SANITÀ, SALUTE E STARE BENE - 01 ottobre 2026, 14:23

Ottobre rosa, il primo passo della prevenzione parte da ciascuna donna

La campagna LILT for WOMEN – Nastro Rosa 2026 mette al centro l’autopalpazione e la diagnosi precoce. In Valle d’Aosta la LILT propone per tutto ottobre visite senologiche gratuite nella sede di Aosta, su prenotazione. Il presidente Salvatore Luberto: «La prevenzione comincia da ciascuna di noi»

Salvatore Luberto

Salvatore Luberto

Condividere e sostenere una campagna che mette al centro la prevenzione significa, prima di tutto, riconoscere il valore di un messaggio semplice ma tutt’altro che scontato: conoscere il proprio corpo può essere il primo passo per prendersi cura della propria salute. È questo il senso della campagna LILT for WOMEN – Nastro Rosa 2026, che torna nel mese di ottobre con un invito rivolto alle donne di ogni età: «Il primo passo».

Da oltre trent’anni, ottobre è infatti il mese simbolo della prevenzione del tumore al seno. Una campagna nata nel 1992 negli Stati Uniti per iniziativa di Evelyn Lauder, dopo la sua esperienza personale con la malattia, e diventata negli anni un appuntamento internazionale accompagnato dal tradizionale fiocco rosa, ormai universalmente riconosciuto come simbolo della lotta contro il tumore alla mammella.

Il messaggio scelto per il 2026 parte da un gesto concreto: l’autopalpazione. Non è naturalmente un sostituto dei controlli clinici e degli screening, ma uno strumento per acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e imparare a riconoscere eventuali cambiamenti da sottoporre all’attenzione di un medico.

La dimensione della prevenzione assume un peso particolare se si considerano i numeri. In Italia il tumore della mammella rimane la neoplasia più frequente tra le donne, con circa 60.000 nuove diagnosi ogni anno, pari a circa il 30% di tutti i tumori femminili. Nel corso della vita, secondo i dati richiamati dalla LILT, circa una donna su sette potrebbe svilupparlo.

Allo stesso tempo, i progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie hanno modificato profondamente le prospettive per le pazienti. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera oggi l’88%, mentre dal 2000 la mortalità registra una riduzione progressiva. È una ragione in più per insistere sulla prevenzione e sulla possibilità di individuare la malattia nelle sue fasi iniziali.

Accanto ai fattori di rischio non modificabili, come l’età e la familiarità, esistono infatti comportamenti sui quali è possibile intervenire. Sovrappeso e obesità, scarsa attività fisica, alimentazione non corretta, consumo di alcol e fumo sono tra gli elementi indicati dalla LILT sui quali ciascuna persona può agire. La modifica degli stili di vita, secondo i dati della campagna, può contribuire a eliminare fattori di rischio ai quali è riconducibile oltre il 20% dei tumori al seno.

La campagna nazionale è stata presentata a Roma il 29 settembre, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, dal presidente nazionale della LILT Francesco Schittulli, alla presenza del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, di Maria Stefania Marino, dell’ambassador LILT Elisabetta Gregoraci e del vicepresidente ANCI Roberto Pella. L’iniziativa gode del patrocinio di ANCI ed è sostenuta da Yamamay.

Proprio Pella ha sottolineato il ruolo delle istituzioni locali, ricordando che «la prevenzione deve diventare una cultura permanente e un diritto concreto ed esigibile per ogni cittadina e ogni cittadino», aggiungendo che non può essere «un privilegio legato al luogo in cui si nasce o si vive». Un richiamo particolarmente significativo quando si parla di territori e di accesso effettivo ai servizi di prevenzione.

Sulla stessa linea il presidente nazionale della LILT, Francesco Schittulli, che ha individuato nella conoscenza del proprio corpo «il primo atto di prevenzione». L’autopalpazione, ha spiegato, «è semplice, si può imparare e ripetere con regolarità» e può aiutare ad accorgersi tempestivamente di ciò che cambia. Da qui l’invito a compiere «il primo passo», insieme alla richiesta di programmi di screening uniformi su tutto il territorio nazionale e alla disponibilità della rete dei circa 400 ambulatori e spazi di prevenzione LILT.

Ma è soprattutto sul territorio che una campagna di questo tipo può trasformarsi da messaggio generale in opportunità concreta. E in Valle d’Aosta la LILT aderisce all’iniziativa nazionale mettendo a disposizione delle donne un servizio specifico per tutto il mese di ottobre.

La sede valdostana della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, ad Aosta, offrirà infatti visite senologiche gratuite, previa prenotazione. Le disponibilità saranno destinate prioritariamente alle socie LILT e alle donne che non rientrano nei programmi di screening regionali, fino a esaurimento dei posti.

Il presidente della LILT Valle d’Aosta, Salvatore Luberto, sintetizza così lo spirito dell’iniziativa: «“Il primo passo” è un gesto che ogni donna può compiere da subito: l’autopalpazione». Ma, aggiunge, alla sensibilizzazione deve corrispondere una possibilità concreta di accesso alla prevenzione. Per questo la LILT valdostana accompagna il messaggio con «visite senologiche gratuite presso la nostra sede di Aosta per tutto il mese di ottobre».

Luberto invita inoltre le donne «ad aderire ai programmi di screening e a confrontarsi con il proprio medico o con la LILT per programmare la prima mammografia a partire dai 40 anni». Il principio, ribadisce il presidente della LILT Valle d’Aosta, è quello che accompagna l’intera campagna: «La prevenzione comincia da ciascuna di noi».

L’autopalpazione, dunque, non va intesa come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un percorso. Ai controlli personali devono seguire quelli clinici e strumentali indicati dagli specialisti, dall’ecografia alla mammografia e, quando necessario, alla risonanza magnetica mammaria. La diagnosi precoce resta infatti uno degli strumenti fondamentali per intervenire tempestivamente: per i tumori con dimensioni inferiori a un centimetro, la probabilità di guarigione supera il 90%, secondo i dati diffusi dalla LILT.

È anche attraverso questo approccio che il tradizionale fiocco rosa smette di essere soltanto un simbolo e diventa un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva. La prevenzione non può essere confinata a un mese dell’anno, ma ottobre rappresenta l’occasione per fermarsi, informarsi e compiere quel primo passo che spesso è il più semplice e, proprio per questo, rischia di essere rimandato.

In Valle d’Aosta quel primo passo può tradursi concretamente in una visita, in una maggiore conoscenza del proprio corpo, nell’adesione allo screening o semplicemente nel confronto con il proprio medico. La LILT Valle d’Aosta, con l’iniziativa promossa durante tutto ottobre 2026, prova a rendere questo messaggio ancora più vicino alle donne del territorio: la prevenzione non è soltanto una campagna, ma un gesto di attenzione verso se stesse.

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 OPUSCOLO LILT NASTRO ROSA 2026 (658 kB)

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