CRONACA - 24 ottobre 2026, 15:23

Hône 2, visite al cantiere: 80 persone alla scoperta della nuova centrale idroelettrica

Investimento da 156 milioni di euro per raddoppiare la produzione annua, ridurre le emissioni di CO₂ e rafforzare la sicurezza del territorio. Previste nuove visite guidate in occasione dell’inaugurazione del treno per il deposito del materiale di scavo

Hône 2, visite al cantiere: 80 persone alla scoperta della nuova centrale idroelettrica

Ottanta persone hanno scelto di entrare nel cuore di uno dei principali interventi in corso nel settore idroelettrico valdostano. Sabato 24 ottobre, il cantiere della nuova centrale di Hône 2 ha aperto le proprie porte al pubblico con una giornata di visite guidate gratuite organizzata da CVA, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino le caratteristiche e le prospettive di un’opera destinata a incidere sulla produzione di energia rinnovabile e sulla gestione delle risorse idriche della regione.

L’iniziativa ha coinvolto 80 visitatori, distribuiti in quattro turni, due al mattino e due nel pomeriggio. Per facilitare la partecipazione, CVA ha predisposto anche un servizio di trasporto gratuito fino al cantiere del lotto B, dove gli ingegneri della società e i referenti di COGEIS, l’impresa appaltatrice, hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori e gli aspetti tecnici del rifacimento dell’impianto.

L’apertura del cantiere rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini e territorio a un progetto che va oltre la dimensione strettamente industriale. Il potenziamento di Hône 2 si inserisce infatti nella strategia di valorizzazione delle risorse idroelettriche valdostane, in un contesto nel quale la produzione da fonti rinnovabili assume un ruolo centrale sia per la transizione energetica sia per lo sviluppo economico locale.

Il valore complessivo dell’intervento ammonta a circa 156 milioni di euro. La cifra comprende anche investimenti concordati a favore delle comunità di Champorcher, Pontboset e Hône, per un importo complessivo superiore a un milione di euro. Una componente che lega la realizzazione dell’opera alle ricadute sul territorio, chiamato a confrontarsi con un cantiere di rilevanti dimensioni e con le opportunità che possono derivare dal potenziamento delle infrastrutture energetiche.

Il risultato atteso è significativo soprattutto sul fronte della produzione. Grazie al rifacimento dell’impianto, l’energia generata dovrebbe passare dagli attuali 49 GWh a 104 GWh all’anno, più che raddoppiando la produzione annua. Secondo le stime comunicate da CVA, si tratta di una quantità equivalente a quella prodotta da circa 20.000 impianti fotovoltaici domestici.

A questo incremento si associa una riduzione delle emissioni di anidride carbonica stimata in oltre 40.000 tonnellate all’anno, un beneficio ambientale paragonabile alla capacità di assorbimento di circa 270.000 alberi, secondo il coefficiente AIB 2024 riferito al mix residuale italiano. Numeri che evidenziano il contributo potenziale dell’intervento alla decarbonizzazione, valorizzando una risorsa energetica già presente in Valle d’Aosta e rendendone più efficace l’utilizzo.

Il progetto presenta inoltre una dimensione legata alla sicurezza idrogeologica. Il rifacimento della centrale è stato concepito anche per garantire una maggiore protezione delle aree a valle in caso di dissesti, un tema che assume crescente rilevanza alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici e della maggiore frequenza di eventi meteorologici intensi. La gestione dell’acqua, in un territorio montano come quello valdostano, richiede infatti di tenere insieme produzione energetica, tutela ambientale e prevenzione dei rischi.

L’opera contribuisce agli obiettivi del Piano Energetico e Ambientale della Regione Valle d’Aosta e della Roadmap per una Valle d’Aosta Fossil Fuel Free al 2040, strumenti che delineano il percorso regionale verso un sistema energetico meno dipendente dai combustibili fossili. In questa prospettiva, l’ammodernamento degli impianti esistenti costituisce una delle leve per aumentare la disponibilità di energia rinnovabile senza rinunciare all’attenzione per le esigenze delle comunità locali e per la sicurezza del territorio.

Le visite pubbliche non si fermeranno alla giornata di sabato. CVA ha annunciato che saranno organizzate nuove occasioni per conoscere il cantiere, a partire dall’inaugurazione del treno destinato a stoccare il materiale estratto durante la realizzazione della galleria di circa 9 chilometri, scavata mediante una Tunnel Boring Machine (TBM). Per conoscere le prossime date sarà possibile seguire i canali social del Gruppo CVA.

La partecipazione registrata alla prima iniziativa mostra come le grandi opere energetiche possano diventare anche un’occasione di informazione e confronto con i cittadini. Per la Valle d’Aosta, Hône 2 pone al centro una questione strategica: come trasformare il patrimonio idroelettrico in una risorsa sempre più efficiente per la transizione energetica, assicurando al tempo stesso ricadute per le comunità, attenzione all’ambiente e maggiore resilienza del territorio. La sfida non riguarda soltanto la quantità di energia che sarà possibile produrre, ma anche la capacità di accompagnare gli investimenti con trasparenza, partecipazione e benefici condivisi.

pi.mi.

SU