CRONACA - 08 ottobre 2026, 16:01

Minori vittime di reato, in Valle d’Aosta calo del 30% nel 2025

Sono 14 i minori vittime di reato registrati in Valle d’Aosta nel 2025, il 30% in meno rispetto all’anno precedente. La violenza sessuale è però la fattispecie più frequente: 5 vittime, mentre complessivamente i reati sessuali hanno coinvolto 12 minori

Minori vittime di reato, in Valle d’Aosta calo del 30% nel 2025

In Valle d’Aosta diminuiscono le vittime minorenni di reato, ma resta particolarmente pesante il dato relativo alle violenze sessuali. Nel 2025 sono stati 14 i minori vittime di reato nella regione, pari allo 0,08% della popolazione minorile valdostana. Rispetto al 2024 si registra un calo del 30%, un andamento in controtendenza rispetto al dato nazionale, dove le vittime sono invece aumentate dell’1%.

A preoccupare, soprattutto, è la composizione del dato regionale. Le bambine e le ragazze rappresentano il 64% delle vittime complessive e la percentuale sale al 66,7% considerando esclusivamente i reati sessuali. Questi ultimi hanno riguardato 12 minori, pari all’85,7% del totale delle vittime registrate in Valle d’Aosta nel 2025.

Il quadro emerge dai dati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale e diffusi dalla Fondazione Terre des Hommes nell’ambito del Dossier indifesa 2026, presentato a Roma nella sede dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, in vista della Giornata internazionale delle bambine, in programma l’11 ottobre.

La Valle d’Aosta presenta inoltre una peculiarità rispetto al resto del Paese: è l’unica regione italiana nella quale la fattispecie di reato con il maggior numero di vittime minorenni è la violenza sessuale, con 5 vittime. A livello nazionale e nelle altre regioni prevalgono invece i maltrattamenti in famiglia. In Valle d’Aosta questa fattispecie conta 2 vittime.

Il dato regionale va letto all’interno di un quadro nazionale che continua a destare preoccupazione. Nel 2025 in Italia sono state registrate 7.272 vittime minorenni di reato, il numero più alto della serie considerata. L'incremento rispetto al 2024 è limitato, appena 68 vittime, pari a circa l’1%, ma se il confronto viene esteso agli ultimi dieci anni la crescita raggiunge il 43%: rispetto al 2015 si contano infatti 2.192 vittime in più.

A livello nazionale il reato più diffuso è quello dei maltrattamenti in famiglia, con 3.008 vittime, pari al 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664. Complessivamente le due fattispecie di violenza sessuale raggiungono quindi 1.545 vittime. Al terzo posto figura l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime. Le tre principali categorie raccolgono complessivamente 5.190 vittime, il 71,4% del totale nazionale.

Particolarmente marcata è la componente femminile quando si considerano i reati di natura sessuale. Nel 2025 le vittime femminili sono state 2.024 su 2.451, pari all’82,6%. La percentuale raggiunge l’87% per la violenza sessuale e l’86% per quella aggravata. Le bambine e le ragazze rappresentano inoltre il 79% delle vittime negli atti sessuali con minorenne e nella detenzione di materiale pornografico, il 76% nella prostituzione minorile, il 71% nella pornografia minorile e il 65% nella corruzione di minorenne.

Anche i maltrattamenti in famiglia mostrano una crescita significativa nel lungo periodo. Nel 2025 le vittime hanno superato per la prima volta quota 3.000, arrivando a 3.008, contro le 2.975 del 2024 e le 1.442 del 2015. L’aumento è dell’1% nell’ultimo anno e raggiunge il 109% nel confronto con dieci anni prima. Nel 2025 bambine e ragazze rappresentavano il 54% delle vittime di questa fattispecie.

Crescono anche altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella protezione dei minori. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci sono state 637, con un incremento del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci hanno raggiunto quota 311, in crescita del 12% in un anno e del 23% in dieci anni. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ha invece coinvolto 360 vittime, con un aumento del 4% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 2015.

La presentazione del dossier è stata anche l’occasione per rilanciare il ruolo dei territori nella prevenzione e nel contrasto della violenza sui minori. Nel corso dell’incontro è stata infatti anticipata la firma di un Protocollo d’intesa tra ANCI e Fondazione Terre des Hommes Italia, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti e nella prevenzione della violenza, oltre che nella protezione di bambine, bambini e adolescenti.

Il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato come i Comuni rappresentino il presidio istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle famiglie e dei minori. Secondo Manfredi, la prevenzione passa necessariamente dai territori, dalle scuole, dai servizi sociali e dagli spazi aggregativi e sportivi, dove è possibile intercettare precocemente i segnali di disagio e costruire una rete di protezione. Il protocollo con Terre des Hommes, ha spiegato, nasce proprio dalla volontà di mettere a sistema competenze, risorse e buone pratiche territoriali.

Sulla stessa linea il Prefetto Raffaele Grassi, Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale, secondo il quale il contrasto alla violenza sui minori deve essere affrontato in maniera globale, mettendo in rete istituzioni e competenze diverse. Grassi ha richiamato in particolare l’importanza dei tavoli di lavoro territoriali, nei quali far convergere le esperienze delle amministrazioni locali, delle Forze di polizia e degli altri soggetti istituzionali. Il tema, ha ricordato, è già inserito nell’attività delle Prefetture italiane, con l’obiettivo di individuare strategie condivise di prevenzione e contrasto.

Per Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, di fronte a questi numeri non è sufficiente limitarsi alla denuncia. Serve, ha spiegato, una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile, capace di mettere insieme prevenzione, emersione precoce, protezione e presa in carico, senza trascurare il lavoro di repressione. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alla scuola, ai luoghi frequentati dai minorenni, al sostegno alle famiglie, al rafforzamento dei servizi territoriali e alla sicurezza del web.

La campagna indifesa di Terre des Hommes è nata nel 2012, in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, con l'obiettivo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle violazioni dei diritti che colpiscono bambine e ragazze nel mondo. Nel 2025 sono state 525.279 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti della Fondazione, impegnata in diversi Paesi nell’educazione inclusiva, nella prevenzione dei matrimoni e delle gravidanze precoci, nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e nella protezione di minori rifugiati e ragazze vittime di abusi e violenze.

Anche per la Valle d’Aosta, dunque, il dato del 2025 restituisce una fotografia a due facce: da una parte il calo complessivo delle vittime minorenni, significativo rispetto al 2024; dall’altra una concentrazione particolarmente elevata dei casi nell’ambito dei reati sessuali. Numeri assoluti contenuti, anche per la dimensione demografica della regione, che non riducono però la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sulla capacità dei servizi territoriali di intercettare tempestivamente situazioni di rischio e garantire protezione ai minori.

pi.mi.

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