ATTUALITÀ POLITICA - 22 settembre 2026, 21:17

Aosta, sicurezza e degrado: il Comune rivendica gli interventi, ma in Consiglio le mozioni si fermano alle astensioni

Videosorveglianza a Montfleury, controlli in via Festaz, vandalismi e sostegno alle vittime: il 22 settembre 2026 il Consiglio comunale ha discusso tre mozioni di La Renaissance Valdôtaine e Forza Italia. La vicesindaca Valeria Fadda e il sindaco Raffaele Rocco hanno rivendicato le misure già avviate, ma restano aperti interrogativi su organici, tempi, risultati verificabili e responsabilità dell’Amministrazione

Aosta, sicurezza e degrado: il Comune rivendica gli interventi, ma in Consiglio le mozioni si fermano alle astensioni

Aosta ha già telecamere, controlli rafforzati, interlocuzioni con le forze dell’ordine e progetti di riqualificazione. È questa, in sintesi, la linea difensiva dell’Amministrazione comunale nel confronto consiliare sulla sicurezza e sul decoro urbano. Ma proprio il richiamo agli interventi già realizzati o programmati apre una questione politica tutt’altro che secondaria: se le misure sono in corso, quali risultati concreti hanno prodotto? E, soprattutto, quali impegni misurabili intende assumersi il Comune per rispondere alle criticità denunciate? Le tre mozioni presentate da La Renaissance Valdôtaine e Forza Italia hanno riportato al centro del dibattito alcune zone sensibili della città, senza però ottenere il via libera dell’aula.

Il primo terreno di confronto è stato Montfleury, dove le opposizioni hanno chiesto nuove telecamere nel parcheggio e una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle serate di apertura dei locali. La risposta della vicesindaca Valeria Fadda è stata che una telecamera comunale è già attiva almeno dal dicembre 2025 e che l’area è stata sottoposta all’attenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, con un incremento della vigilanza da parte della Questura, anche in relazione alla presenza della discoteca Moma.

Una replica che chiarisce quanto fatto, ma non risolve interamente il problema politico sollevato. La presenza di una telecamera, infatti, non equivale automaticamente a un controllo efficace dell’intera area, così come l’intensificazione dei passaggi delle pattuglie non dimostra, da sola, che gli episodi critici siano diminuiti. Per valutare l’efficacia delle misure servirebbero dati comparabili sugli interventi, sulle segnalazioni e sugli eventuali reati registrati prima e dopo il potenziamento dei controlli. Informazioni che, nella ricostruzione del dibattito, non risultano essere state fornite.

Anche il tema dell’illuminazione del parcheggio sterrato ha evidenziato un limite concreto dell’azione comunale. Fadda ha precisato che l’area è privata e che, pertanto, il Comune non può installarvi direttamente nuovi punti luce. Un vincolo che può spiegare le difficoltà operative, ma che non esaurisce le possibilità di iniziativa dell’ente: resta da capire se siano stati avviati contatti con la proprietà, se esista un percorso per acquisire l’area e con quali tempi si possa arrivare a una soluzione.

Il sindaco Raffaele Rocco ha richiamato proprio quest’ultimo aspetto, annunciando una progettazione di riqualificazione complessiva della cittadella del calcio, che dovrebbe comprendere la sistemazione delle superfici, l’illuminazione e, dove necessario, l’acquisizione delle aree non ancora comunali.

È una prospettiva che allarga il ragionamento dalla sicurezza alla riqualificazione urbana, ma che lascia aperta una questione essenziale: la progettazione non è ancora un intervento realizzato. Senza un cronoprogramma, una copertura finanziaria definita e l’indicazione delle aree interessate, l’annuncio resta una prospettiva amministrativa. E non risponde necessariamente alle esigenze immediate di chi frequenta Montfleury nelle ore serali. Il richiamo ai progetti futuri, dunque, non può essere considerato di per sé una confutazione delle criticità segnalate dalle opposizioni.

Il confronto si è poi spostato su via Festaz e sull’area della Torre del Lebbroso, dove le richieste riguardavano il rafforzamento dei controlli serali e notturni, la presenza della Polizia locale e le verifiche sulle situazioni di degrado e microcriminalità.

Secondo quanto riferito da Fadda, l’attenzione comunale era già stata avviata tra maggio e giugno 2026, con il coinvolgimento della Polizia locale, degli uffici comunali e del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le verifiche amministrative sugli esercizi commerciali non avrebbero fatto emergere irregolarità tali da consentire interventi immediati sugli orari di vendita degli alcolici.

L’Amministrazione ha quindi puntato su altri strumenti: una telecamera installata nell’area della Torre del Lebbroso, maggiori controlli anche in borghese e un rafforzamento delle attività di pulizia e monitoraggio. La vicesindaca ha riferito che, dopo questi interventi, sarebbe stato riscontrato un miglioramento, pur in presenza di episodi che richiedono ancora attenzione.

È proprio su questo passaggio che la ricostruzione comunale avrebbe bisogno di maggiore concretezza. Affermare che la situazione è migliorata è una valutazione legittima, ma per trasformarla in un risultato verificabile occorrerebbe chiarire sulla base di quali indicatori sia stata formulata. Sono diminuite le segnalazioni dei residenti? Gli interventi delle pattuglie sono meno frequenti? Si sono ridotti gli episodi di vandalismo o i problemi legati alla fruizione degli spazi pubblici?

In assenza di dati, il miglioramento resta una valutazione dell’Amministrazione, non una conclusione dimostrata. E il fatto che permangano episodi da monitorare conferma che la questione non può considerarsi definitivamente risolta.

La stessa vicesindaca ha annunciato nuove telecamere in altre zone sensibili della città, con installazioni previste entro l’autunno 2026. Anche in questo caso, la videosorveglianza rappresenta uno strumento di controllo e di eventuale ricostruzione degli episodi, ma non sostituisce la presenza sul territorio, la manutenzione degli spazi pubblici e le politiche di prevenzione. Il nodo non è soltanto quante telecamere siano installate, ma quale strategia complessiva venga adottata e come se ne misurino gli effetti.

Sul fronte delle fragilità sociali, Fadda ha richiamato il lavoro dei tavoli regionali dedicati alla legalità, alle marginalità e alle situazioni di disagio, precisando che il Comune ha chiesto di essere coinvolto anche in un ulteriore tavolo dal quale inizialmente non era stato invitato. Sono stati ricordati gli interventi della Croce Rossa a sostegno delle persone in grave difficoltà e la richiesta di potenziare i progetti di educativa di strada.

Un richiamo che introduce una dimensione importante del problema: sicurezza e decoro non possono essere affrontati esclusivamente attraverso controlli e sanzioni, soprattutto quando le situazioni di degrado si intrecciano con marginalità e disagio sociale. Ma anche in questo ambito il confronto avrebbe potuto chiarire meglio quali progetti siano effettivamente operativi, con quali risorse e con quale copertura territoriale. La richiesta di potenziamento dell’educativa di strada, per esempio, segnala che il bisogno di intervento è riconosciuto, ma non chiarisce quando e in quale misura la risposta potrà diventare concreta.

Un altro punto delicato riguarda la Polizia locale. Fadda ha sostenuto che l’organico attuale rispetta i parametri previsti, precisando però che tali parametri non riflettono pienamente la molteplicità dei compiti affidati agli agenti. Il piano dei fabbisogni 2026 non prevede nuove assunzioni, mentre dal 2027 sono attese sostituzioni legate ai pensionamenti.

È una precisazione che, anziché chiudere il tema, ne mette in evidenza la contraddizione amministrativa. Un organico formalmente conforme ai parametri non è necessariamente sufficiente a garantire tutti i servizi richiesti, soprattutto quando la stessa Amministrazione riconosce che i parametri non rappresentano adeguatamente la complessità delle funzioni svolte. Il rispetto degli standard, quindi, non può essere utilizzato come unica risposta alle richieste di maggiore presenza sul territorio.

Se il personale è chiamato a svolgere una pluralità di compiti e le esigenze di controllo si concentrano anche nelle ore serali e notturne, la questione diventa quella dell’effettiva disponibilità degli agenti e della distribuzione dei turni. Senza nuove assunzioni previste nel 2026, resta da capire come il Comune intenda conciliare le richieste di rafforzamento dei controlli con le risorse disponibili.

Tra i temi affrontati in Consiglio anche la proposta di istituire un fondo di sostegno per cittadini e commercianti vittime di atti vandalici. Fadda ha spiegato che la questione potrà essere sottoposta alla Regione, ma che una decisione di questo tipo non sarebbe direttamente riconducibile al Comune. Ha inoltre richiamato il ruolo delle assicurazioni private quando non viene individuato un responsabile e la responsabilità personale di chi viene identificato come autore del danno.

L’Amministrazione si è comunque impegnata ad approfondire le esperienze adottate in altre città. Anche qui, tuttavia, il rinvio alla competenza regionale non cancella la questione politica: il Comune può farsi promotore di una proposta, avviare un confronto istituzionale e verificare quali strumenti siano concretamente attivabili, anche senza assumere unilateralmente una decisione definitiva. La disponibilità ad approfondire è un primo passo, ma non equivale ancora a una misura di sostegno.

Sul piano politico, le tre mozioni non hanno ottenuto il consenso necessario. La prima iniziativa di La Renaissance Valdôtaine è stata respinta con 8 voti favorevoli e 20 astensioni, espresse dalla maggioranza e dal gruppo AVS-Rete civica. La mozione di Forza Italia Valle d’Aosta è stata successivamente respinta con 6 voti favorevoli e 19 astensioni, ancora da parte della maggioranza e di AVS-Rete civica. Infine, la seconda mozione di La Renaissance Valdôtaine ha registrato 7 voti favorevoli e 19 astensioni.

Le astensioni hanno quindi consentito di respingere tutte e tre le iniziative senza che il confronto si traducesse in un voto contrario compatto. Un dato politicamente significativo, che tuttavia non permette, da solo, di attribuire ai singoli gruppi motivazioni ulteriori rispetto a quelle riportate.

Il bilancio della seduta restituisce così un quadro nel quale l’Amministrazione ha rivendicato attività già avviate e interventi programmati, mentre le opposizioni hanno portato all’attenzione dell’aula criticità che ritengono ancora meritevoli di risposte più incisive. Il punto di frizione non è tanto l’esistenza di telecamere, controlli o tavoli istituzionali, quanto la distanza tra l’elenco delle iniziative intraprese e la dimostrazione dei risultati ottenuti.

La sicurezza urbana non si misura soltanto attraverso gli strumenti messi in campo, ma anche attraverso la loro efficacia, la continuità degli interventi e la capacità di rispondere alle segnalazioni dei cittadini. Per questo, il richiamo del sindaco ai controlli intensificati e ai progetti di riqualificazione non chiude il confronto: lo sposta sul terreno più impegnativo della verifica dei risultati, delle risorse disponibili e dei tempi di attuazione.

Ed è su questo terreno che l’Amministrazione sarà chiamata a misurare la credibilità delle proprie risposte, al di là degli annunci e delle contrapposizioni consiliari.

pi.mi

SU