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Block Notes | 31 luglio 2022, 13:52

OGNI CITTÀ È CAPITALE

Block Notes è una rubrica settimanale promossa dall’associazione Comunque Valdostani con l’obiettivo di avvicinare i Cittadini al Palazzo e aprire il Palazzo ai Cittadini. L’Associazione Comunque Valdostani ringrazia il Sindaco di Aosta, Gianni Nuti, che con entusiasmo ha aderito alla proposta

OGNI CITTÀ È CAPITALE

Ogni città dovrebbe essere capitale.

Sì, perché è un aggregato di coscienze e di corpi che tendono a rafforzarsi vicendevolmente e a diventare poli attrattivi e propulsori rispetto al territorio circostante, dunque è “a capo di”.

Ogni città dovrebbe essere capitale perché non ne esiste una identica: il gioco combinatorio che si attiva tra esseri umani e cose, le polifonie energetiche generate dagli incontri più imprevedibili, i tempi di sviluppo incrociati e sovrapposti materializzano forme originali che non hanno eguali nel resto della Terra. Questo fenomeno merita un’osservazione attenta per capire quali sono gli aspetti distintivi, quali le linee d’evoluzione che il presente indica e, nello stesso tempo, nasconde. Ogni città è espressione di cultura.

Salita al Gran Paradiso

Perché la cultura è la manifestazione materiale e immateriale di un modo di stare insieme, di scambiarsi e condividere le bellezze di cui la natura è madre e noi ­­­- che della natura siamo parte piena ­– tra i più estrosi interpreti.

Ogni città ha un’anima, fatta delle persone che si avvicendano per passarci molto o poco tempo scambiandosi per caso batteri e virus, rafforzando a vicenda passioni e pene creando, col concorso di tutti, occasioni per esaltare la vita e per costruire destini di morte.

Per questo, prima o poi, ogni città dovrebbe candidarsi a diventare capitale della cultura o meglio, a essere riconosciuta come tale. Credo che Aosta meriti di diventarlo, prima o poi, perché:

Abbracci

Esprime da millenni identità plurali e insieme coese, adunate da ogni prateria, mare o declivio della Storia e della Terra, ma raccolte dentro un catino verdeggiante che tutto miscela e fonde, come acciaio nell’altoforno… e la mescolanza di agenti chimici produce materiale umano di speciale fattura; ü porta segni di contatto antichissimi con lo Spirito del Mondo fin dalle stele antropomorfe e le arature cultuali del Neolitico, ma insieme esprime passioni carnali e terragne con la natura animale e vegetale in cui è immersa e di cui si nutre: dunque trasuda di vivezza e sensualità;

È luogo in cui la cura della persona è sacra, il soccorso tempestivo, la mobilitazione collettiva un imperativo: tutto nasce dalla necessità di stringersi a vicenda di fronte a un ambiente impervio, inospitale e si alimenta con il piacere che si prova nello stare insieme attorno a un obiettivo di solidarietà.

È terra di sfide: le vette nascondono viste senza confini e il desiderio di raggiungerle supera ogni paura dell’ignoto; il sogno di Icaro, la voglia di volare esorta a provare la vertigine della precipitazione, scivolare sui ghiacci chiede equilibri perfetti, mira a raggiungere la velocità del suono;

Ha l’Europa dentro: parla più lingue, è teatro di migrazioni ed emigrazioni verso le terre limitrofe, catalizza cercatori di bellezze, propaga oltre confine campioni di sport, musicisti, scrittori, scienziati di fama pur essendo un popolo fatto da una manciata di uomini e donne;

Costringe le persone a una vicinanza quasi promiscua, che infrange ogni intimità, ma colma anche quelle distanze create artificialmente dall’uomo per prevalere l’uno sull’altro, per marcare presunte superiorità: così tutto diventa popolare, in primo luogo la cultura.

Sì perché esistono di certo in ogni campo della conoscenza le avanguardie, che eccellono per profondità e preveggenza, ci saranno sempre gli studiosi, gli artisti, gli esploratori costretti dalle loro discipline a usare linguaggi in codice, a costruire mondi inaccessibili ai più, ma la loro impronta sulle vite arriverà domani e quando giungerà sarà tradotta in un medicinale salvifico, in una tecnologia che faciliterà l’esistenza, in una poesia di cui tutti avvertiranno gli umori diffusi, al di là della piena comprensione dei significati.

La sala delle stele, progetto preliminare allestimento

Ma ciò che rende riconoscibile un luogo, che lo fa pulsare di un’energia inconfondibile e lo rende affascinante per ogni pellegrino o viandante ovvero la sua cultura identitaria è l’alchimia di corpi, di forme e di presenze che la natura – di cui siamo parte – genera e coltiva e a questa tutti concorrono, maturando stili di vita, gusti personali, idee, idiomi linguistici, preservando beni e oggetti, perpetuando memorie, danzando e praticando buona musica.

La musica, in particolare, distilla tutto, trasforma in flussi d’onde che prendono forma grazie alle risonanze suscitate intorno, si rifrange sulle creature che popolano quel preciso scampolo di terra lasciando che la scossa passi da un corpo vibrante a un altro in una staffetta infinita.

La nostra città merita di eccellere come capitale della cultura, perché la musica della sua terra è nitida e misteriosa, ridente e severa, policroma e grigia, ambivalente e ricca, come tutte le nostre vite.

Gianni Nuti

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