ATTUALITÀ POLITICA - 27 ottobre 2026, 20:43

Sicurezza e degrado ad Aosta, l’opposizione attacca: «Ordinanza tardiva, servono risposte strutturali»

Dopo il divieto di consumo di alcol nel centro storico, i gruppi di minoranza contestano i ritardi dell’Amministrazione comunale e chiedono interventi duraturi contro degrado e insicurezza. Depositato un ordine del giorno per istituire una commissione consiliare speciale, con l’obiettivo di coinvolgere le Forze dell’ordine e costruire un piano d’azione concreto su controlli, videosorveglianza, illuminazione e organico della Polizia locale

I gruppi di minoranza

I gruppi di minoranza

La sicurezza urbana non si affronta con provvedimenti dell’ultimo momento né con interventi destinati a esaurire i propri effetti nel giro di poche settimane. È questo il messaggio lanciato dai gruppi consiliari Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia Vd’A, La Renaissance Valdôtaine e Gruppo misto di minoranza, che tornano a incalzare l’Amministrazione comunale di Aosta sul degrado del centro storico e sulla necessità di risposte più incisive. Al centro della polemica c’è la recente ordinanza del sindaco che vieta il consumo di alcolici nel centro cittadino: una misura giudicata necessaria, ma arrivata, secondo le opposizioni, troppo tardi e comunque insufficiente se non accompagnata da una strategia complessiva.

«Apprendiamo che l’Amministrazione comunale abbia finalmente adottato un’ordinanza per vietare il consumo di alcol nel centro storico. Tuttavia, si tratta di un intervento tardivo, temporaneo e, qualora fosse l’unico, probabilmente inefficace», affermano congiuntamente i gruppi firmatari. Parole che chiamano direttamente in causa la gestione politica della sicurezza in città e mettono in discussione la capacità del Comune di intervenire tempestivamente di fronte a fenomeni che incidono sulla vita quotidiana dei residenti e sull’attività degli esercizi commerciali.

La critica dell’opposizione va oltre il singolo provvedimento. «La sua emanazione dà pienamente ragione a ciò che i nostri gruppi denunciavano da tempo», sostengono i consiglieri, secondo i quali l’ordinanza dimostrerebbe che il quadro della sicurezza nel centro storico è meno rassicurante di quanto rappresentato finora dall’Amministrazione. Una contestazione politica netta, che riporta al centro del confronto il tema della vivibilità urbana e della necessità di non minimizzare episodi e situazioni di degrado, ma di affrontarli con strumenti adeguati e verificabili.

Per le minoranze, il problema è anche il rischio che l’azione amministrativa proceda per emergenze successive, senza una visione capace di collegare prevenzione, presidio del territorio e contrasto ai comportamenti che compromettono la convivenza civile. Un’ordinanza può rappresentare un primo segnale, ma non sostituisce una politica di sicurezza continuativa. Servono controlli, risorse, coordinamento istituzionale e obiettivi chiari: altrimenti, il pericolo è che l’intervento produca un effetto limitato nel tempo, lasciando irrisolte le cause delle criticità.

È in questa prospettiva che si inserisce l’ordine del giorno depositato dai quattro gruppi consiliari per avviare, ai sensi dell’articolo 49 del Regolamento del Consiglio comunale, l’istituzione di una Commissione consiliare speciale sulla sicurezza urbana. L’iniziativa punta a trasformare le denunce politiche e le proposte avanzate nei mesi scorsi in un percorso di approfondimento istituzionale, capace di individuare le criticità, ascoltare i soggetti coinvolti e arrivare a misure operative sottoposte al voto del Consiglio.

Le proposte messe sul tavolo non si limitano al divieto di consumo di alcolici. I gruppi di minoranza richiamano la possibilità di aderire al protocollo statale “Strade Sicure”, di potenziare i controlli delle Forze dell’ordine sul territorio, ampliare la videosorveglianza e migliorare l’illuminazione pubblica. A queste misure si aggiungono il rafforzamento dell’organico della Polizia locale di Aosta e una regolamentazione della vendita serale di alcolici da asporto negli esercizi di vicinato. Un insieme di interventi che chiama in causa non soltanto l’ordine pubblico, ma anche l’organizzazione dei servizi comunali, le risorse disponibili e il rapporto tra istituzioni, cittadini e attività economiche.

La commissione speciale dovrebbe avere funzioni di studio e indagine, con la possibilità di esaminare le singole situazioni critiche e audire i rappresentanti delle Forze dell’ordine. Il traguardo indicato è la predisposizione di un piano d’azione concreto e condiviso, da portare in votazione attraverso una specifica deliberazione consiliare. L’intento dichiarato è dunque quello di superare gli interventi isolati e costruire una risposta organica, nella quale le responsabilità siano individuate con chiarezza e le misure adottate possano essere valutate nel tempo.

La scelta di portare il confronto all’interno del Consiglio comunale rappresenta un elemento politicamente rilevante. Su un tema che tocca direttamente la percezione di sicurezza, la libertà di vivere gli spazi pubblici e la tenuta economica del centro cittadino, il confronto tra maggioranza e opposizione non dovrebbe ridursi a una contrapposizione di dichiarazioni. L’apertura al dialogo istituzionale, richiamata dagli stessi firmatari, può essere un’occasione utile se si traduce in decisioni, tempi definiti e impegni verificabili. La collaborazione, tuttavia, non può diventare un alibi per rinviare ulteriormente le scelte.

Resta ora da capire se l’Amministrazione sarà disponibile a sostenere un percorso di approfondimento che metta in discussione anche le decisioni assunte finora e consenta di valutare con realismo le risorse necessarie. La sicurezza non si misura soltanto attraverso l’adozione di un’ordinanza, ma anche dalla capacità di garantire continuità ai controlli, intervenire sulle situazioni di degrado e restituire ai cittadini la possibilità di frequentare il centro storico con serenità. Per i residenti significa qualità della vita; per i commercianti, condizioni più favorevoli allo svolgimento delle attività; per la città, la possibilità di preservare la propria attrattività senza lasciare che le criticità si consolidino.

La partita, quindi, non riguarda soltanto il divieto di bere alcolici in determinate aree, ma il metodo con cui Aosta intende affrontare i problemi della sicurezza urbana. L’iniziativa delle opposizioni offre al Consiglio comunale l’opportunità di passare dalle polemiche a un confronto strutturato. Ma il tempo delle analisi, se non accompagnato da decisioni e interventi concreti, rischia di trasformarsi nell’ennesimo rinvio. Ed è proprio sulla tempestività delle risposte, oltre che sulla loro efficacia, che l’Amministrazione sarà chiamata a misurare la propria credibilità.

pi.mi.

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