ECONOMIA - 16 settembre 2026, 09:57

Legacoop Valle d’Aosta guarda al futuro: Buratti, «fare rete per costruire nuove opportunità»

La cooperazione valdostana sarà idealmente al centro della riflessione nazionale di Legacoop in occasione della Biennale dell’Economia Cooperativa, in programma a Milano il 9 e 10 ottobre 2026. Nel confronto sui grandi cambiamenti economici e sociali del Paese, il presidente di Legacoop Valle d’Aosta Francesco Buratti sottolinea il valore delle comunità, della collaborazione e della capacità dei territori di costruire risposte alle nuove sfide

Francesco Buratti

Francesco Buratti

La cooperazione come strumento per affrontare le trasformazioni economiche e sociali che stanno interessando il Paese, partendo dai territori e dalle comunità. È questo uno dei temi che accompagnerà la Biennale dell’Economia Cooperativa di Legacoop, in programma a Milano il 9 e 10 ottobre 2026, un appuntamento particolarmente significativo perché coincide con la celebrazione dei 140 anni dalla fondazione dell’organizzazione.

Per Legacoop Valle d’Aosta, la Biennale rappresenta anche un'occasione per riportare al centro del dibattito nazionale il ruolo che la cooperazione può svolgere nelle realtà territoriali, soprattutto di fronte a questioni come la crescita, il lavoro, i nuovi bisogni sociali, la crisi demografica e la necessità di rafforzare la coesione delle comunità.

«La cooperazione può dare un contributo concreto alla crescita del Paese partendo proprio dai territori e dalle comunità che li vivono», sottolinea il presidente di Legacoop Valle d’Aosta Francesco Buratti, evidenziando come anche una realtà di dimensioni contenute possa partecipare ai processi di cambiamento attraverso la collaborazione. «Anche in una realtà come la Valle d’Aosta, fare rete, creare opportunità e mettere al centro le persone significa contribuire a costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e capace di affrontare le nuove sfide», aggiunge Buratti.

È una prospettiva che guarda quindi alla cooperazione non soltanto come modello economico, ma come strumento attraverso il quale rafforzare i legami tra imprese, lavoratori, istituzioni e comunità. Un'impostazione particolarmente rilevante per la Valle d’Aosta, dove la dimensione territoriale e il rapporto diretto con le comunità rappresentano elementi centrali dell'attività delle cooperative.

La Biennale riunirà a Milano esponenti della politica, dell'economia, del lavoro, dell'impresa e della ricerca per discutere delle trasformazioni che attendono l'Italia e l'Europa. Il filo conduttore sarà “Far crescere l’Italia, insieme”, con un confronto articolato su competitività, lavoro, coesione sociale, crisi demografica, salute, welfare, politica industriale e ruolo dell'Europa.

A sottolineare il significato dell'appuntamento è il presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini, secondo il quale celebrare 140 anni di storia significa soprattutto assumersi la responsabilità di guardare al futuro. Per Gamberini, la crescita dell'Italia non può essere misurata esclusivamente attraverso i numeri, ma deve tradursi in lavoro di qualità, innovazione, riduzione delle disuguaglianze, welfare e nuove opportunità per persone e territori.

Il programma della Biennale affronterà così alcuni dei principali nodi dello sviluppo italiano. Nella prima giornata sono previsti gli interventi, tra gli altri, del vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, di Elly Schlein, Giuseppe Conte e dei leader di CGIL, CISL e UIL, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Vera Buonomo. La crisi demografica e l'Italia del 2050 saranno affrontate da Alessandro Rosina, mentre Nino Cartabellotta interverrà sul tema della sostenibilità e dell'universalità del diritto alla salute.

La seconda giornata allargherà il confronto alla dimensione europea, con l'intervento del presidente dell'International Cooperative Alliance Ariel Guarco e il keynote speech dell'ex presidente del Consiglio Enrico Letta, dedicato all'Europa come realtà che va oltre il semplice mercato. Nel programma figurano inoltre gli interventi di Adolfo Urso, Francesco Lollobrigida, Tommaso Foti, Raffaele Fitto e Maurizio Marchesini, insieme a esponenti del mondo cooperativo e delle organizzazioni agricole.

Tra gli appuntamenti centrali figura la Lectio Magistralis del Premio Nobel per l'Economia 2025 Philippe Aghion, dedicata alla crescita in Europa e al rapporto tra distruzione creatrice, cooperazione e coesione sociale. Aghion si confronterà successivamente, tra gli altri, con Romano Prodi, Carlo Cimbri e Fabrizia Lapecorella, in un panel moderato da Ferruccio de Bortoli.

Per Legacoop Valle d’Aosta, il significato della Biennale va dunque oltre la celebrazione di una lunga storia cooperativa. Il confronto nazionale diventa l'occasione per ribadire il valore di un modello che, anche nelle realtà territoriali più piccole, può contribuire a creare opportunità, sostenere l'occupazione e rispondere ai cambiamenti sociali. La prospettiva indicata da Buratti è quella di una cooperazione capace di mettere insieme risorse e competenze, mantenendo al centro le persone e il rapporto con le comunità.

La Biennale sarà inoltre un momento dedicato alla storia e alla cultura cooperativa, con le “Lettere Cooperative” e lo spettacolo “Le emozioni che abbiamo vissuto”, di e con Walter Veltroni. Nella serata del 9 ottobre, alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, è previsto infine il confronto “Economia di guerra o economia di pace?”, seguito dalla proiezione del cortometraggio “Everyday in Gaza”, prodotto da WeWorld e diretto da Omar Rammal, vincitore del David di Donatello 2026.

Per la cooperazione valdostana, l'appuntamento milanese rappresenta così un'occasione per inserirsi in una riflessione più ampia sul futuro dell'economia e della società, portando al centro del dibattito il contributo che i territori possono offrire. Un contributo che, nelle parole di Francesco Buratti, passa innanzitutto dalla capacità di «fare rete, creare opportunità e mettere al centro le persone».

je.fe.

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