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FEDE E RELIGIONI | 25 ottobre 2021, 09:00

PAPA: la nostra preghiera è coraggiosa, o "un salutino formale"?

Non si tratta, dice il Papa, di “una preghierina timida e convenzionale” ma “presenta sé stesso: chiede misericordia per la sua persona, per la sua vita

PAPA: la nostra preghiera è coraggiosa, o "un salutino formale"?

Di angela Ambrogetti

“Chiediamoci: “Come va la mia preghiera?”. È coraggiosa, ha l’insistenza buona di quella di Bartimeo, sa “afferrare” il Signore che passa, oppure si accontenta di fargli un salutino formale ogni tanto, quando mi ricordo? E poi: la mia preghiera è “sostanziosa”, mette a nudo il cuore davanti al Signore? Gli porto la storia e i volti della mia vita? Oppure è anemica, superficiale, fatta di rituali senza affetto e senza cuore?”. Queste le domande che Papa Francesco suggerisce ia fedeli riuniti in Piazza San Pietro per la preghiera domenicale dell’ Angelus. 

Commentando il Vangelo di oggi che racconta la vicenda del cieco Bartimeo guarito da Gesù, il Papa ha spiegato come deve essere la preghiera: “Dio ascolta sempre il grido del povero, e non è per nulla disturbato dalla voce di Bartimeo, anzi, si accorge che è piena di fede, una fede che non teme di insistere, di bussare al cuore di Dio, malgrado l’incomprensione e i rimproveri. E qui sta la radice del miracolo. Infatti Gesù gli dice: «La tua fede ti ha salvato»”.

Non si tratta, dice il Papa, di “una preghierina timida e convenzionale” ma “presenta sé stesso: chiede misericordia per la sua persona, per la sua vita. Non è una richiesta da poco, ma è bellissima, perché invoca la pietà, cioè la compassione, la misericordia di Dio, la sua tenerezza”.

Non servono tante parole, ma tanta fede, Bartimeo “si affida all’amore di Dio, che può far rifiorire la sua vita compiendo ciò che è impossibile agli uomini. Per questo al Signore non chiede un’elemosina, ma manifesta tutto, la sua cecità e la sua sofferenza, che andava al di là del non poter vedere. La cecità era la punta dell’iceberg, ma nel suo cuore ci saranno state ferite, umiliazioni, sogni infranti, errori, rimorsi”.

Il Papa racconta poi l'esperienza di un papà che prega tutta la notte gridando per la salute della figlia davanti al cancello di un santuario e ottiene il miracolo. 

E conclude Papa Francesco: “a Gesù, che può tutto, va chiesto tutto. Egli non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, per timidezza, pigrizia o incredulità. Bartimeo ci sia di esempio con la sua fede concreta, insistente e coraggiosa”.

Il Papa ha poi pregato per i migranti e rifugiati bloccati in Libia, chiedendo soluzioni durevoli per i flussi dei migranti, per dare priorità al soccorso di vita umane, ed evitare i lager come in Libia. 

Papa Francesco ha ricordato la beatificazione di Sandra Sabattini e di suor Lucia Ripamonti, Ancella della Carità, e nell'ottica della Giornata Missionaria Mondiale ringrazia i missioaneri che testimoniano il Vangelo. 

Salutanto la comunità peruviana il Papa annuncia che il presepe di san Pietro sarà peruviano.

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