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Autonomie VdA | 20 giugno 2022, 08:30

CERCHIAMO DI NON VENDERE IL COLOSSEO ED ASCOLTIAMO GIORGIO LA PIRA

Il mercato Europeo è molto ambito dalla Cina, dagli Usa, dalla Russia: l’Europa dovrebbe essere un oceano di pace e di benessere, la Terra di una civiltà che ha sepolto la guerra e che anzi la ripudia

CERCHIAMO DI NON VENDERE IL COLOSSEO ED ASCOLTIAMO GIORGIO LA PIRA

Prima o poi verrà il momento di contare i vivi ed i morti e sapremo se valeva davvero la pena di sposare cause perse e di andare ben oltre la doverosa solidarietà verso un popolo invaso. Anche solo pensare di vincere contro una delle tre potenze mondiali esperte ed armate fino all’inverosimile arsenale nucleare era un’utopia difficile da trasformare in realtà. Se poi pensiamo che la guerra in sé non premia né vinti né vincitori, ma solo i cimiteri, l’idea di diventare cobelligeranti è di per sé foriera di danni collaterali.

L’art. 11 della nostra Costituzione è stato interpretato con una comodità che ha stupito anche i più benevoli osservatori. Ormai, anche i sassi sanno che le sanzioni sono state e saranno una mazzata sulla economia europea ed in primo luogo sulle nostre striminzite finanze: il caro vita e le bollette parlano molto chiaro e non v’è da stupirsi se la gente protesta disertando le urne.

La politica “difensiva” dell’Europa è andata via via trasformandosi, come si è visto anche in un recente passato nella vicina Iugoslavia. Il mercato Europeo è molto ambito dalla Cina, dagli Usa, dalla Russia: l’Europa dovrebbe essere un oceano di pace e di benessere, la Terra di una civiltà che ha sepolto la guerra e che anzi la ripudia. Invece, anche questa volta, il continente Europeo è stato vittima delle proprie ambizioni, non parla con una sola voce, non ha una politica estera, vive di contrasti e distribuisce pochi denari e molti altri debiti per l’avvenire.

Non a caso, l’Italia rischia di finire sepolta dal suo debito pubblico esagerato come è già avvenuto, purtroppo, per l’amatissima Terra di Grecia.  Speriamo di non dover vendere il Colosseo, poi i porti di Venezia, di Trieste e di Genova e di non dare in affitto i magnifici palazzi di Napoli, di Palermo, di Lecce, di Venezia, di Firenze e di Torino. Con questi chiari di luna, che bloccano anche la spesa alimentare e le bollette delle famiglie italiane, noi stiamo per imbarcare nel meraviglioso barcone europeo niente di meno che l’Ucraina, un Paese molto bello che con l’Europa non ha nulla a che fare e che sarà sempre confinante con la Russia.

Sarà come mettere a bollire un nazionalismo che abbiamo già visto all’opera e che ci coinvolgerà direttamente in ogni possibile scontro futuro. Speriamo che l’Italia non cada in questa trappola e che guardi con maggiore attenzione ai suoi interessi vitali: fedeli alleati dell’America ed amici sinceri del Popolo Russo.

Abbiamo già tanti nostri guai; evitiamo – se possibile – di aggiungere una nuova spada di Damocle sul futuro del nostro Paese e teniamoci stretto il nostro destino di pace e di libertà. Il Governo ed il Parlamento preparino una stagione di pace! Giorgio La Pira diceva: “Le stagioni non le fa il contadino; vengono, e lui le aiuta. Si orientano  tutte verso l’estate, verso i giorni della maturazione. Così fa la storia”. Ed aggiungeva: “La terza guerra mondiale è ormai fisicamente impossibile: perché se gli uomini la faranno, essi faranno una sola cosa: distruggeranno il mondo; spezzeranno la Terra; sradicheranno da essa il genere umano”.

gianfrancofisanotti@gmail.com

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