CRONACA - 20 ottobre 2026, 14:22

Bracconaggio al Gran San Bernardo, tre valdostani denunciati per aver ucciso uno stambecco protetto

Le stazioni forestali di Étroubles e Aosta hanno denunciato tre uomini di 49, 29 e 20 anni, residenti a Saint-Rhémy-en-Bosses, sorpresi mentre abbattevano un esemplare di stambecco maschio di tre anni. Dopo averlo macellato sul posto e nascosto i resti tra le pietre, i tre sono stati seguiti fino a casa. Nel fienile di uno di loro è stato trovato l'animale appeso, mentre una marmotta è stata rinvenuta nel congelatore di un'abitazione. Sequestrati i fucili utilizzati e, a scopo precauzionale, anche le altre armi da caccia

ph. repertorio

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Un'operazione di controllo della fauna selvatica si è conclusa con tre denunce per bracconaggio nella zona del colle del Gran San Bernardo, dove la tutela delle specie protette rappresenta un elemento fondamentale per la salvaguardia dell'ambiente alpino. Protagonisti della vicenda sono tre valdostani, di 49, 29 e 20 anni, tutti residenti a Saint-Rhémy-en-Bosses, sorpresi nel pomeriggio di ieri dagli agenti del Corpo forestale della Valle d'Aosta mentre abbattevano uno stambecco maschio di tre anni, una specie protetta e non cacciabile.

A intervenire sono state le stazioni forestali di Étroubles e Aosta, che hanno seguito la vicenda direttamente sul territorio. Secondo quanto ricostruito, dopo aver sparato all'animale, i tre lo avrebbero pulito sul posto, cercando poi di occultarne i resti sotto le pietre di una pietraia. Un tentativo che non ha impedito agli agenti di proseguire gli accertamenti e seguire gli uomini fino alle rispettive abitazioni.

Le verifiche hanno portato a una nuova scoperta. Nel fienile di uno dei tre, i forestali hanno trovato lo stambecco appeso, confermando il collegamento tra l'abbattimento e il luogo in cui l'animale era stato portato dopo la cattura illegale. Durante la perquisizione di un appartamento è stata inoltre rinvenuta una marmotta nel congelatore, circostanza che ha ampliato gli accertamenti sulla detenzione di fauna selvatica.

Gli agenti hanno quindi sequestrato le armi utilizzate per abbattere lo stambecco e, a scopo precauzionale, anche gli altri fucili da caccia rinvenuti nelle abitazioni dei tre uomini. Per tutti è scattata la denuncia per bracconaggio. Spetterà ora agli ulteriori accertamenti e all'autorità giudiziaria valutare le responsabilità individuali e gli eventuali ulteriori profili di rilevanza penale emersi durante le perquisizioni.

L'episodio riporta l'attenzione sul delicato equilibrio tra attività umane e conservazione della biodiversità in Valle d'Aosta. Lo stambecco, simbolo della fauna alpina e presenza storica delle montagne valdostane, è una specie particolarmente rappresentativa del patrimonio naturale regionale. La sua protezione non riguarda soltanto la conservazione di un singolo animale, ma anche la credibilità delle regole che disciplinano la gestione della fauna e il rispetto di un bene collettivo.

In un territorio in cui la montagna costituisce una risorsa ambientale, economica e identitaria, il contrasto al bracconaggio assume quindi un significato che va oltre il singolo episodio di cronaca. La vigilanza sul territorio e il lavoro del Corpo forestale restano strumenti essenziali per contrastare le condotte illegali e preservare un patrimonio naturale che appartiene all'intera comunità valdostana.

je.fe.

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