La firma del protocollo è prevista in via dell’Arcivescovado 12 alla presenza del cardinale Roberto Repole, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del sindaco di Torino e della Città metropolitana Stefano Lo Russo, della presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e del segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi. L’appuntamento sarà anche l’occasione per illustrare alla stampa il percorso attraverso il quale si intende accompagnare la candidatura.
Il “Kmq della carità” identifica un’area del quartiere Valdocco nella quale, soprattutto nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, religiosi e laici operarono a favore delle persone che si trovavano nelle condizioni sociali più difficili. Un’esperienza che ha lasciato una traccia profonda nella storia di Torino e che, attraverso le opere e le figure che ne furono protagoniste, ha assunto nel tempo una dimensione che va oltre i confini cittadini.
In questo spazio si concentrano infatti le testimonianze legate a figure come i santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano, insieme ai venerabili marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo. Le loro esperienze sono ancora oggi rappresentate da un patrimonio fatto di luoghi, istituzioni e opere che continuano a raccontare una storia di assistenza, accoglienza, formazione e attenzione alle fasce più fragili della popolazione.
Il chilometro quadrato comprende realtà di particolare rilievo storico e religioso, tra cui la Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo, il Santuario della Consolata, il Palazzo e il Distretto Sociale Barolo, il Collegio Artigianelli, la Basilica e il complesso salesiano di Maria Ausiliatrice. Un insieme nel quale architettura, memoria religiosa e storia sociale si intrecciano, restituendo l’immagine di una parte di Torino profondamente legata alla nascita e allo sviluppo di importanti esperienze di solidarietà.
La firma del protocollo di giovedì 8 ottobre rappresenterà dunque un passaggio formale nel percorso verso la candidatura UNESCO, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni e soggetti che intendono sostenere e accompagnare la valorizzazione di questo particolare patrimonio torinese.





