italiano che va a sommarsi ad altri distinguo più sovranisti che federalisti. L’Europa paga, inoltre, il prezzo di non avere una difesa comune, una politica estera, una risorsa umanistica. Vi sono due termini che troviamo nella lingua tedesca e che illustrano quello che chiamiamo lo “spirito del tempo”: il primo compare in una espressione di Faust nel Faust di Goethe (Was ihr den Geist der Zeiten heuiꞵt), mentre il secondo Weltanschauung ci parla della “visione del mondo”.

Pare abbastanza difficile dover affrontare la crisi europea più violenta dal dopoguerra senza avere la capacità umanistica e politica di valorizzare una identità culturale nel grande e disordinato condominio europeo. In parole semplici, l’Europa fa parte dell’Occidente, è Occidente, ma non si distingue nelle conferenze mondiali come entità e come potenza economica a se stante. E’ evidente che i termini in lingua tedesca non sono entrati nella via lattea della lingua italiana e non ci offrono quelle implicazioni filosofiche e scientifiche che potrebbero introdurci a quella conoscenza certa che è stata l’obiettivo primario della filosofia kantiana.

L’Europa è un fedele alleato, ma non è mai un incomodo pensiero differente, anche quando le circostanze meriterebbero nuove funzionalità ed una progettualità costruttiva basata sulla millenaria cultura della democrazia e della libertà. Così facendo, l’Europa rischia di andare a rimorchio di astrazioni ideologiche e persino religiose senza estendere il concetto di “Mater Mundi” che sin dai tempi di Cesare Augusto e di Carlo Magno aveva raccolto il profondo messaggio dell’Agorà di Atene. 

E’ appena iniziato il viaggio del Governo uscito dalle urne: la speranza è che l’Italia non vada a schiantasi sulle strette e sui vincoli imposti  dalle Cancellerie e dalle burocrazie: gli Italiani dovranno saper fare tesoro degli insegnamenti dei  Padri Costituenti che sono stati capaci di avviare il popolo italiano sulla via della democrazia, del progresso e della comune solidarietà.

gianfrancofisanotti@gmail.com;

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