Un presidio pubblico di discussione, critica e opposizione al disegno di legge n. 1627, attualmente in discussione alla Camera dei deputati e indicato nel dibattito pubblico come “ddl antisemitismo”, è stato organizzato ad Aosta dal BDS VdA. L’appuntamento è previsto per le 17 in Place des Franchises, con l’obiettivo dichiarato di approfondire i contenuti del provvedimento e le possibili conseguenze sul piano della libertà di espressione e di critica politica.
Al centro della contestazione c’è il riferimento alla definizione di antisemitismo promossa dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Si tratta di una definizione adottata nel 2016, accompagnata da 11 esempi illustrativi, che nella sua formulazione originaria viene indicata come giuridicamente non vincolante. Secondo i promotori del presidio, l'inserimento della definizione nell'ordinamento attraverso il disegno di legge potrebbe invece attribuirle un peso giuridico differente.
«In realtà si tratta di una norma che lascia ampia discrezionalità al governo di stabilire che cosa si debba intendere per antisemitismo», sostiene il delegato del BDS VdA, Francesco Lucat, secondo il quale il provvedimento rischierebbe di incidere anche sulla possibilità di analizzare e denunciare le politiche del governo israeliano e la situazione nei territori palestinesi.
Nel documento diffuso in vista del presidio, Lucat sostiene che il contrasto all'antisemitismo debba rimanere distinto dalla critica politica nei confronti di uno Stato e del suo governo. «Combattere l'antisemitismo è necessario, e proprio per questo non può essere confuso con la critica politica a un governo», afferma. A sostegno di questa posizione viene richiamato anche il principio, contenuto nella stessa definizione IHRA, secondo cui le critiche rivolte a Israele analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non dovrebbero essere considerate antisemite.
Il BDS VdA richiama inoltre gli strumenti legislativi già esistenti contro i crimini e i discorsi d'odio, a partire dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, comunemente conosciuta come Legge Mancino. Secondo Lucat, una delle strade sarebbe quella di garantirne la piena applicazione, evitando di introdurre nuovi strumenti che, nella valutazione dei promotori, potrebbero incidere sulla libertà di critica.
Tra le alternative indicate viene citata anche la Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo, presentata nel documento come un approccio che lega il contrasto all'antisemitismo alla tutela dei diritti umani e della libertà di critica. Lucat richiama inoltre il dibattito presente all'interno della stessa comunità ebraica internazionale, nel quale alcune organizzazioni e personalità hanno espresso critiche sull'utilizzo della definizione IHRA in relazione al conflitto israelo-palestinese.
Il presidio di Place des Franchises, in programma dalle 17, si inserisce quindi nel confronto politico e civile sul disegno di legge n. 1627, mettendo al centro il rapporto tra contrasto all'antisemitismo, libertà di espressione e possibilità di criticare le politiche di uno Stato. L'iniziativa, nelle intenzioni dei promotori, sarà anche un momento pubblico di discussione sui contenuti del provvedimento attualmente all'esame del Parlamento.





