ATTUALITÀ POLITICA - 23 settembre 2026, 13:00

Aosta, variante PUD al Quartiere Dora: la Lega presenta dieci osservazioni e ne chiede il riesame

Ammissibilità, parametri urbanistici e sicurezza industriale al centro dell'atto depositato dalla capogruppo Sylvie Spirli. L'opposizione punta il dito sulle discrepanze tra il "servizio di prossimità" dichiarato e l'effettivo impianto commerciale da oltre 2.200 metri quadrati

Aosta, variante PUD al Quartiere Dora: la Lega presenta dieci osservazioni e ne chiede il riesame

Una dettagliata e articolata serie di contestazioni tecniche e amministrative per chiedere il riesame e il chiarimento puntuale della variante al Piano Urbanistico di Dettaglio (PUD) riguardante l'area tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont e via Amato Berthet, al Quartiere Dora. 

È quanto depositato dal Gruppo consiliare della Lega Vallée d'Aoste in Comune ad Aosta, attraverso un documento a firma della capogruppo Sylvie Spirli, ai sensi della legge regionale 11/1998.

Al centro delle osservazioni vi è la trasformazione dell'area da sottozona prevalentemente residenziale a commerciale e terziaria, approvata in Consiglio comunale nel luglio scorso con deliberazione n. 112/2026. La variante prevede il superamento del vecchio PUD residenziale del 2012 per fare spazio a un insediamento articolato in due unità: una media struttura di vendita a prevalenza alimentare e un edificio destinato a uffici e studi medici.

Nello specifico, il documento del gruppo di opposizione articola i propri rilievi in dieci punti chiave:

1. Reale natura e dimensione dell'intervento A fronte delle dichiarazioni pubbliche dell'Amministrazione che definiscono l'opera come un «servizio alimentare di prossimità», gli atti tecnici depositati indicano per l'edificio Nord una superficie netta di vendita pari a 2.260,28 metri quadrati, sfiorando per meno del 10% la soglia dei 2.500 metri quadrati che definisce una «grande struttura di vendita». La Lega evidenzia come la distinzione tra superficie di vendita e spazi accessori poggi su un'autodichiarazione del proponente non verificabile in assenza dei dettagli esecutivi, oltre a rilevare tre diverse misurazioni del medesimo fabbricato all'interno dei documenti di progetto.
2. Sproporzione con i limiti del servizio di vicinato Il documento fa notare come, per le definizioni dello stesso Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Aosta, un esercizio di vicinato o di prossimità non possa superare i 250 metri quadrati di superficie di vendita. La dimensione prevista dalla variante risulta dunque superiore di oltre nove volte rispetto a tale limite.
3. Margini di conformità agli standard urbanistici L'osservazione mette in luce come il rispetto degli standard cogenti presenti scarti minimi: il margine per i parcheggi pubblici è di appena 5,04 metri quadrati (lo 0,22% del dovuto) e quello per le aree da cedere al Comune di 11,57 metri quadrati. Un minimo spostamento delle superfici in fase esecutiva rischierebbe di compromettere la legittimità urbanistica dell'intero progetto. Vengono inoltre segnalate discrepanze numeriche tra le tabelle di calcolo dei diversi elaborati.
4. Connessione alla rete elettrica L'intervento individua un importante assorbimento energetico continuativo (celle frigorifere, reparti di lavorazione, condizionamento, parcheggi interrati e uffici), ma la documentazione si limita a rinviare alle valutazioni del vecchio PUD residenziale del 2012. Mancano le indicazioni sulla potenza richiesta, il punto di consegna e le prescrizioni del distributore elettrico, le cui eventuali richieste di spazi per cabine rischierebbero di intaccare i ristretti margini delle aree di cessione e parcheggio.
5. Attendibilità del Rapporto Preliminare per la VAS Si evidenzia come il provvedimento regionale che ha escluso la variante dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) si sia basato su un Rapporto Preliminare che descriveva l'operazione come un'«opzione zero» a impatti nulli. Un'impostazione che contrasta con la previsione di oltre 25.800 metri cubi di nuovo edificato, oltre a presentare incongruenze sulla dipendenza dalla rete idrica, i controlli archeologici, l'impatto sul traffico e la vicinanza a siti industriali.
6. Rinvio delle prescrizioni alla fase edilizia Le integrazioni richieste da ARPA in materia di rumore e gestione delle terre da scavo, così come le verifiche archeologiche della Soprintendenza, sono state posticipate al momento del rilascio del titolo abilitativo. La Lega contesta la scelta di rinviare tali approfondimenti a una fase successiva all'approvazione urbanistica, privando il Consiglio e la cittadinanza di elementi di valutazione preventivi, in particolare per quanto riguarda il quadro acustico di zona.
7. Mancata concentrazione dei volumi Il suggerimento emerso in sede di verifica ambientale di accorpare le funzioni in un unico edificio di due piani per ridurre il consumo di suolo non è stato accolto. La motivazione fornita – legata alla pluralità delle proprietà private e alle differenti tempistiche di attuazione – viene ritenuta non idonea a superare un'indicazione di carattere ambientale e di pubblico interesse.
8. Contraddizione sulla tutela della salute La variante motiva il superamento della destinazione residenziale citando l'opportunità di allontanare le abitazioni dalla vicinanza con lo stabilimento Cogne Acciai Speciali per ragioni di tutela sanitaria. Tuttavia, la nuova destinazione vi insedia strutture mediche, uffici e un polo commerciale ad alta affluenza di pubblico e lavoratori, senza che agli atti risulti una valutazione aggiornata del rischio sanitario per tali specifiche categorie di utenti.
9. Piano di Emergenza Esterna dello stabilimento CAS Gli elaborati del PUD prendono in considerazione solo uno dei tre scenari incidentali previsti dal Piano di Emergenza Esterna della Cogne Acciai Speciali (il rilascio di acido fluoridrico), omettendo le analisi sugli scenari legati a rilasci di ossigeno liquido e metano che interessano direttamente le aree esterne e la viabilità adiacente. Viene inoltre sottolineata l'obsolescenza dei documenti di pianificazione di emergenza richiamati, risalenti a oltre un decennio fa.
10. Soppressione della barriera antiallagamento L'area ricade in fascia C per rischio inondazione del torrente Buthier. Il progetto elimina la barriera protettiva di 1,50 metri perimetrale prevista dal PUD del 2012, motivandola con genericamente attualizzate valutazioni geologiche. L'analisi del testo geologico depositato evidenzia tuttavia l'assenza di riferimenti specifici a tale soppressione o a misure alternative di pari efficacia in superficie, limitando le cautele a sole pompe di sentina nei piani interrati.

Alla luce dei rilievi presentati, il Gruppo Lega Vallée d'Aoste chiede all'Amministrazione comunale di Aosta di sospendere l'iter, procedere alle necessarie verifiche tecniche, riconciliare i dati difformi e acquisire le valutazioni integrative di sicurezza e impatto prima di ogni determinazione finale sull'approvazione del PUD.

red.

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