FEDE E RELIGIONI - 03 ottobre 2026, 12:00

A Saint-Martin-de-Corléans la langue française retrouve sa voix

Dopo la pausa estiva, domani 4 ottobre riprende alla parrocchia di Saint-Martin-de-Corléans la celebrazione domenicale della Santa Messa in lingua francese. Un appuntamento religioso che, nel tempo, è diventato anche un importante presidio della memoria, della cultura e dell’identità valdostana, grazie all’impegno del clero, del coro e di tutta la comunità

l'Abbé Ferdinand Nindorera

l'Abbé Ferdinand Nindorera

Domani, 4 ottobre, la celebrazione della Santa Messa in lingua francese riprende il suo appuntamento domenicale, restituendo alla comunità un momento che va ben oltre la dimensione strettamente religiosa. Ici, le français n'est pas seulement la langue de la prière : il est aussi la langue d'une mémoire, d'une histoire et d'une identité qui continuent à vivre.

Ogni domenica, alle 9h30, la liturgia diventa così un incontro tra fede e cultura, tra spiritualità e tradizione. La celebrazione sarà nuovamente accompagnata dal coro della parrocchia, con il professor Paolo Torrente all'organo e la direzione di Iris Boniface. Un ruolo, quello del coro, particolarmente importante: attraverso il canto, la lingua francese non viene semplicemente ascoltata, ma vissuta, condivisa e trasmessa. Le chant devient une manière de faire vivre la langue, de la faire entrer dans le cœur des fidèles et de la transmettre naturellement aux générations qui viennent.

Da sempre, nella chiesa di Saint-Martin-de-Corléans, la Messa viene celebrata in francese. Una continuità che assume oggi un significato ancora più profondo, perché la lingua francese rappresenta uno degli elementi fondamentali della storia e della specificità della Valle d'Aosta. La sua presenza nella liturgia significa mantenere vivo un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma che può continuare a essere parte della vita quotidiana della comunità.

In questo percorso, il ruolo del clero è stato ed è fondamentale. La Chiesa, nel corso dei secoli, ha infatti rappresentato uno dei luoghi privilegiati nei quali la lingua francese è stata custodita, utilizzata e trasmessa. La prière, la liturgie, les chants et les textes religieux ont contribué à faire du français une langue profondément enracinée dans la vie de la communauté valdôtaine.

Dal 2019, l'Abbé Ferdinand Nindorera accompagna questa esperienza con sensibilità e costanza, assicurando alla comunità la possibilità di ritrovarsi ogni domenica nella propria lingua. Il suo impegno si inserisce in una tradizione nella quale il sacerdote non è soltanto colui che celebra il rito, ma anche una figura che contribuisce a custodire un patrimonio culturale e linguistico. Dans ce contexte, le rôle du prêtre dépasse le cadre strictement religieux : il devient aussi celui d'un gardien de la mémoire collective et d'une tradition linguistique profondément liée à l'histoire de la Vallée d'Aoste.

La presenza del coro completa questo quadro. Le voci dei coristi, accompagnate dall'organo del professor Paolo Torrente e guidate da Iris Boniface, danno alla celebrazione una dimensione comunitaria particolarmente forte. Il canto sacro, in francese, diventa una forma di trasmissione culturale che non ha bisogno di proclami: una parola dopo l'altra, una melodia dopo l'altra, la lingua viene custodita attraverso la pratica, attraverso l'emozione, attraverso la partecipazione.

C'est peut-être là que réside la force la plus authentique de cette célébration : le français n'est pas présenté comme un souvenir figé, mais comme une langue vivante. Une langue qui prie, qui chante, qui rassemble et qui permet à une communauté de reconnaître ses propres racines.

Per questo la Messa di Saint-Martin-de-Corléans rappresenta qualcosa di prezioso per la Petite Patrie. Non perché voglia contrapporre una lingua all'altra, ma perché contribuisce a mantenere viva quella specificità linguistica che costituisce una parte essenziale della storia valdostana. La lingua francese, nella sua dimensione religiosa, culturale e comunitaria, continua così a trovare uno spazio concreto nel presente.

Domani, 4 ottobre, quando le campane torneranno a chiamare i fedeli e il coro inizierà a intonare i primi canti, sarà quindi molto più di una semplice ripresa dopo la pausa estiva. Sarà il ritorno di una voce collettiva, quella di una comunità che attraverso la fede continua anche a custodire la propria lingua.

Et lorsque les voix s'élèveront dans l'église, le français retrouvera naturellement sa place : dans la prière, dans le chant, dans la mémoire et dans cette appartenance à une terre qui, encore aujourd'hui, cherche à préserver ce qui la rend unique.

A Saint-Martin-de-Corléans, la langue française continue dunque a vivere anche grazie a chi ogni domenica sceglie di pregare, cantare e ritrovarsi in francese. Il merito è di una comunità, di un clero che ne accompagna il cammino e di un coro che, con la propria voce, trasforma la liturgia in una vera esperienza di memoria condivisa. Une voix qui ne veut pas seulement conserver le passé, mais continuer à parler au présent et à l'avenir.

pi.mi.

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