Panta Rei | domenica 18 agosto 2019 18:05

Panta Rei | 03 agosto 2019, 08:00

Ciccio in Val di Pasticcio 75/mo comune valdostano

Ciccio in Val di Pasticcio 75/mo comune valdostano

Ma chi ci governa, Ciccio Pasticcio? Mai come in questi ultimi anni la politica regionale e del capoluogo ci hanno offerto il deplorevole spettacolo di un governo raffazzonato alla bell'e meglio, con l'unico evidente obiettivo di arrivare alle reciproche prossime elezioni con il consuntivo meno pietoso possibile.

La fretta e cattiva consigliera, si sa, se poi la fretta è dettata dalle scadenze elettorali non produce che la patetica parodia di quella che dovrebbe essere un’amministrazione efficiente dettata dalla ragione, per diventare, in piazza Deffeyes e nella vicina piazza Chanoux, una ridicola corsa a ostacoli per conquistare il titolo di best of the year a scapito degli avversari politici.

Cominciamo, con la legge sulla ludopatia?

Finita in revisione dopo pochi mesi perché si era voluto mettere nel calderone anche quello che patologico non è, mettendo in croce esercenti che con il gioco d'azzardo ben poco avevano a che vedere. Ecco poi l’attesa nuova legge elettorale, di cui ancora nessuno ha capito niente, se non che va rivista, non garantisce la governabilità come doveva prevedere e scontenta tutti quelli che ne volevamo fare il loro cavallo di Troia per conquistare la poltrona, quindi ogni Gruppo presente e futuro.

Ora Aosta vuole regolamentare il principio istituzionale dell'antifascismo.

Vogliamo scommettere che tempo zero si dovrà rettificare perché risulterà quantomeno cavilloso e controproducente, tenuto conto che fascismo e la sua apologia sono già reato e che chi vuole fregarsene della legge, come spocchiosamente espresso da un componente dello stesso consiglio comunale, continuerà a farlo alla faccia di pletoriche autodichiarazioni?

La Regione, che rischiava di perdere la gara di ridicolaggine, è subito corsa ai ripari proponendoci una seduta consiliare bloccata da 3000 emendamenti! Si sono divertiti solo i politici che li hanno presentati, esibendosi in presuntuose spiegazioni su quanto è facile creare con poche nozioni informatiche tale mole di impedimenti. Si sono rallegrati molto meno i Comuni che attendevano con urgenza la legge sui segretari comunali, rimandata, e i cittadini disgustati dalla sceneggiata che ha ritardato ulteriormente i lavori di questa assemblea da avanspettacolo.

Tra le decisioni rinviate anche la legge sulla mobilità sostenibile, e questo forse non è un gran male.

Chissà che qualche passeggiata in città prima dell’emanazione non faccia capire quanti guai può produrre, specie ai pedoni che sono già sul piede di guerra, una viabilità disordinata e esasperata che di “sostenibile” ha solo il nome. Dovremo arrivare agli incidenti mortali di Parigi per capire che non si può liberalizzare senza norme adeguate qualsiasi veicolo semovente, purché non vada a benzina? Ma sai quanti voti ti porta la promessa di contributi a gogò… Per rendere la legge accettabile c’è sempre tempo, specie se a correre ai ripari saranno altri.

E siccome il Comune, autoproclamatosi capitale dell’ambiente, in tema di sostenibilità non vuole essere da meno, ecco che promette la chiusura di parcheggi centralissimi per farne salotti.

Nessuno però ha fatto parola sul fatto che il parcheggio in questione è a servizio di scuole e, soprattutto, del palazzo municipale. Possibile che neppure uno abbia valutato la quantità e la varietà dell’utenza che ha bisogno di raggiungere uffici essenziali ai cittadini, evidentemente considerati di serie B, in una città i cui posteggi, oltre che stracari, sono di una scarsità cronica?

Però la cosa ha sollevato in primis le solite proteste dei commercianti, vedrete che arriverà quindi il passo indietro.

Insomma, leggi e norme rabberciate di fretta per gettar fumo negli occhi. Mi viene a mente il detto “fatta la legge gabbato lo santo”.

E gabbati siamo sempre noi valdostani, che santi siamo a tollerare ancora questa pseudo politica. D’ora in poi dichiarerò che vivo in comune di Ciccio, in Val Pasticcio.

panta rey

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