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Panta Rei | 11 aprile 2020, 13:46

Natale con i tuoi e Pasqua con chi….. puoi

RESTIAMO A CASA - Sarà una Pasqua un po’ così, solo con chi puoi, ma mi auguro che entrerà nei nostri ricordi come una bella Pasqua, in cui ci siamo sentiti tutti più uniti nei cuori e nella speranza. Auguri!

Natale con i tuoi e Pasqua con chi….. puoi

La festa di Pasqua ha sempre rappresentato per tutti la piacevole linea di confine alla nuova stagione primaverile, che invita ad uscire, a smettere i pesanti abiti invernali, a concedersi il primo pranzo all’aperto con gli amici, magari un pic nic sui prati ricoperti di paquerettes. E, per i credenti, porta con sé il profondo significato spirituale di una rinascita foriera di pace e speranza.

La Pasqua di quest’anno non preannuncia, purtroppo, niente di tutto questo.

Il #restiamoacasa è un imperativo categorico, di responsabilità individuale ancor più che di legge, e questo comporta che non solo non trascorreremo la festa nella consueta allegria, ma per molti sarà evidenziato ulteriormente il distacco dalle persone care, parenti e amici, con le quali questo momento gioioso veniva condiviso e che per forza di cose dobbiamo tenere lontani e non possiamo abbracciare.

Eppure, a ben guardare, la dolorosa situazione che stiamo vivendo stravolge i parametri di valutazione delle cose e questa festa non fa eccezione. Avete notato com’è diverso già solo il tenore dei messaggi augurali che riempiono i nostri cellulari? Bandite le frasi retoriche e stereotipate di sempre, gli auspici 2020 sono più intimi, più empatici e puntano a unirci sotto il segno della fiducia e della serenità. Siamo tutti in balìa dello stesso sentimento di malinconico isolamento e riscopriamo, anche nelle piccole cose come un messaggino di auguri, il sincero conforto della solidarietà.

Potessimo dire altrettanto del mondo politico! Per la colomba della pace sarà meglio tenersi lontana dai cieli dei palazzi del potere, rischia di essere abbattuta dai pallini velenosi delle polemiche. Passato il primo momento di sgomento per l’epidemia, tutto è  un rincorrersi di contrasti e di diatribe, di cui noi gente comune non non capiamo il senso e neppure ci interessa. Un clima rovente che, anziché rassicurarci su un futuro che presagiamo lacunoso e difficile, accresce il nostro senso d’incertezza e di abbandono. Se loro, che hanno il dovere e il potere di portarci in tutta sicurezza fuori da questa tragedia, non riescono ad accantonare le loro mire di potere e collaborare senza ipocrisie per il bene comune, su chi possiamo confidare? Invece, si appigliano ad ogni pretesto per rincorrere i loro interessi di parte, senza tralasciare alcuna occasione, neppure la Pasqua.

Qualcuno ha messo in discussione il fatto che questa celebrazione senza chiesa potesse non essere una Pasqua con Dio. Incredibile l'ipocrisia di un credente dell'ultima ora che, pur di suscitare consensi (peraltro senza riuscirci, perché ha sollevato solo indignazione o indifferenza), dimentica i principi fondamentali di una fede che dimostra evidentemente di non conoscere, ma di sfruttare solo per i propri interessi propagandistici. Polemica addirittura sulla festa della pace?

 Scommetto, anzi, che davanti ai televisori per la messa Pasquale, saranno molti in più di quanti sarebbero stati nelle chiese di tutto il mondo e di tutte le religioni. Devoti e atei, riuniti dalla singolarità di questa celebrazione che unisce idealmente e, ora più che mai, richiama alla speranza di una nuova vita in fondo a questo brutto tunnel.

Sarà una Pasqua un po’ così, solo con chi puoi, ma mi auguro che entrerà nei nostri ricordi come una bella Pasqua, in cui ci siamo sentiti tutti più uniti nei cuori e nella speranza. Auguri!

Panta Rey

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