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FEDE E RELIGIONI | 08 luglio 2020, 18:00

Domani giovedì 9 luglio sainte Véronique

Cercar, sì, la solitudine, ma con il prossimo non mancar di carità.. (San Pio da Pietrelcina)

Domani giovedì 9 luglio sainte Véronique

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Giovedì 9 luglio

ore 8.30-12.30

Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione

dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

Venerdì 10 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Sabato 11 luglio

Saint-Oyen, Monastero Regina Pacis - ore 11.00

S. Messa per la solennità di San Benedetto abate

Martedì 14 luglio

Vescovado - mattino

Udienze

Giovedì 16 luglio

ore 8.30-12.30

Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione

dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto

Quart, Monastero Mater Misericordiae - ore 18.00

S. Messa per la solennità della B.V. Maria del Monte Carmelo

Le Messager Valdotain ricorda giovedì 9 luglio sainte Véronique

La Chiesa celebra   Beate 32 Martiri di Orange Vergini e martiri

La vicenda del martirio delle 32 religiose francesi, s’inquadra nell’ambito della grande carneficina scaturita dalla Rivoluzione Francese e precisamente nel periodo del Terrore, che durò in tutta la Francia dall’autunno 1793 all’estate del 1794.

In detto periodo funzionarono alcuni tribunali straordinari, dei quali uno dei più crudeli, fu quello della città di Orange nella Francia sud-orientale, nel dipartimento Vaucluse (l’antica colonia romana ‘Arausio’); la sua opera nefasta cominciò il 17 giugno 1794 e smise il 5 agosto dello stesso anno; in questi circa due mesi, perseguitò con ferocia, preti, religiosi e suore (clero ‘refrattario’), che si erano rifiutati di prestare il giuramento “libertà-uguaglianza” e alla Costituzione Civile del Clero, che per i suoi principi restrittivi della dipendenza da Roma, fu condannato da papa Pio VI.

Il tribunale straordinario di Orange, in quei due mesi giudicò 595 persone, condannandone alla ghigliottina 332, fra questi ultimi vi erano 36 preti e 32 religiose. Le suore rastrellate nella regione della piana del Rodano, furono portate nella prigione di Orange, detta “La Cure”; del numeroso gruppo facevano parte, due suore cistercensi, una benedettina, ben sedici Orsoline, che avevano varie Case nel circondario e tredici Sacramentine (Congregazione provenzale fondata nel secolo XVII, dal sacerdote Antonio Lequieu).

Le Orsoline e le Sacramentine furono arrestate a Bollène (centro della Francia Meridionale, dipart. Vaucluse) il 22 aprile 1794 e poi trasferite ad Orange il 2 maggio; in prigione non smisero, con l’accordo di tutte, di proseguire le pratiche unificate della loro vita conventuale.

Dopo un paio di settimane, le suore, condannate a morte in odio alla fede, cominciarono ad essere chiamate, a partire dal 6 luglio 1794 e a gruppetti giorno dopo giorno, salirono il patibolo, con il rullare dei tamburi e fra le urla di “Viva la Nazione”, “Viva la Repubblica”, della folla che al tramonto si adunava per assistere alle esecuzioni.

Le suore tennero un comportamento eroico eccezionale, testimoniato da quanti sfuggirono al massacro; tanto più grande, man mano che il loro numero si assottigliava e le loro consorelle dopo averle salutate, andavano fiere alla morte violenta ed ingiusta.

Esse recitavano le preghiere degli agonizzanti e rimanendo in ginocchio ed in profondo silenzio, attendevano la fine dell’esecuzione e quando credevano che tutto fosse finito, si alzavano e liete dell’onore toccato alle loro Famiglie Religiose, cantavano il “Te Deum” e il “Laudate Dominum”, esortandosi a vicenda per la loro morte all’indomani.

Il sole sorge alle ore 5,36 e tramonta alle ore 21,21

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