Consiglio Valle Comuni - 13 ottobre 2026, 13:52

Corte penale internazionale, l’Europa risponda alle sanzioni di Washington

Le misure americane contro la Corte penale internazionale riaprono il confronto sulla difesa della giustizia internazionale. Eumans lancia un appello per chiedere all’Unione europea di attivare lo statuto di blocco e all’Italia di assumere una posizione chiara a tutela dell’autonomia della Corte.

Corte penale internazionale, l’Europa risponda alle sanzioni di Washington

La giustizia internazionale è sotto pressione e lo scontro tra Washington e la Corte penale internazionale assume contorni sempre più preoccupanti. Da una parte gli Stati Uniti, che colpiscono l’istituzione con sanzioni economiche; dall’altra chi chiede che i responsabili di crimini di guerra e genocidi possano essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, senza distinzioni legate al peso politico o alla potenza militare degli Stati coinvolti.

Il 9 ottobre, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha pronunciato parole durissime: «O la Corte mette fine alle sue minacce, o noi mettiamo fine alla Corte». Una dichiarazione che si inserisce nel confronto tra l’amministrazione statunitense e un organismo internazionale chiamato a perseguire i più gravi crimini di rilevanza internazionale. Le sanzioni, secondo l’appello promosso da C, colpiscono la Corte come istituzione e prevedono il blocco dei beni, il divieto di determinate transazioni e restrizioni che obbligano le aziende americane a interrompere i rapporti interessati dalle misure.

Nella stessa giornata, il riconoscimento del Premio Nobel per la pace a Navi Pillay, già giudice della Corte nei suoi primi anni, viene richiamato dai promotori dell’iniziativa come un segnale del valore della giustizia internazionale e della lotta contro l’impunità. Il contrasto è evidente: mentre si celebra l’impegno di chi ha contribuito a perseguire i responsabili delle atrocità più gravi, la Corte si trova ad affrontare nuove pressioni politiche ed economiche.

Per Eumans, l’Europa dispone di uno strumento concreto per reagire: lo statuto di blocco, concepito per proteggere cittadini e imprese europee dagli effetti di determinate sanzioni extraterritoriali imposte da Paesi terzi. L’organizzazione chiede che venga attivato, affinché le imprese e i cittadini europei non siano costretti a subire conseguenze derivanti da misure che l’Unione europea non riconosce.

La questione riguarda direttamente anche l’Italia. È a Roma, nel 1998, che venne adottato lo Statuto della Corte penale internazionale, un passaggio fondamentale nella costruzione di un sistema di giustizia internazionale permanente. Per questo, secondo i promotori dell’appello, il nostro Paese è chiamato a prendere una posizione chiara sulla difesa dell’indipendenza della Corte e sul rispetto delle regole condivise dalla comunità internazionale.

L’iniziativa invita quindi cittadini e istituzioni a sostenere una risposta europea capace di difendere l’autonomia della giustizia internazionale dalle pressioni delle grandi potenze. L’obiettivo è chiedere all’Unione europea di utilizzare gli strumenti a propria disposizione e all’Italia di assumere un ruolo attivo nella tutela dell’istituzione nata proprio da un accordo internazionale siglato nella capitale.

È possibile firmare l’appello promosso da Eumans per chiedere all’Europa di difendere la Corte penale internazionale e contrastare gli effetti delle sanzioni americane attraverso questo link:

👉 Firma l’appello di Eumans per difendere la Corte penale internazionale

pi.mi.

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