Un po’ di Autonomia, un po’ di scuola, un po’ di sanità, qualche incendio da risarcire e, naturalmente, una robusta dose di sport.
Insomma, la Regione continua a funzionare. A volte corre, a volte sale in verticale, a volte procede per tavole a fumetti. Ma procede.
Partiamo dalla Presidenza, dove l’Autonomia torna protagonista. Questa volta, però, niente ponderosi convegni o interminabili documenti istituzionali: si va a fumetti.
Al CELVA arrivano due contributi per le iniziative dedicate all’80° anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell’Autonomia.
Il primo vale 6.483,72 euro e finanzia la seconda edizione di “Resistenza, Liberazione, Autonomia. I ragazzi raccontano la Valle d’Aosta a fumetti”.
Il secondo arriva a 15 mila euro e riguarda “Tre vite per l’Autonomia della Valle d’Aosta”, con 24 tavole dedicate a Émile Chanoux, Federico Chabod e Maria Ida Viglino.
L’idea, bisogna ammetterlo, ha una sua logica: se l’Autonomia deve essere spiegata ai giovani, forse è meglio evitare di farlo attraverso un documento di 180 pagine scritto in burocratese.
Però il rischio è dietro l’angolo: prima o poi qualcuno potrebbe pensare che per capire l’Autonomia bastino 24 vignette.
E lì il fumetto rischierebbe di diventare dramma.
Perché spiegare davvero l’Autonomia valdostana, tra competenze, rapporti finanziari, Statuto, Stato, Province autonome e riforme costituzionali, richiederebbe probabilmente più tavole di un manga giapponese.
La Giunta ha poi nominato René Benzo e Alessandro Rossi componenti effettivi e Daniela Schiavone componente supplente del Comitato di revisione della Fondazione Centro internazionale su diritto, società e economia di Courmayeur.
Mandato triennale.
Nulla di particolarmente sorprendente: la macchina regionale ha bisogno dei suoi organismi, e gli organismi hanno bisogno dei loro componenti.
È la vita amministrativa.
Quella parte della politica che raramente finisce nei titoli, ma che contribuisce a riempire l’agenda delle Giunte e, soprattutto, il calendario delle scadenze.
La Valle d’Aosta parteciperà dal 25 al 27 ottobre al Festival delle Regioni di Firenze.
E qui l'occasione sarà interessante, perché parlare di Regioni significa inevitabilmente parlare anche di autonomie speciali.
La Valle d’Aosta avrà dunque l’opportunità di ricordare che non tutte le Regioni sono state costruite con lo stesso stampino.
Il problema, come sempre, sarà capire se a Firenze parleremo abbastanza dell’Autonomia valdostana o se finirà nel grande calderone delle celebrazioni istituzionali dove tutti sono autonomi, speciali, virtuosi e, possibilmente, d’accordo.
Sono stati concessi 49.760,69 euro per i danni provocati dall’incendio boschivo del 17 agosto 2025 nei territori di Saint-Denis e Verrayes.
Qui, per fortuna, niente ironia.
Quando un incendio entra nella vita delle persone, il problema non è fare comunicazione, ma rimettere in piedi quello che è stato danneggiato.
I quasi 50 mila euro deliberati sono quindi una di quelle voci del bilancio regionale che hanno un significato molto concreto: soldi che devono trasformarsi in riparazioni e ritorno alla normalità.
Sul fronte dell’istruzione, la Giunta rinnova per il triennio 2026-2029 il protocollo con Sovraintendenza agli studi, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Goethe-Institut, Institut français Italia e Fondazione Teatro Regio.
Obiettivo: diffondere la cultura musicale in italiano, francese e tedesco.
Per farlo vengono prenotati 9 mila euro.
La Valle d’Aosta, insomma, conferma la propria vocazione plurilingue.
Italiano, francese e tedesco attraverso la musica.
Che poi, a pensarci bene, è forse l’unico modo per mettere d’accordo tre lingue senza rischiare che qualcuno inizi una discussione sulla pronuncia.
Sempre per la scuola arriva anche la convenzione con Université Jean Monnet, DSDEN de la Loire e Università della Valle d’Aosta, per rafforzare le collaborazioni educative e lo Spazio europeo dell’istruzione.
L’Europa entra quindi nelle scuole.
Speriamo che, almeno questa volta, non chieda in cambio altri moduli da compilare.
Altro capitolo curioso: l’ex mensa scolastica di via Garibaldi si prepara a diventare sede dell’Università della Terza Età.
La Giunta ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali e dato il via alle fasi successive.
È una trasformazione che ha anche qualcosa di simbolico.
Prima ci mangiavano gli studenti.
Domani ci studieranno gli studenti… diciamo un po’ più stagionati.
Del resto, in una società dove si parla continuamente di formazione permanente, l’idea non è nemmeno male.
E almeno all’UNITRE nessuno potrà più sostenere di essere troppo vecchio per tornare sui libri.
Sul fronte della sanità e delle politiche sociali, la Giunta ha esteso fino al 31 dicembre 2026 la sperimentazione per la formulazione del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.
Tradotto dal linguaggio amministrativo: c’è ancora tempo per presentare le istanze e sperimentare questo strumento.
Ed è probabilmente una buona notizia, perché quando si parla di persone, disabilità e servizi, il tempo della sperimentazione deve servire a costruire qualcosa che poi funzioni davvero.
L’unico auspicio è che, alla fine della sperimentazione, il Progetto di Vita abbia più vita del progetto stesso.
Come ogni venerdì che si rispetti, non poteva mancare lo sport.
Contributi alle associazioni per Monterosa Bike, XXV Granparadisobike e Vertical Tube Villeneuve, quest’ultimo valido come prova di Coppa Italia e Campionato italiano Giovani.
Biciclette, mountain bike e skyrunning.
Insomma, la Regione sostiene lo sport e i valdostani continuano a fare quello che gli viene meglio: salire.
Salire con la bici.
Salire correndo.
Salire a piedi.
E, qualche volta, salire anche in Regione per chiedere un contributo.
Alla fine il menù è quello classico: Autonomia, cultura, scuola, sociale, territorio e sport.
Niente rivoluzioni, ma nemmeno una Giunta immobile.
Ci sono provvedimenti importanti e altri più ordinari, quelli che fanno meno rumore ma tengono in piedi la macchina amministrativa.
La curiosità resta quella dell’Autonomia affidata ai fumetti.
Forse è davvero arrivato il momento di cambiare linguaggio. Perché se dopo ottant’anni dobbiamo ancora spiegare ai ragazzi cos’è l’Autonomia, probabilmente il problema non sono i ragazzi.
Forse siamo noi adulti che, per raccontarla, abbiamo passato troppo tempo a produrre documenti e troppo poco a trovare il modo di renderla comprensibile.
Quindi ben venga il fumetto.
A patto che, dopo le 24 tavole, qualcuno abbia ancora voglia di leggere anche lo Statuto.
Perché l’Autonomia, alla fine, non è una vignetta.
E nemmeno una delibera del venerdì.





