CRONACA - 06 novembre 2026, 19:00

Carabinieri, presentato il Calendario Storico 2027: dodici mesi dedicati agli «sguardi che proteggono»

Il Generale Salvatore Luongo ha illustrato la 94ª edizione della storica pubblicazione dell’Arma, realizzata con le fotografie di Franco Cappellari e i testi di Aldo Cazzullo, Ferruccio De Bortoli e Bruno Vespa. L’Agenda 2027 sostiene la ricerca sulle terapie CAR-T all’Ospedale Bambino Gesù, mentre altre iniziative editoriali finanziano progetti di solidarietà e tutela sociale

Carabinieri, presentato il Calendario Storico 2027: dodici mesi dedicati agli «sguardi che proteggono»

Non soltanto una pubblicazione che accompagna il nuovo anno, ma un racconto dell’Italia attraverso gli occhi di chi ogni giorno è chiamato a proteggerla. Il Calendario Storico dei Carabinieri 2027 mette al centro il rapporto tra l’Arma e le comunità, scegliendo di raccontare il servizio quotidiano dei militari attraverso un elemento semplice e potente: lo sguardo. È questo il filo conduttore della 94ª edizione, presentata nella suggestiva cornice dell’Auditorium Parco della Musica di Roma dal Comandante Generale dell’Arma, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, alla presenza del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e del Sottosegretario di Stato alla Difesa Isabella Rauti.

L’edizione 2027 è intitolata «Gli sguardi che proteggono» e propone una rappresentazione dell’Arma che va oltre l'immagine tradizionale della divisa e dell'autorità. Al centro ci sono la presenza rassicurante, la dedizione silenziosa e la capacità di ascolto di donne e uomini impegnati quotidianamente nella sicurezza dei cittadini. Nel suo intervento, il Generale Luongo ha voluto sottolineare proprio questo aspetto: «Il 2027 si apre davanti a noi carico di attese e di sfide, ma la risposta più autentica alle nostre incertezze abita nei dettagli più minuti: negli occhi di chi ha scelto di vigilare ogni giorno sul nostro cammino».

Un messaggio che restituisce anche una precisa dimensione sociale al ruolo dell'Arma: la sicurezza non è soltanto intervento nelle situazioni di emergenza, ma soprattutto presenza sul territorio, prevenzione, vicinanza alle persone e attenzione alle fragilità. Un tema particolarmente significativo in una fase storica nella quale il rapporto tra cittadini e istituzioni è chiamato a confrontarsi con nuove forme di disagio, insicurezza e trasformazione sociale.

A tradurre in immagini questo racconto è il fotografo freelance Franco Cappellari, autore degli scatti che accompagnano le dodici tavole mensili. Il suo obiettivo entra nella quotidianità di dodici reparti e comparti di specialità, mettendo in risalto i volti e gli sguardi dei militari. Ne emerge una rappresentazione moderna dell'Arma, nella quale il rigore professionale si accompagna all'umanità e alla capacità di instaurare un rapporto diretto con le comunità.

Il progetto editoriale si avvale anche della collaborazione di tre importanti firme del giornalismo italiano. La prefazione è affidata ad Aldo Cazzullo, che ripercorre gli ultimi cinquant'anni della storia repubblicana, ricordando il contributo dei Carabinieri nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Nel suo racconto trovano spazio figure emblematiche come il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il sacrificio dei militari italiani, fino alla tragedia di Nassiriya.

Le tavole mensili sono invece accompagnate dai testi di Ferruccio De Bortoli e Bruno Vespa, che propongono due differenti percorsi narrativi attraverso le molteplici articolazioni dell'Istituzione. De Bortoli racconta la presenza capillare delle Stazioni territoriali, il lavoro del Nucleo Radiomobile e delle sue celebri «gazzelle», il Servizio Navale, le unità cinofile, i Carabinieri Forestali e i reparti a cavallo. Un viaggio che mette in evidenza la varietà delle competenze e il legame tra l'Arma, il territorio e la tutela del patrimonio ambientale e culturale.

Vespa accompagna invece il lettore alla scoperta dei motociclisti, degli incursori del GIS, dei Corazzieri al Quirinale, degli elicotteristi e dei droni, del RIS e delle attività dedicate alla salvaguardia dell'arte e del lavoro. Il percorso si conclude con un omaggio ai Comandanti di Stazione e ai volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri, figure che rappresentano un punto di riferimento fondamentale nella relazione quotidiana con la popolazione.

La presentazione ha rappresentato anche l'occasione per illustrare l'Agenda 2027, che riprende le storie e i temi del Calendario, arricchendoli con un'introduzione di Cazzullo. In questo caso, alla proposta editoriale si aggiunge una finalità solidale particolarmente importante. Grazie alla collaborazione con la trasmissione televisiva «Belve» e all'impegno della giornalista Francesca Fagnani, il ricavato delle vendite sarà devoluto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per sostenere la ricerca e lo sviluppo delle terapie con cellule CAR-T, destinate ai piccoli pazienti affetti da leucemia mieloide acuta.

La scelta di collegare una pubblicazione istituzionale a un progetto di ricerca medica rafforza il significato sociale dell'iniziativa. La solidarietà, del resto, costituisce uno degli elementi centrali della produzione editoriale dell'Arma per il nuovo anno. Il Calendario da tavolo, dedicato al «Servizio Radiomobile», con le immagini dell'attività svolta 24 ore su 24 sulle strade italiane, devolverà parte dei proventi all'ONAOMAC, l'Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell'Arma. Il Planner da tavolo, che raccoglie alcune delle immagini più apprezzate sui canali social dei Carabinieri, destinerà invece parte dei fondi all'Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli.

Nel corso della cerimonia è stato proiettato anche «È più difficile», cortometraggio prodotto dalla società Andromeda, presentato nell'ambito di Cortinametraggio alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il film affronta il tema del cyberbullismo e dell'inclusione, mettendo in evidenza le conseguenze concrete che le dinamiche del mondo virtuale possono produrre nella vita dei più giovani. Il messaggio è diretto: dietro uno schermo ci sono persone, sentimenti e ferite reali. Un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva, ma anche al ruolo educativo delle istituzioni nella diffusione di una maggiore consapevolezza digitale.

Particolarmente toccante è stato il momento dedicato alle testimonianze di quattro militari che si sono distinti in operazioni delicate e rischiose. Sono intervenuti i Brigadieri Davide Bleve, in servizio al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, e Luca Petruzzo, della Tenenza di Copertino, insieme ai Vice Brigadieri Giuseppe Conte, del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi, e Markus Stocker, del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Merano. Le loro esperienze hanno restituito concretezza al significato del servizio, mostrando il volto di chi affronta quotidianamente situazioni nelle quali professionalità, coraggio e senso del dovere possono fare la differenza.

La dimensione istituzionale della giornata si è intrecciata infine con quella artistica, grazie all'esibizione della cantante Noemi, che ha voluto rivolgere un riconoscimento ai Carabinieri impegnati nella tutela della collettività. «Una mia canzone s'intitola “Sono solo parole”, in questo caso non lo sono perché persone come voi fanno la differenza», ha dichiarato l'artista, sottolineando il valore concreto dell'impegno dei militari.

Il Calendario Storico dei Carabinieri continua così a essere molto più di un prodotto editoriale. Con oltre un milione di copie diffuse nel corso della sua storia, rappresenta una delle iniziative istituzionali italiane più conosciute anche all'estero. La pubblicazione è tradotta in otto lingue straniere — inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo — oltre che in due lingue regionali, il sardo e il friulano.

Un risultato che testimonia la capacità dell'Arma di utilizzare la propria storia e la propria identità come strumenti di comunicazione e di relazione con il pubblico. L'edizione 2027 sceglie di farlo attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, ricordando che la sicurezza non si misura soltanto nella capacità di intervenire, ma anche nella fiducia che un'istituzione riesce a costruire giorno dopo giorno.

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