Una Valle d’Aosta osservata da una prospettiva diversa, quella del cielo. È quella che emerge dalle immagini di Fabio Dibello, autore di “Vallée d’Aoste 74 Communes”, il volume fotografico nato dopo due anni di lavoro e dedicato ai 74 comuni della regione. Il libro è stato presentato lunedì 5 ottobre, alle 17.30, alla Biblioteca regionale di Aosta, in un incontro organizzato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e dall’Ordine degli architetti della Valle d’Aosta, con il patrocinio della Fondazione Courmayeur Mont Blanc.
Non è soltanto un libro di fotografie. Dietro le immagini aeree c’è infatti il tentativo di leggere il territorio valdostano, le sue trasformazioni e le conseguenze delle scelte che nel corso degli anni hanno modificato paesi, fondovalle e versanti. Visti dall’alto, i comuni mostrano una fisionomia che spesso sfugge a chi li attraversa quotidianamente: emergono la struttura degli abitati, il rapporto con la montagna, la distribuzione delle costruzioni, le infrastrutture, le aree agricole e quelle interessate dalle trasformazioni più recenti.
È proprio questa la domanda alla base del progetto: cosa racconta un comune quando lo si guarda dal cielo? E, soprattutto, quanto è cambiato rispetto a qualche decennio fa?
Le fotografie di Dibello provano a dare una risposta attraverso una documentazione sistematica dell’intero territorio regionale. Dai centri più popolosi ai piccoli comuni di montagna, il lavoro restituisce una Valle d’Aosta fatta di realtà profondamente differenti, ma inserite nello stesso sistema territoriale. Una scelta che consente di superare la dimensione della singola immagine e di costruire, attraverso 74 punti di osservazione, una sorta di atlante contemporaneo della regione.
Il tema della trasformazione del territorio è stato al centro anche del confronto durante la presentazione. Insieme all’autore sono intervenuti gli architetti Adriana Sorrentino e Alberto Redolfi e l’antropologa Elisabetta dall’O, chiamati a proporre chiavi di lettura differenti. Urbanistica e architettura si sono così intrecciate con gli aspetti demografici, antropologici e ambientali, perché dietro la forma di un paese ci sono le persone che lo abitano, le attività che vi si svolgono e le scelte che ne hanno determinato lo sviluppo.
L’incontro è stato introdotto dal Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin e moderato dall’architetto Sergio Togni. Un confronto che ha permesso di andare oltre il valore estetico delle fotografie e di utilizzare le immagini come strumento per interrogarsi sul presente e sul futuro dei centri valdostani.
La prospettiva dall’alto rende particolarmente evidente anche il rapporto tra insediamenti e ambiente. Una strada che si inoltra nella valle, un nucleo abitato che si espande, una zona industriale, una superficie agricola rimasta intatta o un nuovo intervento edilizio diventano elementi di un disegno complessivo. Il territorio appare così come il risultato di una stratificazione di decisioni, necessità e trasformazioni che si sono accumulate nel tempo.
È una lettura particolarmente significativa in una regione composta da 74 comuni, molto diversi per dimensioni, caratteristiche geografiche e andamento demografico. Aosta, da sola, supera i 30 mila abitanti, mentre numerosi comuni non raggiungono quota 1.000 residenti. Questa forte differenziazione rende ancora più importante osservare il territorio nel suo insieme e non soltanto attraverso la dimensione del singolo paese.
Il volume, pubblicato nell’ottobre 2026, è stato realizzato con la collaborazione di Paolo Musumeci, per Edizioni Musumeci, e Paolo Perrin, per la Tipografia Valdostana. La pubblicazione si propone quindi anche come una documentazione destinata a rimanere nel tempo: fotografare oggi i 74 comuni significa infatti consegnare alle future generazioni una testimonianza di come si presenta la Valle d’Aosta in questa fase della sua storia.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del progetto. Le fotografie non raccontano soltanto ciò che c’è, ma consentono di immaginare ciò che potrebbe cambiare. Ogni immagine può diventare un punto di partenza per discutere di consumo di suolo, conservazione del paesaggio, sviluppo dei centri abitati, mobilità, attività economiche e futuro delle comunità di montagna.
“Vallée d’Aoste 74 Communes” porta dunque il lettore a fare un viaggio attraverso l’intera regione senza spostarsi necessariamente lungo le sue strade. La Valle d’Aosta appare nelle sue differenze, nelle sue contraddizioni e nelle trasformazioni che ne hanno modificato il volto.
Una fotografia dall’alto, in fondo, non mostra soltanto dove sono le case. Mostra come una comunità ha occupato, organizzato e trasformato lo spazio nel quale vive. E osservando insieme 74 comuni, quella fotografia diventa inevitabilmente anche un racconto della Valle d’Aosta di oggi.





