Non sono soltanto i numeri a colpire nel rapporto annuale dell’arcidiocesi di Parigi. A emergere è soprattutto la quantità e la varietà delle attività messe in campo da una Chiesa che si prepara ad accogliere Leone XIV per due giorni e che proprio in queste ore si appresta a vivere uno degli appuntamenti ecclesiali più importanti dell’anno. Nella capitale francese sono attesi circa un milione di fedeli, in gran parte giovani, pronti a riversarsi nelle strade per cercare di vedere il Papa sulla papamobile e a partecipare alla veglia di preghiera allo Stade de France, dove per l’occasione sarà eccezionalmente esposta anche la Sacra Tunica, arrivata da Argenteuil.
Il rapporto annuale restituisce però una fotografia che va oltre l’evento papale. Tra i momenti più significativi dell’anno figurano innanzitutto due grandi beatificazioni: quella dei martiri di Compiègne e quella dei martiri del nazismo. In quest’ultimo caso si tratta di sacerdoti, seminaristi e chierici riuniti sotto il nome di martiri dell’Apostolato, che avevano scelto di condividere il destino dei giovani francesi inviati in Germania nell’ambito del Servizio di Lavoro Obbligatorio (STO), accompagnandoli sul piano umano e spirituale. Due celebrazioni che hanno segnato profondamente la vita religiosa dell’arcidiocesi.
Accanto alla dimensione spirituale c’è quella della solidarietà. È stata posata la prima pietra della Maison de la Visitation Vaugirard, progetto sviluppato nell’arco di oltre dieci anni. La struttura, realizzata sull’ex sito del monastero delle Suore della Visitazione, è destinata ad accogliere persone in difficoltà, persone con disabilità, giovani madri, studenti e residenti del quartiere.
Nel rapporto trovano spazio anche le iniziative legate al Giubileo della Speranza, che ha coinvolto in modo particolare le sei basiliche minori di Parigi – Notre-Dame, Sacré-Cœur, Nostra Signora delle Vittorie, Santa Clotilde, Santa Giovanna d’Arco e Nostra Signora del Perpetuo Soccorso – designate come chiese giubilari.
Un altro progetto riguarda la chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois, destinata a diventare una casa di preghiera per le vocazioni sotto la gestione del seminario. Una fraternità composta da dieci persone sarà chiamata a sviluppare il progetto, con l’obiettivo di dare maggiore visibilità ai seminaristi dell’arcidiocesi e promuovere specifiche attività missionarie rivolte anche ai numerosi visitatori del Louvre.
Particolare attenzione viene riservata ai giovani. Il 24 gennaio 2026, a Montmartre, si è svolto il primo incontro diocesano degli studenti delle scuole superiori parigine. Con il tema “Ravvivare il dono gratuito di Dio”, la giornata ha riunito diverse centinaia di ragazzi provenienti da scuole e cappellanie di tutta la diocesi, in un programma fatto di incontro, testimonianza e preghiera.
Il rapporto registra inoltre un crescente interesse per il cattolicesimo, in particolare attraverso il catecumenato degli adulti. Sono stati 400 i catechisti che hanno partecipato ad almeno uno dei corsi di formazione organizzati dall’arcidiocesi. Di fronte alla crescita delle richieste di battesimo da parte degli adulti, i vescovi dell’Île-de-France hanno avviato una riflessione comune per comprendere come questo fenomeno stia modificando la vita delle comunità.
L’iniziativa provinciale dedicata a catecumeni e neofiti, annunciata nel 2025, è entrata nella sua prima fase il 25 gennaio 2026, con una consultazione nelle nove diocesi della provincia. Il progetto, inizialmente concepito come un Concilio provinciale, è stato successivamente trasformato in un’Assemblea ecclesiale provinciale, con l’obiettivo di allargare il coinvolgimento ai fedeli e alle persone direttamente interessate: catecumeni, neofiti e padrini. Una scelta che punta a fare della riflessione un percorso condiviso di comunione ecclesiale.
La domanda di fondo resta quella di come annunciare Cristo in una Parigi che cambia rapidamente. A questa esigenza l’arcidiocesi ha risposto con il progetto Parrocchia 2035 (3P 2035), avviato dall’arcivescovo Laurent Ulrich. Dopo quasi due anni di analisi, incontri e riflessioni, tra dicembre 2025 e marzo 2026 il progetto è entrato nella fase della consultazione delle parrocchie.
L’obiettivo, spiega il rapporto, non era costruire un semplice piano teorico per il futuro, ma coinvolgere le comunità locali nella riflessione sulla propria missione per i successivi dieci anni. Sullo sfondo ci sono i cambiamenti demografici della capitale, la prevista diminuzione del numero dei sacerdoti, ma anche il dinamismo di numerose parrocchie e l’aumento dei catecumeni. La consultazione è stata guidata dalla preghiera, dall’ascolto reciproco e dal metodo della “Conversazione nello Spirito” e ha coinvolto 104 delle 106 parrocchie dell’arcidiocesi.
Nel rapporto trova spazio anche la vita delle singole comunità. Il 15 febbraio la parrocchia di Saint-Christophe de Javel ha finalmente consacrato la propria chiesa e il nuovo altare, quasi un secolo dopo la posa della prima pietra. I lavori erano iniziati nel 1926 e la chiesa era stata inaugurata nel 1930, ma non era mai stata consacrata, soprattutto a causa dell’incompiutezza del progetto architettonico originario. A cento anni dall’avvio dei lavori, la consacrazione ha così completato una vicenda insieme spirituale e storica.
Particolarmente consistente è poi la rete della carità. Durante i tre mesi della cosiddetta “Solidarietà invernale” sono state coinvolte 43 parrocchie, impegnate nell’accoglienza di 220 persone insieme a 45 associazioni partner. Ogni mese la rete caritativa dell’arcidiocesi distribuisce circa 174 mila pasti attraverso 70 punti di distribuzione alimentare, mentre sono 50 le pattuglie parrocchiali impegnate regolarmente nell’assistenza.
La rete ha inoltre garantito 2.000 notti di alloggio attraverso Hospitalité Familles, mentre 2.500 persone sfollate sono state ospitate presso Maison Bakhita. La pastorale carceraria ha distribuito 250 pacchi natalizi nel carcere di La Santé e, attraverso l’iniziativa Food Relief, nel mese di agosto sono stati distribuiti 900.000 pasti durante l’estate nell’Île-de-France.
Il rapporto dedica spazio anche all’impegno della Chiesa francese sul tema della vita. Il 3 giugno si è svolta la 17ª edizione della Veglia di Preghiera per la Vita, a poche settimane dalla votazione decisiva sulla legge sull’eutanasia in Francia.
Un capitolo importante riguarda infine la prevenzione degli abusi. Il rapporto sottolinea che le decisioni adottate nei confronti di persone riconosciute colpevoli di un reato penale secondo la legge francese o condannate per un reato canonico costituiscono, nella prospettiva della diocesi, uno strumento di prevenzione. Il documento insiste quindi sulla necessità di riconoscere i reati e gli illeciti e di applicare le relative sanzioni attraverso i tribunali civili e canonici.
Nel corso dell’anno, l’accoglienza delle persone che hanno segnalato episodi ha portato a 13 segnalazioni alla Procura della Repubblica, contro le 8 dell’anno precedente. Il rapporto invita tuttavia a non leggere automaticamente l’aumento come un indicatore dell’andamento degli abusi, spiegando che le segnalazioni possono riguardare fatti differenti e periodi precedenti a quello preso in esame. Allo stesso modo, viene indicato in 6 il numero delle archiviazioni, rispetto alle 7 dell’anno precedente. Anche in questo caso il documento precisa che le decisioni riguardano nella maggior parte dei casi segnalazioni presentate prima dell’anno di riferimento.
È dunque una Chiesa che arriva all’appuntamento con Leone XIV mostrando una forte articolazione della propria presenza sul territorio: dalla pastorale giovanile al catecumenato, dalle vocazioni alla solidarietà, fino al confronto interno sul futuro delle parrocchie. E mentre la capitale si prepara all’arrivo del Papa e a un grande appuntamento di popolo, il rapporto annuale prova a raccontare ciò che sta dietro quei numeri: una realtà ecclesiale che cerca nuove forme per stare dentro una città profondamente cambiata.





