CRONACA - 04 ottobre 2026, 18:55

La Protezione civile valdostana in campo a Gemona: quattro giorni di esercitazioni e confronto

Oltre 400 volontari e funzionari riuniti a Gemona del Friuli per quattro giornate di confronto, formazione ed esercitazioni. La Valle d’Aosta ha partecipato con la propria colonna mobile regionale, condividendo esperienze e procedure con le altre componenti del Servizio nazionale di Protezione civile

Ph.Rava

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Si è concluso oggi, domenica 4 ottobre, a Gemona del Friuli il Raduno interregionale del volontariato di Protezione civile – Evento Nord Italia, una manifestazione che ha riunito oltre 400 volontari e funzionari provenienti da Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano ed Emilia-Romagna, oltre al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Tra i protagonisti dell’iniziativa anche la Protezione civile valdostana, presente con la propria colonna mobile regionale.

Quattro giornate caratterizzate da attività operative, esercitazioni, approfondimenti tecnici e momenti di confronto, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di collaborazione tra strutture chiamate a intervenire insieme nelle situazioni di emergenza. Una scelta, quella di Gemona del Friuli, che ha aggiunto all’appuntamento anche un forte significato legato alla memoria: la città è infatti uno dei luoghi maggiormente colpiti dal terremoto del 1976 e rappresenta ancora oggi uno dei simboli della ricostruzione e della crescita della cultura della Protezione civile in Italia.

«La partecipazione al Raduno interregionale del Nord Italia ha rappresentato per la Protezione civile valdostana un'importante occasione di confronto operativo con le altre componenti del Servizio nazionale», sottolinea Valerio Segor, Capo della Protezione civile valdostana. Le attività esercitative e gli approfondimenti tecnici, spiega, «hanno consentito di condividere esperienze, verificare procedure e rafforzare le relazioni tra strutture che, in caso di emergenza, sono chiamate a operare insieme». Un lavoro che, conclude Segor, «contribuisce a consolidare la capacità di risposta complessiva del sistema di Protezione civile».

Il programma è entrato nel vivo giovedì 1° ottobre, con il trasferimento della delegazione valdostana a Gemona e l’allestimento delle strutture della colonna mobile all’interno del campo di accoglienza dimostrativo, un modulo da 250 posti letto predisposto dalle Regioni e dalle Province autonome partecipanti. Il campo valdostano è stato integrato con i moduli già predisposti dal sistema di Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia, dando vita a una struttura destinata ad accogliere le delegazioni e a mostrare concretamente capacità, mezzi e attrezzature disponibili in caso di emergenza.

Accanto alle strutture di accoglienza è stata allestita anche un’esposizione di mezzi e attrezzature appartenenti alle diverse componenti del sistema di Protezione civile. Un’occasione per mettere a confronto dotazioni e soluzioni operative e, soprattutto, per favorire la conoscenza reciproca tra volontari e operatori provenienti da territori differenti.

La giornata di venerdì 2 ottobre è stata invece dedicata alla conoscenza del territorio e dell’esperienza maturata dal Friuli-Venezia Giulia dopo il sisma. Volontari e personale del sistema di Protezione civile hanno partecipato a visite guidate nei luoghi simbolo della ricostruzione, approfondendo direttamente sul territorio le modalità con cui la comunità friulana ha affrontato le diverse fasi dell’emergenza e il successivo percorso di ricostruzione.

Particolarmente intensa è stata la giornata di sabato 3 ottobre, dedicata alle esercitazioni operative. Gli scenari predisposti hanno permesso ai partecipanti di misurarsi con differenti tipologie di intervento, dalla ricerca e dal soccorso all’allestimento e alla gestione di un Posto Medico Avanzato, passando per le attività di segreteria di campo, il recupero e la salvaguardia dei beni culturali e la gestione di situazioni legate alla disabilità.

Le simulazioni hanno riguardato anche la messa in sicurezza di edifici a seguito di un evento sismico e la valutazione degli effetti di un terremoto sul territorio comunale. I volontari sono stati chiamati a confrontarsi con le attività conseguenti alla percezione dell’evento, dalla verifica delle condizioni del territorio all’attivazione delle procedure necessarie per la gestione dell’emergenza.

Un ruolo specifico è stato affidato anche ai radioamatori, impegnati nel garantire i collegamenti tra le squadre operative e la segreteria di campo. L’attività ha consentito di simulare le esigenze di comunicazione e coordinamento che possono emergere durante un’emergenza reale, quando la continuità delle comunicazioni rappresenta uno degli elementi fondamentali per assicurare efficacia e tempestività agli interventi.

Le esercitazioni hanno così permesso alle diverse componenti di lavorare fianco a fianco, mettendo a confronto procedure, competenze, specializzazioni e modalità operative differenti all’interno di uno stesso scenario. Un’esperienza concreta di coordinamento che assume particolare importanza per un sistema nazionale chiamato a mobilitare uomini e mezzi rapidamente anche al di fuori dei propri territori di appartenenza.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alla mitigazione del rischio sismico e alla logistica di emergenza in ambito transfrontaliero. Il confronto ha consentito di allargare la riflessione agli aspetti organizzativi e alle modalità di coordinamento tra territori e sistemi di Protezione civile appartenenti a Paesi diversi, in una prospettiva di collaborazione che coinvolge anche le aree di confine.

A chiudere il Raduno, domenica 4 ottobre, è stata la sfilata delle delegazioni attraverso le vie di Gemona del Friuli. Insieme alle rappresentanze delle Regioni e delle Province autonome italiane hanno partecipato il Dipartimento nazionale della Protezione civile e i partner transfrontalieri di Austria, Carinzia, Croazia, Istria e Slovenia.

La cerimonia conclusiva ha visto gli interventi del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, del presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi. Il Raduno si è quindi concluso con il pranzo comunitario presso la caserma Goi Pantanali.

Per la Protezione civile valdostana, la partecipazione a Gemona ha rappresentato non soltanto un momento di presenza istituzionale, ma soprattutto un’occasione concreta di addestramento e confronto con realtà diverse. La condivisione di procedure, esperienze e capacità operative rafforza infatti quella rete di collaborazione che, di fronte a un’emergenza di grande portata, consente al sistema di Protezione civile di muoversi come una squadra, mettendo a disposizione dei territori competenze e risorse rapidamente e in modo coordinato.

pi.mi.

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