INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ - 22 ottobre 2026, 13:07

LabOratorio27, a Saint-Vincent nasce un laboratorio per l’autonomia delle persone con autismo

Dalla solidarietà dei gala “Con il Cuore nel Piatto” all’avvio dei lavori, il progetto promosso da A Occhi Aperti APS entra nella fase operativa. Un laboratorio di pasticceria per sviluppare competenze, favorire l’inclusione lavorativa e costruire nuove prospettive di vita, con il sostegno delle associazioni e delle imprese del territorio

Don Lorenzo, parroco di Saint Vincent

Don Lorenzo, parroco di Saint Vincent

Dalla generosità di una comunità alla costruzione di un’opportunità concreta. A Saint-Vincent il progetto LabOratorio27 comincia a prendere forma con l’avvio dei lavori nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia, segnando un passaggio decisivo nel percorso avviato da A Occhi Aperti APS. L’obiettivo è ambizioso e, al tempo stesso, profondamente concreto: creare un laboratorio di pasticceria nel quale le persone con autismo possano acquisire competenze professionali, sviluppare autonomia e avvicinarsi progressivamente al mondo del lavoro.

Dopo le due edizioni, nel 2025 e nel 2026, della cena di gala solidale “Con il Cuore nel Piatto”, organizzate al Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent, il progetto supera dunque la fase della raccolta fondi e della progettazione per entrare in quella della realizzazione. Un risultato che dimostra come la solidarietà possa trasformarsi in un investimento duraturo sul territorio, quando alle risorse economiche si affiancano competenze, disponibilità e una rete di collaborazioni capace di accompagnare l’iniziativa nel tempo.

Nel frattempo, anche l’associazione promotrice ha assunto una struttura ufficiale. A Occhi Aperti APS è presieduta da Don Lorenzo Sacchi, affiancato dal vicepresidente Mauro Morandin. Fanno parte dell’associazione anche Michel Deanoz, Chiara Bettinelli, Raffaella De Propris, Patrizia Gaudio, Barbara Garibaldi, Antonella Lucchese e Fabrizia Pavetto. Alla crescita organizzativa si aggiunge la costituzione di un Comitato scientifico, chiamato a sostenere lo sviluppo del progetto sotto il profilo educativo, sociale e scientifico. Ne farà parte la dottoressa Miroslava Vasinova Natta, pediatra, neuropsichiatra infantile e presidente del Centro Europeo di Bioetica e Qualità della Vita, che nei mesi scorsi aveva già scelto di sostenere LabOratorio27 attraverso il Fondo Natta.

Nei locali parrocchiali sono iniziati i lavori per predisporre gli ambienti destinati alla produzione, al confezionamento e alla gestione delle materie prime, con spazi organizzati per favorire l’apprendimento, la sicurezza e la progressiva acquisizione di autonomia. La pasticceria diventerà così lo strumento attraverso il quale sperimentare capacità, responsabilità e competenze, in un contesto pensato per accompagnare ciascuno secondo le proprie possibilità.

La ragione di fondo dell’iniziativa riguarda una fase particolarmente delicata nella vita delle persone con autismo e delle loro famiglie: quella successiva alla conclusione del percorso scolastico, quando le occasioni di formazione e inserimento occupazionale possono diminuire sensibilmente. È proprio in questo passaggio che il rischio di isolamento e di perdita delle opportunità diventa più concreto. LabOratorio27 punta a offrire una risposta, costruendo un luogo nel quale il tempo dedicato alla formazione possa tradursi in capacità spendibili, relazioni e prospettive per il futuro.

«Oggi possiamo finalmente vedere prendere forma ciò per cui tante persone hanno scelto di esserci e di sostenerci», sottolinea Don Lorenzo Sacchi, presidente di A Occhi Aperti APS. Le due edizioni di “Con il Cuore nel Piatto”, osserva, hanno dimostrato quanto una comunità possa realizzare quando condivide un obiettivo. «Ora quella generosità sta diventando muri, attrezzature, formazione e, soprattutto, opportunità. LabOratorio27 vuole essere un luogo capace di guardare le persone per quello che sono, costruendo insieme a loro un futuro possibile».

Un concetto che Mauro Morandin, vicepresidente dell’associazione, traduce nella prospettiva concreta del lavoro quotidiano. «Quando abbiamo iniziato a immaginare questo progetto avevamo davanti un’idea. Oggi abbiamo un’Associazione, un progetto definito, una rete che continua a crescere e un cantiere che parte». La pasticceria, spiega, sarà il mezzo attraverso il quale aiutare i ragazzi a scoprire le proprie capacità, acquisire sicurezza e diventare progressivamente più autonomi. «Il traguardo non è semplicemente produrre qualcosa di buono, ma creare le condizioni perché ciascuno possa trovare il proprio spazio».

La realizzazione del laboratorio è stata resa possibile dalle risorse raccolte durante le serate solidali del 2025 e del 2026, alle quali si sono aggiunti contributi economici, forniture, materiali e professionalità messi a disposizione da numerose imprese valdostane e non solo. Un sostegno che non si è esaurito con la raccolta fondi, ma che prosegue oggi nella fase di allestimento, attraverso la disponibilità di attrezzature, arredi, servizi e competenze tecniche.

Accanto alle imprese, assume un ruolo importante il mondo associativo. Prosegue infatti la collaborazione con l’Associazione Valdostana Autismo, che contribuirà alla realizzazione dell’impianto elettrico dei nuovi locali. Sono inoltre in corso interlocuzioni e collaborazioni con I Bambini delle Fate e con altre realtà impegnate nell’ambito dell’autismo, della disabilità e dell’inclusione.

«Da tempo sottolineiamo quanto sia necessario andare oltre la sola sensibilizzazione e costruire opportunità concrete sul territorio», afferma Antonio Corraine, presidente dell’Associazione Valdostana Autismo. Il lavoro, aggiunge, rappresenta uno degli elementi fondamentali nel percorso verso l’autonomia. «LabOratorio27 rappresenta proprio questo: uno spazio nel quale i ragazzi potranno acquisire competenze specifiche, sperimentarsi e prepararsi concretamente all’ingresso nel mondo del lavoro. Per questo abbiamo scelto di essere parte del progetto e di contribuire alla sua realizzazione».

La partecipazione di associazioni, aziende e professionisti restituisce la dimensione collettiva dell’iniziativa. Le risorse economiche sono indispensabili per realizzare gli spazi, ma la riuscita del progetto dipenderà anche dalla capacità di costruire percorsi formativi adeguati, accompagnare le persone nel tempo e creare collegamenti concreti con il mondo produttivo. La sfida, infatti, non si esaurisce nell’apertura di un laboratorio: consiste nel trasformare un ambiente protetto di apprendimento in un’occasione effettiva di crescita personale e, dove possibile, di inserimento professionale.

Per Saint-Vincent e per la Valle d’Aosta, LabOratorio27 rappresenta così un’esperienza che intreccia inclusione sociale, formazione e responsabilità territoriale. In una realtà nella quale la collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie e imprese può fare la differenza, il progetto richiama l’attenzione su un tema che va oltre la disabilità: la necessità di non interrompere le opportunità di crescita quando termina la scuola e di riconoscere a ogni persona il diritto di costruire il proprio percorso di vita. La solidarietà che ha sostenuto le prime fasi dell’iniziativa si misura ora nella capacità di dare continuità a questo impegno, affinché LabOratorio27 non sia soltanto un cantiere destinato a diventare laboratorio, ma un luogo in cui l’autonomia possa tradursi, giorno dopo giorno, in possibilità reali.

pi.mi.

SU