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Block Notes | 29 novembre 2021, 08:54

E SE FOSSE AMATO?

Block Notes è una rubrica settimanale promossa dall’associazione Comunque Valdostani con l’obiettivo di avvicinare i Cittadini al Palazzo e aprire il Palazzo ai Cittadini. L’Associazione Comunque Valdostani ringrazia il Sindaco di Aosta, Gianni Nuti, che con entusiasmo ha aderito alla proposta

E SE FOSSE AMATO?

Giuliano Amato è uomo minuto, dal capo tondo un poco ripiegato in avanti, le sopracciglia mobili e folte, un sorriso benevolo che stempera occhi severi.

La voce affilata, acuta e volitiva scorre su una superficie a grani, sfila su una raucedine di sfondo. Non parla con ritmi televisivi Amato, ha bisogno di più di un minuto per sviluppare un pensiero ma il tempo lungo è teso da un sentimento persuasivo e convincente, così che il più ostico tema giuridico o economico si materializza in una trama di teatro, in una saga d’intrighi. il timbro vocale prevalente si curva in una miriade di cromatiche microintonazioni e i gesti delle mani ora picchiettano ogni consonante, ora accompagnano le vocali più lunghe e carezzevoli.

Un professore vero, di quelli che lasciano il segno nelle menti degli allievi di più generazioni, non imbonisce, non persuade né ammalia ma scalpella ragionamenti parola dopo parola, rivelando forme esatte poco a poco, narrando storie che non conoscevamo e, terminato il racconto, diventano indispensabili per la nostra vita da quel momento in poi.

E poi non smette mai di esserlo anche quando fa un altro mestiere e quindi “si spiega” sempre, ovvero cerca di aprirsi all’altro attraverso la condivisione delle sue conoscenze, rende accessibile, intelligibile anche la maggiore delle profondità concettuali, dà linearità ai ragionamenti più tortuosi.

 

E utilizza all’uopo due categorie di parole: quelle sottili, deputate a dettagliare, a dare trasparenza a ogni punto che, unito ad altri, costruisce un disegno di vita, compone un destino imperscrutabile simile al nostro. Ma non basta: il dettaglio disperde, annebbia l’orizzonte che ricompone e ordina le cose lungo una prospettiva di senso e di futuro. Ci vuole la parola poetica, quella che lega le storie, sconfina oltre i limiti, affonda sorprendente dentro quelle che Elena Ferrante chiama “smarginature”, i momenti, gli spazi in cui gli oggetti e le persone ordinate e ben disposte dalle nostre logiche perdono la loro chiarità, si sfocano d’incertezze, affondano nel caos e nel tutto indistinto eppure percettibile.

Il Professor Giuliano Amato, due volte Presidente del Consiglio, Ministro del Tesoro e degli Interni, giudice costituzionalista, attuale vicepresidente della Corte Costituzionale sa usare entrambe le categorie di pensieri e parole non solo quando scrive racconti fantastici per i nipotini, ma quando parla ai grandi della terra di rapporti tra diritto costituzionale e amministrativo divergendo improvvisamente su piccoli esempi di vita familiare o sfoderando il fioretto dell’ironia per suscitare una stupefatta ilarità e rendere tutto tanto giusto quanto colmo d’interrogativi irrisolti. D’altronde, sono le mescolanze dei generi, dal dramma alla commedia, dalla tragedia alla satira, a evocare i più reconditi misteri nel romanzo dell’esistenza…

Solo chi sa che la cultura è l’indispensabile humus dentro il quale radicare ogni lungimirante azione politica, solo chi definisce la cultura stessa come esercizio diffuso di bellezza –riconoscendo peraltro agli italiani una particolare, millenaria attitudine – è in grado di occuparsi del bene comune con lucidità, disincanto e, insieme, accorata dedizione.

Solo chi coltiva curiosità per le vite degli uomini può prendersi cura dei destini di una comunità intera.

Il panorama politico odierno – Amato stesso dice – è povero di leader e ricco di follwer: i primi accompagnano i popoli verso scenari futuri di crescita e benessere alimentando sentimenti di speranza; i secondi cavalcano gli umori ondivaghi del presente, rafforzando paure e rassegnazione.

Giuliano Amato è un leader discreto e ha la potenza di uno stillicidio d’acqua che sa piegare la durezza di una pietra, conosce molto bene il suo paese e lo ama di un amore servizievole e sapiente: saprebbe dileguare con pazienza la frivolezza dei tanti, miserabili follwer.

Per questo sono convinto che l’Italia dovrebbe chiamarlo, nei prossimi mesi, alla Presidenza della Repubblica: sono certo, sarebbe molto…amato.

Gianni Nuti

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