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Confcommercio VdA | 09 aprile 2021, 10:11

Piazze piene tasche vuote e 23.000 famiglie sul lastrico

Dominidiato: ‘Dalle proteste di questi ultimi giorni emerge che lo scontro sociale aumenta in moda preoccupante a causa della disperazione delle diverse categorie di imprenditori e lavoratori che non sanno più cosa pensare e immaginare il futuro’

Piazze piene tasche vuote e 23.000 famiglie sul lastrico

Siamo al limite del livello di guardia. La disperazione sta prendendo il sopravvento assieme al timore che si ritardi oltre una riapertura adeguata che permetta di tornare ai livelli di fatturato pre-covid.

La disperazione è come una spada di Damocle che rischia di cadere tra capo e collo di oltre 23.000 addetti al commercio, della ristorazione/bar e ricezione turistica (13.000 dipendenti) e dei servizi (circa 11.000 dipendenti).

Sono dati certificati dalla ricerca  di Format Research sulla base dei dati dell’ultimo Osservatorio Congiunturale Terziario VDA su fonte Istat, dalla quale emerge:

Occupati nel Commercio: circa 6.000

Occupati nel Turismo (bar, ristoranti, ricezione turistica): circa 7.000 di cui 2.800 gli occupati nel settore ricettivo e 4.300 settore bar/ristoranti

Occupati nei Servizi: circa 11.000

“Se non si iniziamo a mettere in campo delle reali misure di sostegno e soprattutto in tempo rapido, anzi rapidissimo – commenta Graziano Dominidiato, Presidente di Fipe/Confcommercio VdA , appena saranno liberalizzati i licenziamenti si rischia il tracollo economico e sociale, senza contare le chiusure delle imprese non appena cesseranno i sostegni”.

Confcommercio VdA invita anche il Governo Regionale a fare di più e più rapidamente; deve ascoltare i rappresentanti di categoria. I Consiglieri regionali devono fare lo sforzo di immedesimarsi in ciò che significa essere imprenditori destinati a morire di pandemia economica e finanziaria perché hanno le attività chiuse per decreto. I decisori politici devono calarsi nell’angoscia delle famiglie e delle piccole aziende a conduzione familiare che si devono garantire il reddito, dare un futuro ai figli e assicurare lo stipendio ai propri dipendenti.

“Qualcuno – rimarca con determinazione Graziano Dominidiato - dovrebbe rendersi conto che il reale dramma non è legato alla categoria delle industrie o dell’edilizia, ma nelle categorie che rappresentiamo, che come da indagine di Format Research rappresentano il 70% di tutti gli occupati della valle e l’81% del valore aggiunto”.   Confcommercio e Fipe vogliono fare sentire la voce e fare la loro da parte a livello nazionale.

Il 13 aprile la Federazione scenderà in piazza a Roma per una protesta ordinata quanto decisa perché il combinato di incertezza e mancanza di prospettive fa male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos.

“Da mesi FIPE diffonde incessantemente la voce e i bisogni delle imprese del settore sui media, presso le istituzioni e sui territori - spiega il Presidente Fipe VdA e membro di giunta Nazionale Graziano Dominidiato. Sentiamo la responsabilità di dare un segnale forte e pubblico davanti all’ultimo decreto del Governo che rinvia nuovamente la riapertura dei ristoranti e dei bar ad eventuali decisioni del Consiglio dei Ministri.

 Non si può continuare a lanciare la palla in avanti, perché le imprese non sono in un campo da gioco, ma in una palude, dove sprofondano ogni giorno di più, mentre gli indennizzi non bastano certamente a risollevarle".

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