L’applauso dei fedeli, il saluto dalla finestra del Palazzo Apostolico e un messaggio di gratitudine dopo giorni segnati dalla preoccupazione per la sua salute. Papa Leone XIV è tornato in Piazza San Pietro per recitare l’Angelus alle ore 12, dopo aver trascorso cinque giorni al Policlinico Gemelli per un intervento al polmone. Un ritorno atteso, accompagnato dalla vicinanza di quanti hanno pregato per lui e dal ringraziamento del Pontefice a chi lo ha assistito durante il ricovero.
Il rientro in Vaticano, avvenuto sabato pomeriggio, aveva segnato la conclusione della fase ospedaliera. Nel suo primo appuntamento pubblico dopo la degenza, il Papa ha scelto di partire dal Vangelo della domenica, richiamando le parole di Gesù: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Nel commentare il brano evangelico, Leone XIV ha ricordato il confronto tra Gesù e i farisei, che cercano di metterlo in difficoltà interrogandolo sulla liceità del tributo a Cesare. La risposta del Maestro, ha spiegato il Pontefice, smaschera l’ipocrisia di chi vuole tendergli una trappola e invita a distinguere le responsabilità umane dal primato di Dio.
«In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla», ha affermato il Papa, sottolineando che il Regno di Dio non cancella gli incarichi e le responsabilità degli uomini, ma chiede di viverli senza compromessi, liberi dalle ambizioni negative e dagli interessi ingiusti, anteponendo a tutto la giustizia.
Il Pontefice ha quindi rivolto ai fedeli un invito alla coerenza e alla libertà interiore: «Essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene». Un messaggio che richiama il valore della responsabilità personale e della testimonianza cristiana anche nella vita pubblica.
Dopo la preghiera mariana, è arrivato il passaggio più atteso, quello dedicato direttamente alla sua salute e alla vicinanza ricevuta durante il ricovero. «Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno. Grazie», ha detto Leone XIV, rivolgendosi ai fedeli riuniti in piazza e a quanti lo hanno accompagnato con la preghiera.
Il Papa ha espresso una particolare riconoscenza ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico Gemelli, ricordando come l’esperienza della malattia gli abbia permesso di sentire ancora più da vicino la condizione di chi affronta un periodo di sofferenza e fragilità.
«Superata questa fase delicata, come sapete, adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere», ha annunciato, chiarendo così che il ritorno agli impegni avverrà progressivamente. Un’indicazione importante dopo giorni di apprensione, accompagnata da un nuovo ringraziamento e dall’augurio di una buona domenica.
Nel suo intervento, Leone XIV ha rivolto anche un pensiero alla centesima Giornata missionaria mondiale, invitando a ricordare la storia e l’impegno della missione della Chiesa nel corso di questi cento anni. Il Pontefice ha esortato a pregare affinché la comunità ecclesiale rimanga fedele al mandato del Risorto: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
L’Angelus si è così trasformato in un momento di incontro e rassicurazione, nel quale il ringraziamento per la vicinanza ricevuta si è intrecciato con la riflessione spirituale e con l’annuncio di una ripresa graduale. Il ritorno del Papa davanti ai fedeli, accolto dagli applausi di Piazza San Pietro, ha segnato la fine del ricovero e l’inizio di una nuova fase, da affrontare con prudenza e con il sostegno della comunità che gli è rimasta accanto.





