La memoria non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una responsabilità da trasmettere. È in questa prospettiva che si colloca la consegna delle borse di studio intitolate a Ugo e Liliana Brivio, celebrata venerdì 9 ottobre, all’Università della Valle d’Aosta, con il riconoscimento a otto studenti delle scuole secondarie di secondo grado della regione. Un’iniziativa nella quale il valore dell’istruzione si intreccia con quello della coscienza civile, restituendo attualità a una vicenda umana che appartiene alla storia democratica valdostana.
Le borse di studio, assegnate dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, nascono dalla volontà testamentaria della professoressa Liliana Brivio, insegnante che ha lasciato un segno nella vita culturale e scolastica del territorio e che si è distinta per il proprio impegno nella Resistenza al nazifascismo. Fu lei a destinare parte del proprio patrimonio a un riconoscimento dedicato al fratello Ugo Brivio, ex partigiano combattente e laureato in chimica pura. Due percorsi diversi, accomunati dalla convinzione che la formazione, la libertà e la responsabilità individuale costituiscano elementi essenziali per la crescita della società.
Il significato dell’iniziativa va dunque oltre il pur importante sostegno economico agli studenti meritevoli. Il criterio che la caratterizza è la volontà di riconoscere nei giovani non soltanto le capacità dimostrate nello studio, ma anche la qualità della loro presenza nella comunità scolastica e sociale. Le candidature, proposte dai dirigenti degli istituti, sono state esaminate da una commissione sulla base di elementi quali la consapevolezza istituzionale, il senso di responsabilità, la partecipazione attiva, la collaborazione, la capacità di esercitare un’influenza positiva sui compagni e l’attitudine a costruire relazioni fondate sul confronto e sul rispetto reciproco.
È una concezione del merito che richiama una dimensione più ampia della formazione: la scuola come luogo in cui si acquisiscono conoscenze, ma anche come spazio nel quale si impara a essere cittadini. In questa prospettiva, il riconoscimento assegnato agli otto studenti assume un valore che supera la dimensione individuale del premio, per diventare un investimento sulla qualità delle relazioni, sulla partecipazione democratica e sulla capacità delle nuove generazioni di contribuire consapevolmente alla vita collettiva.
«Queste borse di studio rappresentano un modo concreto per tenere viva una memoria che appartiene alla nostra comunità e, nello stesso tempo, per guardare al futuro attraverso le giovani generazioni», ha sottolineato l’assessore all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz. «Ricordare Ugo e Liliana Brivio significa infatti riconoscere il valore dell’impegno civile, della responsabilità e della partecipazione, valori che ritroviamo oggi nei ragazzi premiati. A loro rivolgiamo le nostre congratulazioni, con l’auspicio che possano continuare a mettere a disposizione della comunità le qualità che hanno saputo dimostrare nel loro percorso scolastico».
Nelle parole dell’assessore si ritrova il filo conduttore dell’iniziativa: fare della memoria uno strumento di educazione e del riconoscimento individuale un’occasione per riaffermare valori condivisi. Il ricordo della Resistenza, in particolare, non viene confinato alla rievocazione del passato, ma si traduce in un richiamo concreto alla responsabilità personale, alla difesa delle istituzioni democratiche e alla partecipazione alla vita della comunità. È anche attraverso percorsi educativi di questo genere che la storia conserva la propria capacità di interrogare il presente.
Quattro borse di studio, del valore di 1.000 euro ciascuna, sono state assegnate a Gaia Mancuso, dell’Institut de formation professionnelle touristique di Châtillon; Meriam Saadaoui, dell’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès; Céline Sarteur Bagnod, dell’Institut Agricole Régional; e Mohamed Amine Ezzemmal, dell’Istituto tecnico e professionale “Corrado Gex”.
Gli altri quattro riconoscimenti, del valore di 500 euro ciascuno, sono andati a Nicolò Bianquin, dell’Istituto tecnico e professionale “Corrado Gex”; Gabriele Florian, dell’Institut de formation professionnelle touristique di Châtillon; Alessia Fratini, del Liceo classico, artistico e musicale; e Francesco Leonardo Bazzucchi, dell’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès.
Otto nomi, otto percorsi scolastici e un unico filo che li unisce: la consapevolezza che crescere significa anche assumersi responsabilità nei confronti degli altri. Nel solco tracciato da Liliana e Ugo Brivio, le borse di studio rinnovano così un patto tra generazioni, nel quale la cultura non è soltanto conoscenza, ma capacità di comprendere il passato, abitare il presente e contribuire alla costruzione del futuro della Valle d’Aosta.





