L'Azienda USL Valle d'Aosta ha siglato un nuovo primato in campo medico-chirurgico: l'équipe di Neurochirurgia dell'Ospedale "Umberto Parini" di Aosta, guidata dal dottor Pier Federico Pretti insieme ai dottori Stefano Marasco e Alessandro Agnoletti, ha eseguito il primo impianto in Italia di una protesi sostitutiva per una vertebra cervicale trattata con argento.
Il dispositivo, ideato direttamente dal dottor Pretti e sviluppato da un'azienda specializzata su indicazioni del team medico aostano, unisce le proprietà meccaniche del titanio all'azione antibatterica dell'argento, integrato sulla superficie metallica attraverso un processo di ionizzazione. Se l'uso dell'argento è già affermato nella chirurgia ortopedica oncologica per grandi impianti ossei, l'innovazione sviluppata al Parini consiste nell'applicazione della tecnologia a un elemento vertebrale cervicale, collocato a breve distanza dal midollo spinale.
La procedura è stata adottata su un paziente affetto da patologia oncologica renale con metastasi alla quinta vertebra cervicale (C5). La lesione tumorigena aveva causato un'instabilità della colonna con conseguente compressione del midollo cervicale e delle radici nervose dirette all'arto superiore.
La strategia multidisciplinare e le fasi dell'intervento
Il percorso operatorio si è avvalso della collaborazione tra diverse unità specialistiche. In fase pre-chirurgica, vista la marcata vascolarizzazione della metastasi, la Neuroradiologia interventistica ha eseguito un'embolizzazione selettiva dei vasi sanguigni interessati tramite catetere per contenere i rischi di emorragia.
I neurochirurghi hanno successivamente effettuato una corpectomia cervicale per via anteriore, rimuovendo la vertebra compromessa C5 attraverso un'incisione al collo e decongestionando le strutture nervose. In luogo del segmento asportato è stata posizionata la protesi cava in titanio rivestita d'argento (mesh), ancorata alle vertebre adiacenti mediante una placca di fissaggio con viti. L'intera operazione si è svolta sotto controllo microscopico. Al termine dell'intervento il paziente è stato trasferito in Rianimazione, risvegliandosi in buone condizioni neurologiche e senza deficit sintomatici.
Sulle ragioni cliniche che hanno guidato lo sviluppo del dispositivo, il dottor Pier Federico Pretti ha illustrato le motivazioni dell'iniziativa: «Il paziente oncologico è un paziente fragile, con un rischio di infezione più alto della media. Abbiamo deciso di far realizzare una protesi con argento perché ci permette di intervenire sulla prevenzione proprio dove il rischio è maggiore, sulla superficie dell’impianto: l’argento è infatti in grado di ostacolare la proliferazione dei batteri e la formazione del cosiddetto biofilm, la pellicola che i microrganismi possono creare sulla superficie degli impianti e che rende particolarmente difficili da trattare le infezioni delle protesi. Un’infezione dei dispositivi impiantati nella colonna rappresenta una complicanza importante e può rendere necessarie terapie antibiotiche prolungate e, nei casi più complessi, nuovi interventi chirurgici. Il problema assume un peso ancora maggiore nei pazienti oncologici, nei quali un’infezione può determinare anche il rinvio o l’interruzione delle terapie contro il tumore. Ho pensato questa protesi partendo da un problema concreto che incontriamo nella nostra attività e, grazie a un particolare processo di ionizzazione, questa soluzione è diventata realtà. Ringrazio tutta l’équipe, in particolare il Dott. Marasco e il Dott. Agnoletti, miei collaboratori, e i professionisti medici e infermieri che hanno reso possibile questo primo intervento in Italia».
L'impiego del trattamento all'argento apre prospettive operative applicabili sia al campo oncologico sia alla cura di soggetti con elevato profilo di rischio infettivo, inclusi pazienti diabetici, grandi obesi o persone immunocompromesse, consolidando la sinergia d'équipe dell'Ospedale Parini tra i reparti di Neurochirurgia, Neuroradiologia interventistica, Anestesia e Rianimazione, Oncologia e Radioterapia.





