Ad Aosta la sicurezza urbana torna al centro del confronto politico. Il tema, sempre più presente nel dibattito cittadino, è arrivato nell’aula del Consiglio comunale attraverso due ordini del giorno che hanno messo a confronto le diverse strategie per contrastare il degrado, garantire maggiore tranquillità negli spazi pubblici e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini.
Da una parte, le minoranze hanno chiesto maggiore trasparenza sulle modalità di applicazione dell’ordinanza che limita il consumo di bevande alcoliche in alcune zone della città. Dall’altra, è stata avanzata la proposta di istituire una Commissione consiliare speciale sulla sicurezza, con il compito di analizzare le criticità presenti sul territorio e coinvolgere direttamente le Forze dell’ordine nella costruzione di un piano d’azione. Due iniziative diverse, ma accomunate dalla richiesta di un maggiore coordinamento e di una strategia politica più strutturata.
Il primo ordine del giorno, presentato dal gruppo Forza Italia Valle d’Aosta, riguardava l’ordinanza n. 483 del 20 ottobre 2026, che introduce per 30 giorni il divieto di consumo di bevande alcoliche negli spazi pubblici di alcune aree cittadine, nella fascia oraria compresa tra le 19 e le 7. Illustrando la proposta, il consigliere Rafat Mehmeti ha chiesto chiarimenti sui criteri utilizzati per individuare il perimetro interessato dal provvedimento e per stabilire gli orari di applicazione. Ha inoltre sollecitato una comunicazione più chiara e accessibile, anche per i turisti, e soprattutto una verifica concreta dei risultati ottenuti.
A rispondere è stata la vice sindaca Valeria Fadda, che ha difeso la scelta dell'Amministrazione spiegando come il provvedimento sia il risultato di un'istruttoria condotta dagli uffici, sulla base delle segnalazioni raccolte negli ultimi mesi. «Abbiamo voluto dare alle Forze dell’ordine e alla Polizia locale uno strumento per poter sanzionare persone che, con il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche, creano quel degrado e insicurezza sulle nostre strade, senza penalizzare il commercio», ha precisato.
Fadda ha quindi chiarito che il divieto riguarda esclusivamente gli spazi pubblici individuati dall'ordinanza e non coinvolge i clienti di bar e ristoranti, i dehors o chi acquista alcolici per consumarli nella propria abitazione. La durata di 30 giorni, ha aggiunto, è prevista dall'articolo 50 del TUEL. La linea dell'Amministrazione è dunque quella di fornire agli organi di controllo uno strumento aggiuntivo, evitando al tempo stesso di introdurre limitazioni alle attività economiche e commerciali.
Più ampio il confronto sul secondo ordine del giorno, presentato congiuntamente dai gruppi Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, La Renaissance Valdotaine e Gruppo misto di minoranza. La proposta puntava alla costituzione di una Commissione consiliare speciale sulla sicurezza urbana, chiamata ad approfondire le problematiche presenti nei diversi quartieri, ascoltare i rappresentanti delle Forze dell'ordine e predisporre un piano d'intervento da sottoporre successivamente al Consiglio comunale.
Una richiesta che, sul piano politico, mirava anche a creare una sede specifica di confronto e verifica sull'azione amministrativa. La maggioranza, tuttavia, ha ritenuto non necessario istituire un nuovo organismo, sostenendo che le iniziative per affrontare il problema siano già state avviate e debbano essere ricondotte a un progetto complessivo.
Il sindaco Raffaele Rocco ha ribadito che la sicurezza rappresenta una priorità per l'Amministrazione, ma ha invitato a non limitare il problema alla sola dimensione repressiva. Secondo il primo cittadino, il controllo del territorio deve procedere insieme a interventi di medio e lungo periodo, capaci di affrontare anche le condizioni sociali che alimentano situazioni di disagio e degrado.
Tra le iniziative richiamate figurano il coordinamento con le Forze dell'ordine attraverso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica (COSP), il rafforzamento dell'organico della Polizia locale, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, il potenziamento della videosorveglianza e il miglioramento dell'illuminazione pubblica. A queste misure si aggiungono gli interventi di prevenzione del disagio giovanile, rigenerazione urbana e inclusione sociale.
«Non abbiamo bisogno di una Commissione speciale per partire da zero perché le iniziative sono già in corso», ha affermato Rocco, indicando una strada alternativa rispetto a quella proposta dalle minoranze. Il sindaco ha suggerito di utilizzare le commissioni consiliari permanenti, anche attraverso riunioni congiunte, per illustrare quanto è stato fatto, gli interventi in corso e quelli programmati, coinvolgendo tutte le forze politiche.
L'obiettivo dichiarato è arrivare a un progetto complessivo e coordinato, traducendo il confronto in un documento condiviso con il Consiglio comunale. Rocco ha inoltre insistito sul ruolo dei cittadini, invitandoli a segnalare le situazioni problematiche: «Queste informazioni ci aiutano a individuare le aree più problematiche e a orientare gli interventi».
Proprio su questo punto emerge una delle questioni centrali del dibattito: la sicurezza non si misura soltanto attraverso il numero dei controlli o delle sanzioni, ma anche attraverso la capacità delle istituzioni di intervenire tempestivamente, prevenire il disagio e restituire vivibilità agli spazi pubblici. Una sfida che coinvolge non soltanto le Forze dell'ordine, ma anche le politiche sociali, la gestione urbana e le risorse economiche messe a disposizione dall'Amministrazione.
Sul piano politico, il confronto si è concluso con la bocciatura di entrambe le iniziative. L'ordine del giorno relativo all'ordinanza n. 483 ha ottenuto 7 voti favorevoli ed è stato accompagnato da 17 astensioni, tra cui quella della consigliera di minoranza Katya Foletto di Alleanza Verdi Sinistra – Rete Civica.
Anche la proposta di istituire una Commissione speciale sulla sicurezza urbana è stata respinta, con 6 voti favorevoli e 17 astensioni. Tra i voti favorevoli quello del consigliere Giorgio Giovinazzo (Pour l'Autonomie). Tra le astensioni, nuovamente, quella di Katya Foletto, mentre i consiglieri di Forza Italia erano assenti.
Il risultato lascia aperto il confronto sulla sicurezza ad Aosta. La maggioranza punta sulla continuità delle iniziative già avviate e sulla possibilità di coordinarle attraverso le commissioni esistenti. Le minoranze chiedono invece uno spazio politico specifico per approfondire le criticità e verificare l'efficacia delle risposte. Al di là delle contrapposizioni consiliari, la questione decisiva sarà capire se le misure annunciate riusciranno a produrre risultati concreti e percepibili nella vita quotidiana della città.





