CRONACA - 16 ottobre 2026, 10:00

Alpini, una storia che continua: memoria, amicizia e solidarietà al centro della ricorrenza del 15 ottobre GALLERIA FOTOGRAFICA

Il Gruppo Alpini di Aosta ha ricordato la fondazione del Corpo, avvenuta il 15 ottobre 1872, rinnovando il legame con una storia lunga 154 anni. Un’occasione per ripercorrere, anche attraverso fotografie e ricordi condivisi, un cammino fatto di sacrificio, senso del dovere, solidarietà e servizio alla comunità

La giornata del 15 ottobre ha rappresentato un momento di memoria e riflessione per il Gruppo Alpini di Aosta, chiamato a celebrare una ricorrenza che va ben oltre la semplice commemorazione di una data. In questa giornata, infatti, si rinnova il legame con le origini del Corpo degli Alpini, fondato nel 1872, e con una storia che, in 154 anni, ha accompagnato le vicende dell’Italia, attraversando generazioni, trasformazioni sociali e momenti difficili, senza perdere il riferimento a quei valori che costituiscono ancora oggi il patrimonio della grande famiglia alpina.

L’occasione è stata anche un invito a ripercorrere il cammino compiuto, lasciando che immagini e fotografie aiutassero a riannodare i fili della memoria. Ricordi di esperienze condivise, volti, momenti di vita associativa e occasioni di servizio restituiscono il senso più autentico dell’appartenenza alpina: una comunità che si riconosce non soltanto in una storia comune, ma soprattutto nella capacità di mantenerne vivi gli insegnamenti attraverso gesti concreti e una presenza costante accanto agli altri.

«Il 15 ottobre celebriamo la fondazione del Corpo degli Alpini, avvenuta 154 anni fa. Una ricorrenza che rinnova il legame con una storia concretamente intrecciata con quella dell’Italia, fatta di sacrificio, senso del dovere, solidarietà e spirito di servizio». Parole che richiamano il significato profondo di questa celebrazione, nella quale la memoria storica incontra l'esperienza quotidiana di chi continua a riconoscersi negli ideali alpini.

Il pensiero è andato naturalmente anche a tutti coloro che non ci sono più, agli Alpini che, nel linguaggio della tradizione, sono «andati avanti». Uomini che hanno contribuito a costruire e tramandare una cultura dell’impegno e della responsabilità, lasciando un’eredità che non si esaurisce nei ricordi personali, ma continua a vivere nelle attività dei gruppi, nella vicinanza alle persone in difficoltà e nella disponibilità a intervenire quando la comunità ha bisogno.

La storia degli Alpini, del resto, non appartiene soltanto alle pagine del passato. Dalle esperienze maturate durante le guerre agli interventi nelle emergenze, dalle calamità naturali alle iniziative di volontariato, il Corpo e la sua componente associativa hanno consolidato nel tempo un rapporto particolare con i territori. Un legame particolarmente significativo in Valle d’Aosta, dove la montagna, la solidarietà tra comunità e la conoscenza delle difficoltà legate all’ambiente alpino rendono ancora più comprensibili valori come l’aiuto reciproco, la responsabilità e il servizio.

Ricordare, quindi, non significa fermarsi alla nostalgia, ma riconoscere ciò che merita di essere trasmesso alle nuove generazioni. Le fotografie e i racconti condivisi durante il percorso della memoria assumono proprio questo valore: diventano occasioni per ritrovare le persone, ripensare alle esperienze vissute insieme e comprendere come lo spirito alpino si alimenti attraverso la continuità tra passato, presente e futuro.

«Dobbiamo ricordare per guardare avanti, per continuare a credere e ad alimentare quello spirito di amicizia, di solidarietà e di disponibilità verso gli altri che ha sempre caratterizzato gli Alpini». È questo il messaggio che accompagna la ricorrenza e ne restituisce l’attualità. Perché i valori non si conservano soltanto pronunciandoli durante una celebrazione: prendono forma nelle relazioni, nell’attenzione verso chi è più fragile, nella capacità di mettersi a disposizione senza cercare riconoscimenti.

La ricorrenza del 15 ottobre lascia così un messaggio che riguarda non soltanto gli Alpini, ma l’intera comunità. Custodire la memoria significa riconoscere il valore delle persone che hanno preceduto chi oggi ne raccoglie il testimone, mentre guardare avanti significa continuare a rendere concreti gli ideali ricevuti in eredità. È in questa continuità, fatta di amicizia, impegno e solidarietà, che la storia del Corpo degli Alpini conserva la propria forza e continua a parlare anche al presente.

Carlo Gobbo/pi.mi.

SU