ATTUALITÀ - 23 ottobre 2026, 19:31

Pedalare fa bene alla salute: ad Aosta si chiude il progetto che unisce bicicletta, prevenzione e inclusione

Cinque uscite con il tutto esaurito, incontri con professionisti della salute e biciclette a pedalata assistita per avvicinare più persone alla mobilità ciclistica. Mercoledì 28 ottobre al Municipio di Aosta la presentazione dei risultati dell’iniziativa promossa da Fiab Aosta à Vélo e Barbara&Co, con il sostegno di fondi ministeriali attraverso la Regione autonoma Valle d’Aosta

Pedalare fa bene alla salute: ad Aosta si chiude il progetto che unisce bicicletta, prevenzione e inclusione

La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto sostenibile, ma anche uno strumento per prendersi cura di sé, ritrovare il piacere del movimento e favorire l’inclusione. È da questa convinzione che è nato “Pedalare verso salute e benessere”, il progetto promosso da Fiab Aosta à Vélo e Barbara&Co, che si avvia alla conclusione dopo aver registrato una partecipazione piena a tutte le cinque uscite organizzate. Un’esperienza che ha messo insieme attività fisica, prevenzione, corretti stili di vita e attenzione alle esigenze delle persone, dimostrando come la mobilità ciclistica possa diventare una risorsa concreta per il benessere individuale e collettivo.

L’appuntamento conclusivo è fissato per mercoledì 28 ottobre, alle 18, nel salone ducale del Municipio di Aosta, che patrocina la serata. Sarà l’occasione per illustrare i risultati dell’iniziativa, analizzare le valutazioni espresse dai partecipanti attraverso i questionari di gradimento e discutere le possibili prospettive di collaborazione tra le due associazioni.

«La bicicletta può essere molto più di un semplice mezzo per spostarsi: è un’opportunità per migliorare la qualità della vita, recuperare fiducia nelle proprie capacità e riscoprire il territorio», sottolinea Natale Dodaro, presidente di Fiab Aosta à Vélo (nella foto). «Il riscontro ottenuto nelle cinque uscite conferma che esiste interesse per proposte capaci di avvicinare alla bicicletta anche chi, per età, condizioni fisiche o mancanza di esperienza, pensa di non poterla utilizzare».

Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato proprio l’avvicinamento alla bicicletta a pedalata assistita, messa gratuitamente a disposizione di chi non ne possedeva una. In un territorio montano come quello valdostano, caratterizzato da dislivelli e percorsi impegnativi, l’assistenza elettrica può infatti abbattere una parte degli ostacoli che scoraggiano l’utilizzo delle due ruote. Non si tratta soltanto di rendere più agevole una pedalata, ma di ampliare concretamente la platea delle persone che possono scegliere la bicicletta per gli spostamenti quotidiani e per il tempo libero.

«La pedalata assistita può fare la differenza soprattutto in Valle d’Aosta, dove la conformazione del territorio rischia di diventare un limite per chi vorrebbe muoversi in bicicletta», osserva Dodaro. «L’obiettivo è rendere la mobilità ciclistica accessibile a un numero sempre maggiore di persone, ricordando che anche con una e-bike si svolge attività fisica e si possono ottenere benefici importanti per la salute».

Il progetto ha puntato anche sulla formazione e sull’accompagnamento. Durante le uscite, i partecipanti sono stati seguiti da istruttori qualificati e volontari delle due associazioni. Chi aveva poca dimestichezza con la bicicletta ha potuto acquisire maggiore sicurezza e, in alcuni casi, l’esperienza si è trasformata nella decisione di acquistare un mezzo proprio. Un risultato che va oltre la partecipazione all’iniziativa e che può tradursi in un cambiamento duraturo delle abitudini personali.

Particolare attenzione è stata riservata all’inclusione. In quattro delle cinque uscite ha partecipato una ragazza autistica, accompagnata sul tandem del progetto “La bici della libertà”, ideato e avviato da Alessandro Delfino. Un’esperienza che ha mostrato come l’organizzazione delle attività e la presenza di accompagnatori possano contribuire a rendere lo sport e il movimento accessibili anche a chi necessita di un supporto specifico.

La collaborazione tra Fiab Aosta à Vélo e Barbara&Co nasce da una convergenza di obiettivi: da una parte, promuovere la mobilità ciclistica e la sicurezza stradale; dall’altra, sostenere le persone che affrontano una malattia oncologica. La prevenzione attraverso il movimento e la promozione di stili di vita salutari rappresentano il terreno comune sul quale si è sviluppata l’iniziativa.

Accanto alle pedalate, il programma ha previsto cinque incontri con professionisti di ambiti diversi. La nutrizionista Caterina Ciancamerla è intervenuta in due occasioni, mentre la dietista sportiva Alice Brillo ha approfondito le esigenze alimentari legate all’attività fisica e la necessità di adattare l’alimentazione ai bisogni individuali. Tra i temi affrontati anche il consumo di prodotti a chilometro zero, il calcolo del fabbisogno personale e la riduzione degli sprechi alimentari.

Il fisioterapista Lorenzo Visconti ha fornito indicazioni per riprendere gradualmente l’attività ciclistica dopo lunghi periodi di inattività, raccomandando di dosare lo sforzo soprattutto nei primi due mesi. Durante l’incontro è stato inoltre mostrato un filmato dedicato alle persone con malattia di Parkinson, nel quale si evidenziava come alcune riescano a pedalare con maggiore scioltezza rispetto alle difficoltà incontrate nel cammino. Un esempio utile a ricordare quanto il movimento e le sue diverse modalità possano assumere un ruolo particolare nei percorsi di salute, pur senza sostituire le indicazioni e le terapie prescritte dai professionisti sanitari.

A completare il percorso è stato il contributo del ciclomeccanico Mauro Olivero, che ha illustrato le soluzioni pratiche per affrontare i piccoli inconvenienti tecnici verificatisi durante le uscite. Conoscere le operazioni essenziali di manutenzione e sapere come intervenire in caso di emergenza significa infatti pedalare con maggiore autonomia e sicurezza.

L’iniziativa è stata realizzata grazie a fondi ministeriali erogati attraverso la Regione autonoma Valle d’Aosta, in partenariato con la Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta e il CSV Valle d’Aosta. Il sostegno pubblico e la collaborazione tra realtà associative hanno permesso di costruire un percorso che affianca alla promozione della bicicletta una dimensione educativa e sociale, con ricadute potenziali anche sulle politiche locali della salute e della mobilità.

«Il valore di un progetto come questo si misura anche nella capacità di creare relazioni, abbattere le barriere e incoraggiare le persone a fare qualcosa di concreto per il proprio benessere», aggiunge Dodaro. «Ci auguriamo che i risultati raccolti e l’entusiasmo dei partecipanti possano diventare la base per nuove iniziative, capaci di coinvolgere altre persone e di rafforzare la cultura della bicicletta in Valle d’Aosta».

Durante la serata conclusiva saranno presentati i risultati dei questionari compilati al termine di ogni uscita e saranno illustrate le prospettive di nuove attività promosse da Fiab Aosta à Vélo e Barbara&Co. L’obiettivo è capire quali elementi abbiano funzionato meglio e come consolidare un’esperienza che ha saputo coniugare attività fisica, conoscenza del territorio, formazione e partecipazione.

La sfida, in prospettiva, è fare in modo che iniziative di questo tipo non rimangano esperienze isolate, ma contribuiscano a un cambiamento più ampio. In una regione come la Valle d’Aosta, dove le distanze, le pendenze e le caratteristiche della rete stradale condizionano le possibilità di spostamento, rendere la bicicletta una scelta realmente accessibile richiede infrastrutture adeguate, sicurezza sulle strade, informazione e servizi capaci di rispondere a esigenze differenti. La pedalata assistita può aiutare a superare alcuni ostacoli, mentre il coinvolgimento delle associazioni e dei professionisti della salute può dare continuità alla promozione di stili di vita attivi. “Pedalare verso salute e benessere” lascia così un’indicazione che va oltre le cinque uscite: investire nella bicicletta significa investire contemporaneamente nella prevenzione, nell’autonomia delle persone, nella sostenibilità ambientale e nella qualità della vita della comunità valdostana.

pi.mi.

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