ATTUALITÀ - 18 ottobre 2026, 10:10

Dalla comunicazione alla lingua italiana nel mondo, il Circolo Valdostano della Stampa rilancia il suo impegno culturale

Dopo il successo dell’incontro con Marco Carere dedicato ai segreti del marketing e della comunicazione, il Circolo Valdostano della Stampa torna a proporre una serata di approfondimento e convivialità. Martedì 17 novembre 2026, al ristorante Intrecci di Aosta, protagonista sarà Franca Bosc, esperta di linguistica e didattica dell’italiano, per una riflessione sul ruolo della nostra lingua nel mondo

Marco Carere, Maria Grazia Vacchina e Ornella Pizzoli

Marco Carere, Maria Grazia Vacchina e Ornella Pizzoli

Il Circolo Valdostano della Stampa prosegue il proprio percorso di incontri all’insegna della cultura, del confronto e della valorizzazione delle competenze, confermando una vocazione che va ben oltre la dimensione conviviale. Dopo il riscontro positivo della serata con Marco Carere, dedicata al marketing, alla comunicazione e all’importanza dell’identità visiva, l’associazione propone ora un nuovo appuntamento che mette al centro un altro patrimonio fondamentale della nostra società: la lingua italiana, con la sua storia, la sua capacità di attraversare i confini e il suo ruolo nella costruzione delle relazioni tra popoli e culture.

L’appuntamento è fissato per martedì 17 novembre 2026, a partire dalle ore 20, al ristorante Intrecci, in via Binel 12 ad Aosta. Il tema della serata, «L’italiano nel mondo: riflessioni ondivaghe», accompagnerà i partecipanti in un percorso di approfondimento affidato a Franca Bosc, professionista con una lunga esperienza nella ricerca linguistica, nella formazione e nella didattica dell’italiano come lingua straniera e seconda lingua.

Il successo dell’incontro con Carere ha confermato il valore di iniziative capaci di avvicinare i soci e i cittadini a esperienze professionali diverse, offrendo occasioni concrete per conoscere, comprendere e discutere temi che attraversano la vita quotidiana e il mondo dell’informazione. Con questo nuovo appuntamento, il Circolo rinnova la stessa impostazione, spostando lo sguardo sulla lingua come strumento di conoscenza, identità e dialogo. Una scelta particolarmente significativa in Valle d’Aosta, terra di autonomia, plurilinguismo e incontro tra tradizioni culturali, dove il rapporto tra lingue e identità rappresenta una componente essenziale della storia e della vita della comunità.

Il profilo di Franca Bosc (nella foto a destra con MG Vacchina) testimonia un percorso di alto livello accademico e professionale. Laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università degli Studi di Torino, ha dedicato la propria tesi sperimentale all’educazione prescolare dei bambini italofoni figli di emigrati a Berlino Ovest, affrontando fin dagli inizi un tema di grande attualità: il rapporto tra lingua, formazione e contesto sociale, soprattutto quando l’italiano viene coltivato lontano dal Paese d’origine.

La sua attività di ricerca si è successivamente sviluppata in ambito europeo, con l’obiettivo di individuare metodologie efficaci per l’insegnamento della linguistica italiana e della lingua italiana, in sintonia con gli orientamenti comunitari. Tra il 1992 e il 1998 ha contribuito alla formulazione di proposte teorico-metodologiche nell’ambito del programma Lingua dell’Unione europea, concentrando il proprio lavoro sull’italiano come lingua straniera e partecipando alla Commissione per la valutazione dei programmi di lingua italiana.

Nel corso della sua carriera ha insegnato Lingua italiana per stranieri e Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Milano, nell’ambito della Mediazione linguistica. All’Università di Torino, nel corso di Scienze della Formazione primaria, si è invece occupata della didattica dell’italiano come seconda lingua e della ricerca-azione nelle scuole, mettendo in relazione lo studio teorico con le esigenze concrete dell’insegnamento.

Il suo impegno prosegue anche nella formazione dei docenti, attraverso corsi organizzati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre che in percorsi abilitanti. È inoltre autrice e coautrice di saggi, manuali e DVD pubblicati in Italia e all’estero, anche fuori dall’Unione europea, e ha ricoperto il ruolo di direttrice e codirettrice di collane editoriali.

Un’esperienza che offre molteplici spunti di riflessione sul destino dell’italiano nel mondo: una lingua che non vive soltanto nei libri e nelle aule scolastiche, ma continua a viaggiare attraverso le comunità degli emigrati, le nuove generazioni, la cultura, la formazione e i rapporti internazionali. Raccontarne la diffusione significa interrogarsi anche sulla capacità dell’Italia di trasmettere il proprio patrimonio culturale e di mantenere un legame vivo con quanti, in ogni parte del mondo, scelgono di imparare, insegnare o custodire la nostra lingua.

Il titolo dell’incontro promette riflessioni «ondivaghe», dunque libere di attraversare esperienze, prospettive e questioni differenti, senza rinunciare alla solidità di un percorso costruito attraverso anni di studio e attività professionale. Proprio questa apertura può rendere la serata interessante non soltanto per gli specialisti, ma anche per i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti e tutti coloro che riconoscono nella lingua uno strumento fondamentale per comprendere la società e raccontarne i cambiamenti.

A promuovere l’iniziativa è il Circolo Valdostano della Stampa, presieduto da Matria Grazia Vacchina, che continua a investire in momenti di incontro capaci di unire la dimensione umana a quella culturale e professionale. Un impegno prezioso per il mondo dell’informazione valdostana, perché la qualità del giornalismo si alimenta anche attraverso la conoscenza, il confronto tra competenze e la possibilità di approfondire temi che contribuiscono ad allargare gli orizzonti di chi informa e di chi legge.

La serata del 17 novembre sarà quindi una nuova occasione per ritrovarsi, ascoltare una voce autorevole e condividere un momento di crescita collettiva. In un tempo in cui la comunicazione corre veloce e le parole rischiano talvolta di perdere profondità, tornare a interrogarsi sulla lingua significa riaffermare il valore della cultura, della precisione e della capacità di dialogare. Sono principi che appartengono anche alla missione del giornalismo e che il Circolo Valdostano della Stampa intende continuare a promuovere con convinzione e orgoglio.

Per partecipare all’incontro è possibile prenotare telefonando o inviando un messaggio al numero 335 7070016. L’invito è rivolto agli organi di informazione, ai soci e, attraverso di loro, a tutti i cittadini interessati: perché la cultura cresce quando diventa occasione di incontro e patrimonio condiviso.

pi.mi.

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