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Eccellenze Valdostane | 13 novembre 2019, 17:00

Meno bottiglie ma vino di ottima qualità

Meno bottiglie ma vino di ottima qualità

Con una produzione stimata di oltre 1.5 milioni di bottiglie, conferma il trend nazionale, che ha fatto registrare un calo nella quantità ma con uve di qualità migliore. E' la fotografia della vendemmio 2019 in Valle d'Aosta. “Dal punto di vista climatico è stata un’annata abbastanza buona e, per quanto riguarda le malattie, non ci sono stati particolari problemi"ha commentato Elio Ottin,  della commissione viticoltura di Coldiretti Valle d’Aosta, che precisa: "C’è stato sicuramente un calo a livello quantitativo ma abbiamo avuto uve molto sane ed equilibrate sotto il profilo della maturazione e la qualità ne ha guadagnato”.

Con l’arrivo del maltempo infatti, si è conclusa la vendemmia 2019 che, per effetto del clima anomalo, registra in Italia un taglio della produzione del 20% rispetto allo scorso anno: addio quindi ad una bottiglia di vino Made in Italy su cinque, anche se l’Italia mantiene comunque il primato mondiale tra i produttori. È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti, presentato per la Giornata del Ringraziamento, festeggiata a partire dal weekend di San Martino dell’11 novembre e promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per ringraziare per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sulla nuova annata.

Si è dunque conclusa un’annata di buona/ottima qualità con una stima di circa 44,3 milioni di ettolitri di produzione Made in Italy destinata – precisa la Coldiretti – per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia, e il restante 30 per cento per i vini da tavola.

La situazione è confermata da Stefano Celi, presidente della Vival, associazione  che rappresenta 32 aziende di cui 6 cooperative che contano insieme l’85% della produzione vitivinicola Valdostana: “Il calo produttivo non ha inciso sulla qualità delle uve raccolte, il che consentirà di avere una produzione di vino Doc Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste nelle sue diverse sotto denominazioni, con caratteristiche organolettiche di assoluto pregio”.

 

red. eco.

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