Aosta Capitale - 24 settembre 2026, 14:15

Quartiere Dora, il nuovo ipermercato divide: La Renaissance Valdôtaine chiede al Comune di ripensarci

Al centro del confronto in Consiglio comunale del 23 settembre 2026 il progetto di un nuovo ipermercato da 2.260 m² nel Quartiere Dora, reso possibile dalla precedente variazione del Piano regolatore. I gruppi di minoranza contestano la scelta, ritenendola in contrasto con la tutela del commercio di vicinato e con gli indirizzi più volte dichiarati dall’Amministrazione. Nel mirino il voto favorevole della maggioranza e, in particolare, il silenzio dell’Union Valdôtaine durante il dibattito

Il Gruup La Renaissance Valdôtaine: Arianna Viglino - Giovanni Girardini - Cristina Dattola

Il Gruup La Renaissance Valdôtaine: Arianna Viglino - Giovanni Girardini - Cristina Dattola

Il futuro del Quartiere Dora torna al centro del dibattito politico cittadino. La realizzazione di un nuovo ipermercato di 2.260 m² riaccende il confronto sulle scelte urbanistiche e commerciali dell’Amministrazione comunale, mettendo in discussione la coerenza tra gli obiettivi dichiarati di sostegno alle attività di prossimità e le decisioni assunte in materia di pianificazione.

È su questa contraddizione che si concentra la presa di posizione dele gruppo La Renaissance Valdôtaine, che nel Consiglio comunale del 23 settembre 2026 ha chiesto di tornare sui propri passi e di «ripensarci». Una richiesta che, come precisano gli autori della nota politica, nasce dalle criticità sollevate sul progetto e dalle possibili ricadute sul tessuto commerciale del quartiere.

La questione era già stata affrontata nella precedente seduta consiliare, quando era stata approvata una variazione del Piano regolatore della città che ha aperto la strada all'intervento. Una decisione che le minoranze avevano contestato, evidenziando i possibili effetti negativi sul Quartiere Dora e sulle attività commerciali di vicinato, considerate un elemento importante della vita economica e sociale del territorio.

Nel documento, i gruppi di opposizione insistono soprattutto sulla distanza tra gli impegni politici dichiarati e le scelte concrete dell'Amministrazione. «Le parole e le scelte sono in assoluta dissonanza», sostengono, richiamando le ripetute dichiarazioni a favore del commercio di prossimità. Secondo i firmatari, l'insediamento di una grande struttura commerciale rischierebbe infatti di andare nella direzione opposta rispetto alla tutela dei piccoli esercizi, una priorità che la stessa Amministrazione avrebbe più volte indicato come centrale.

La contestazione viene inoltre collegata alle indicazioni emerse durante le audizioni delle associazioni di categoria del settore commerciale. Secondo quanto riportato nella nota di La Renaissance Valdôtaine, le osservazioni presentate dalle rappresentanze del commercio a tutela delle attività di vicinato non sarebbero state recepite nelle scelte urbanistiche adottate. È questo uno dei punti su cui la minoranza fonda la propria richiesta di riconsiderare il progetto, sollevando una questione che riguarda non soltanto il singolo intervento, ma anche l'indirizzo complessivo delle politiche commerciali cittadine.

Sul piano politico, la nota individua una responsabilità condivisa da tutte le forze di maggioranza: Union Valdôtaine, Partito Democratico, PLA, Stella Alpina e Rassemblement Valdôtain. I gruppi, secondo la ricostruzione dei firmatari, hanno espresso un voto favorevole unanime al progetto. Una compattezza che, nella lettura delle minoranze, rende ancora più evidente la contraddizione tra la scelta urbanistica e le dichiarazioni a sostegno del commercio locale.

Nel mirino finisce anche il comportamento tenuto in aula da alcune componenti della maggioranza. I firmatari della nota criticano in particolare il gruppo di Stella Alpina, accusandolo di avere successivamente cercato di «mascherare» la propria posizione. Ma è soprattutto nei confronti dell'Union Valdôtaine che viene riservato un passaggio polemico: «Stupisce davvero anche il voto a favore, ma l'assoluto silenzio in aula del gruppo dell'Union Valdôtaine», scrivono gli autori, sottolineando come il gruppo abbia sostenuto il progetto senza intervenire nel dibattito consiliare.

La vicenda del Quartiere Dora si conferma così un terreno di confronto che intreccia urbanistica, commercio e responsabilità politica. Da una parte, la scelta di consentire un nuovo insediamento commerciale di grandi dimensioni; dall'altra, le preoccupazioni delle minoranze per gli equilibri economici del quartiere e per la tenuta delle attività di prossimità.

La richiesta di ripensamento, rilanciata nel Consiglio comunale del 23 settembre 2026, rappresenta dunque un tentativo di riaprire una discussione che l'approvazione della variazione urbanistica sembrava avere già indirizzato. Resta da capire se l'Amministrazione sarà disponibile a riconsiderare le proprie decisioni e a chiarire in che modo il nuovo insediamento possa conciliarsi con gli obiettivi di tutela del commercio di vicinato più volte dichiarati.

La nota di La Renaissance Valdôtaine consegna, in ogni caso, una posizione politica netta: il futuro del Quartiere Dora non può essere discusso soltanto in termini di trasformazione urbanistica, ma deve misurarsi anche con le conseguenze sul commercio locale e con la coerenza delle scelte amministrative rispetto agli impegni assunti.

je.fe.

SU