ATTUALITÀ POLITICA - 26 ottobre 2026, 20:25

Autonomia valdostana, Testolin punta sul confronto tra Regioni. AVS critica lo stallo sullo Statuto

Al Festival delle Regioni di Firenze la Valle d’Aosta rivendica il valore del dialogo istituzionale e della collaborazione tra territori. Ma sulla revisione dello Statuto speciale si apre il confronto politico con Alleanza Verdi e Sinistra, che giudica insufficiente il percorso avviato nel 2023 e denuncia il mancato raggiungimento di risultati concreti

ph. ufficio stampa regione vda

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Rafforzare il dialogo tra le Regioni, valorizzare le specificità territoriali e costruire risposte condivise alle sfide economiche, sociali e istituzionali del Paese. È questa la linea che accompagna la partecipazione della Valle d’Aosta al Festival delle Regioni, in corso a Firenze, dove il presidente Renzo Testolin e gli assessori regionali hanno preso parte ai lavori dedicati al ruolo delle autonomie nel futuro del sistema italiano. Un confronto che, accanto ai temi dello sviluppo e della cooperazione istituzionale, riporta al centro anche una questione particolarmente rilevante per la comunità valdostana: il rafforzamento dell’autonomia speciale e la revisione dello Statuto.

La posizione espressa dalla Regione punta sulla necessità di riconoscere le differenze tra i territori e di trasformarle in un valore per l’intero Paese. Le Regioni, secondo l’impostazione del Governo valdostano, devono poter contribuire ai processi decisionali nazionali ed europei facendo valere le proprie esigenze, ma anche individuando punti di convergenza con le altre amministrazioni. Un approccio che considera il confronto istituzionale uno strumento essenziale per affrontare trasformazioni sempre più rapide e per promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

La seconda giornata del Festival si è aperta con la cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso dell’appuntamento, il vicepresidente della Corte costituzionale Luca Antonini ha tenuto una lectio magistralis sulla riforma del Titolo V della Costituzione, a 25 anni dalla sua approvazione. I lavori sono poi proseguiti con l’incontro tra i presidenti delle Regioni e Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e le riforme, mentre le commissioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno approfondito i temi di rispettiva competenza.

Al termine della giornata, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita in seduta straordinaria, ha approvato l’Agenda di Firenze, documento unitario che raccoglie le priorità emerse dal confronto e definisce le linee di dialogo con le istituzioni, il Governo e la società. La Valle d’Aosta ha partecipato ai lavori con Testolin e gli assessori Luigi Bertschy, per Sviluppo economico ed Energia, Giulio Grosjacques, per Sport e Turismo, Speranza Girod, per le Politiche agricole, Carlo Marzi, per le Politiche sociali, e Leonardo Lotto, per Innovazione, Tecnologia e Digitalizzazione.

La Regione ha giudicato proficui gli incontri, sottolineando le opportunità offerte dal confronto con i rappresentanti del Governo e con gli altri territori. L’obiettivo è individuare possibili sinergie senza perdere di vista le esigenze specifiche delle singole comunità. Nel programma della partecipazione valdostana ha trovato spazio anche la promozione delle produzioni locali, con uno showcooking dedicato alle tradizioni enogastronomiche e ai prodotti tipici della regione.

Il valore del confronto istituzionale, tuttavia, si misura anche sulla capacità di tradurre le interlocuzioni in risultati concreti. Ed è proprio su questo terreno che si inserisce la critica di Alleanza Verdi e Sinistra Valle d’Aosta, che in un comunicato diffuso il 26 ottobre 2026 ha contestato la gestione del dossier relativo alla revisione dello Statuto speciale, giudicando ormai compromesse le possibilità di concludere il percorso nell’attuale legislatura parlamentare.

Secondo AVS, le recenti affermazioni di Testolin sul tema rappresenterebbero «un altro fallimento clamoroso» dell’azione regionale. Il movimento ritiene che la revisione sia stata di fatto rinviata a tempo indeterminato, anche in considerazione dei tempi necessari per una modifica di rango costituzionale e della scadenza naturale del Parlamento prevista nell’autunno 2027, che potrebbe essere anticipata. Una lettura fortemente critica, che contrappone gli obiettivi annunciati negli anni scorsi ai risultati finora raggiunti.

Per ricostruire le origini della vicenda, AVS richiama il Festival delle Regioni di Torino dell’ottobre 2023, quando, secondo il movimento, erano state prospettate iniziative ambiziose per aggiornare lo Statuto valdostano. In quella fase si sarebbe parlato di un disegno di legge già predisposto, di un coordinamento tra le Regioni a Statuto speciale e di un coinvolgimento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

A quelle dichiarazioni erano seguiti tavoli tecnici e iniziative per affidare incarichi alla professoressa Randazzo, con l’impiego di risorse finanziarie. Un percorso che, secondo la ricostruzione dell’opposizione, non avrebbe però portato alla definizione di un risultato legislativo. AVS contesta inoltre la scelta compiuta all’inizio del 2026, quando Testolin avrebbe coinvolto la Prima Commissione del Consiglio regionale, invitando i gruppi consiliari a presentare idee e proposte per proseguire il confronto con il Governo italiano.

Da sn: Elio Riccarand (coordinatore), e i consiglieri regionali Andrea Campotaro, Chiara Minelli (Capogruppo), Eugenio Torrione

Per il movimento, quella richiesta sarebbe arrivata troppo tardi rispetto alle scadenze parlamentari e avrebbe finito per trasferire sui gruppi consiliari una parte della responsabilità politica del mancato avanzamento del progetto. Da qui il giudizio secondo cui quella di Testolin sarebbe «una dichiarazione di resa per una battaglia che in realtà non è mai stata combattuta».

La critica di AVS si fonda anche sul confronto con la Provincia autonoma di Bolzano. Il movimento sottolinea che la revisione dello Statuto del Trentino-Alto Adige ha completato il proprio iter parlamentare, con la doppia lettura alla Camera e al Senato, ed è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale l’8 giugno 2026. Un precedente che, secondo l’opposizione, dimostrerebbe come sia possibile procedere anche quando il percorso condiviso tra tutte le autonomie speciali non riesce a concretizzarsi.

Il paragone apre una questione politica che merita di essere affrontata al di là delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione. Le esperienze delle diverse autonomie non sono necessariamente sovrapponibili e ogni revisione statutaria segue un proprio iter, ma il risultato raggiunto da Bolzano pone inevitabilmente il tema della capacità della Valle d’Aosta di individuare una strategia efficace per aggiornare il proprio ordinamento autonomistico. La questione riguarda infatti non soltanto l’assetto giuridico della Regione, ma anche la possibilità di rafforzare gli strumenti attraverso i quali la comunità valdostana governa le proprie competenze e tutela le proprie peculiarità.

AVS richiama inoltre il precedente delle concessioni idroelettriche, sostenendo che siano stati necessari sette anni per ottenere la relativa norma di attuazione. Il riferimento viene utilizzato dal movimento per denunciare tempi troppo lunghi nella gestione di dossier considerati strategici per l’autonomia. Anche in questo caso, il giudizio appartiene all’opposizione e si inserisce in una valutazione complessiva dell’operato del Governo regionale.

Per la maggioranza, il confronto con le altre Regioni e la partecipazione ai tavoli istituzionali rappresentano un passaggio importante per tutelare gli interessi valdostani e costruire convergenze su questioni che richiedono un’interlocuzione costante con lo Stato. Per l’opposizione, invece, il dialogo rischia di perdere efficacia se non è accompagnato da scadenze, obiettivi definiti e risultati verificabili. Due impostazioni che si confrontano su un punto decisivo: quale percorso debba seguire la Valle d’Aosta per rendere la propria autonomia più solida e adeguata alle esigenze attuali.

Il Festival delle Regioni offre dunque l’occasione per ribadire il ruolo delle autonomie nel sistema italiano, ma anche per misurare la distanza tra le prospettive dichiarate e i traguardi effettivamente raggiunti. Per la Valle d’Aosta, la sfida non consiste soltanto nel partecipare al confronto nazionale e valorizzare le proprie eccellenze, ma nel trasformare la propria specialità istituzionale in una capacità concreta di incidere sulle decisioni che riguardano il territorio. La revisione dello Statuto resta, in questo quadro, un dossier centrale: il nodo sarà capire se esistano ancora le condizioni politiche e istituzionali per rilanciarlo oppure se sarà necessario ripartire nella prossima legislatura, facendo tesoro dei ritardi accumulati e delle esperienze maturate dalle altre autonomie speciali.

pi.mi.

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