(Adnkronos) - "Si chiama Studio Ovale e dovrebbe essere trattato con decoro, rispetto e dignità, non profanato da pagliacci di terz'ordine che distorcono, travisano e degradano intenzionalmente tutto ciò che scrivono o pubblicano". Con un duro post sul social Truth, il presidente Usa Donald Trump torna sul divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a reporter delle testate Cnn, Politico e Msnow. "Praticamente ogni articolo su di me, o qualsiasi cosa mi riguardi, è negativo, falso e, in molti casi, pericoloso per il nostro Paese - scrive in un post - Non importa quanto grandi siano i miei successi, li banalizzano e li umiliano. Come previsto, hanno intentato causa per ottenere l'accesso alla Casa Bianca e al vostro Presidente, io. Hanno scelto un grande giudice, un uomo che si è pronunciato a favore di Jim Acosta", altro giornalista - allora corrispondente della Cnn - al quale nel 2018 venne revocato l'accredito stampa, "che ora sembra essere scomparso dalla faccia della Terra".
"Il nome del giudice - continua Trump nel post - è Tim Kelly, ed è stato, purtroppo, nominato da 'Trump'. In altre parole, quasi senza dubbio e, come al solito, faremo ricorso perché le persone e le pubblicazioni di fake news, che scrivono solo cose negative e che violano la nostra sicurezza nazionale scrivendo articoli falsi e diffamatori con 'fonti' sconosciute, non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo".
Il fatto, ha ricordato Trump, "è che ho vinto in tutti e 7 gli Stati in bilico. Con una stampa così corrotta e disonesta, come ho fatto a vincere con una vittoria così schiacciante? È perché i media non hanno alcuna credibilità, e questo è un male per la nostra nazione. Perché dovrei dare 'accesso' a queste persone? Forse il giudice Kelly potrebbe spiegarlo. In ogni caso, ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news rappresentano una minaccia per la democrazia e farò tutto il necessario per garantire la prosperità degli Stati Uniti. Rendiamo di nuovo grande l'America", conclude Trump, ribadendo il celebre slogan Maga.





