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Vite in ascesa | 31 dicembre 2021, 09:00

ROCCA SEIRASSO – Una cima per meditare

A cura di Lodovico Marchisio

La Rocca Seirasso da lontano

La Rocca Seirasso da lontano

La Rocca Seirasso si erge come un aguzzo dente, ben visibile dal Rifugio Balma situato a 5 Km circa da Prato Nevoso e raggiungibile nei mesi estivi da qualunque auto per una strada sterrata. Da qui si diparte una stradina fortunatamente chiusa al traffico che scende verso degli alpeggi e che in circa mezz’ora conduce sotto quest’aguzza cuspide rocciosa, posta a sinistra del Mondolè.

Sotto la cima

Un sentiero diagonalmente sale con andamento da destra verso sinistra, aggirando il dente roccioso sulla sua destra (verso di salita e sinistra orografica), sino a raggiungere un’evidente croce eretta in suffragio a Paolo Meroni, un giovanissimo deceduto anni fa in questo punto, folgorato da un fulmine.

Altarino e libro per le firme

Da qui per un sentiero pianeggiante con andamento da destra verso sinistra, si arriva sotto il cucuzzolo finale che si sale in breve senza alcuna difficoltà. Tempo occorrente da dove si lascia l’auto circa 1 ora e 30 minuti.

Bella passeggiata che tocca quota 2090 metri, con un dislivello di circa 200 metri per i sali scendi del percorso, fattibile e consigliabile a tutti perché è un breve itinerario estivo. Se questa è la descrizione tecnica del percorso che ho avuto modo di percorrere, ben più avvincente è la strana magia da cui è avvolta questa montagna.

In cima

Infatti a ricordo di mia madre, era stato edificato su questa cima un piccolo altare religioso per ricordare la prima montagna salita in gioventù a soli nove anni di età con la mia adorata mamma, perché  dopo la sua dipartita mi ero recato da solo su questa cima portando una statuetta della Madonna d’Oropa, a cui era devota mia madre, anche se la madonna che appare in più luoghi, pur raffigurata simbolicamente in più modi, è una sola! La stranezza era consistita nel fatto che per terra, poco lontano dalla cima, avevo trovato una piccola medaglietta raffigurante anch’essa la Madonna d’Oropa.

Segnale a cui non si può dare una risposta logica perché la Val Maudagna ove è posta questa cima, dista da Oropa sita nel Biellese più di 150 Km.

L’altra cosa strana è che il piccolo altare costruito dall’amico che non aveva mai posto piede prima su questa cima, in piccolo era la riproduzione identica di quello posto sulla Cima Seirasso (2422 m) che porta lo stesso nome della Rocca sottostante da cui dista un’ora di cammino e un dislivello di 330 metri circa.

Il paesaggio circostante in veste invernale

Ai posteri l’ardua sentenza! Prato Nevoso, attuale stazione sciistica, non esisteva e al suo posto vi era solo un piccolo rifugio al Prel che si raggiungeva in trenta minuti prendendo la seggiovia storica tuttora rimessa in vita che da Frabosa Soprana conduce al Monte Moro. Da qui al Rifugio Balma (dove si lascia l’auto ora) vi era un’altra buona ora di cammino che sommate insieme comportavano tre ore di marcia, solo andata.

D’inverno gli amanti dello sci – alpinismo possono raggiungere questa cima da Prato Nevoso, sfruttando l’impianto che sale fin quasi al Rifugio Balma e di qui per un tratto di pista scendendo fin sotto le pendici del Mondolè.

Per lo stesso itinerario a piedi, scendere per la stradina innevata con gli sci ai piedi, sin sotto l’inconfondibile “Rocca” e di qui salire il ripido pendio finale senza traccia obbligata, sempre a destra, sino alla Croce Meroni per poi voltare a sinistra sino in prossimità della cima.

Occorre lasciare gli sci sotto la cuspide finale che si raggiunge per roccette affioranti da percorrersi con molta prudenza e se il tratto è ghiacciato o con tanta neve possono essere necessari anche i ramponi. Ore 2 dall’arrivo degli impianti.

Ultima raccomandazione è quella d’inoltrarsi su questo percorso con neve ben assestata e mai dopo abbondanti nevicate per il rischio di valanghe sulla stradina che conduce alla base di questa sommità rocciosa.

La stagione migliore per salirla con gli sci è in primavera.

ascova

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