ECONOMIA - 15 settembre 2026, 09:00

Da Bruxelles alla Valle d’Aosta: Marchiando porta in Europa la sfida del lavoro che cambia

Il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d’Aosta Renato Marchiando protagonista a Bruxelles nel confronto su intelligenza artificiale, competenze e futuro delle imprese. Con il Piemonte, una strategia comune per trasformare le opportunità europee in strumenti concreti per i territori

Consulenti del Lavoro a Bruxelles

Consulenti del Lavoro a Bruxelles

Dalla Valle d’Aosta a Bruxelles, con un’idea precisa: il futuro del lavoro non si decide soltanto nelle grandi capitali europee, ma deve essere costruito anche nei territori, dentro le imprese e a fianco delle persone. È questa la prospettiva portata al confronto europeo da Renato Marchiando, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d’Aosta, che ha rappresentato la realtà valdostana nelle due giornate dedicate alla trasformazione del lavoro e alle sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Una presenza che acquista un significato particolare per una regione come la Valle d’Aosta, piccola per dimensioni ma collocata in una posizione strategica nel cuore delle Alpi e storicamente proiettata verso l’Europa. Ed è proprio partendo da questa vocazione che Marchiando ha indicato, insieme ai rappresentanti del Piemonte, la necessità di costruire nuovi collegamenti tra le istituzioni europee e il tessuto economico e professionale dei territori.

Il confronto si è sviluppato tra il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e il Parlamento Europeo, affrontando temi destinati a incidere profondamente sul futuro delle imprese e dei lavoratori: intelligenza artificiale, nuove competenze, organizzazione del lavoro, competitività, innovazione e semplificazione. Un confronto reso possibile anche dalla disponibilità dell’eurodeputato Giovanni Crosetto, che ha favorito il dialogo con le istituzioni europee.

Al CESE, insieme a Marchiando, erano presenti Giovanni Crosetto, Giovanni Marcantonio, presidente dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro del CESE, Cinzia Del Rio, presidente della Sezione SOC del CESE, Fausto Cantore, coordinatore della Consulta dei Presidenti degli Ordini dei Consulenti del Lavoro del Piemonte, e Fabrizio Bontempo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino.

La Valle d’Aosta, dunque, non è stata una semplice presenza territoriale all’interno della delegazione piemontese. Attraverso Marchiando ha portato a Bruxelles il punto di vista di un sistema economico nel quale la dimensione delle imprese, la necessità di accompagnare l’innovazione e il rapporto diretto tra professionisti, lavoratori e aziende rendono particolarmente importante una trasformazione tecnologica governata e accessibile.

Renato Marchiando

«Piemonte e Valle d’Aosta, Regioni che storicamente e culturalmente presidiano le principali “porte” del nostro Paese da e verso l’Europa, possono affrontare insieme questa trasformazione», ha sottolineato Renato Marchiando, indicando nella collaborazione tra i due territori una delle chiavi per affrontare la nuova fase. Per il presidente valdostano, infatti, la sfida non riguarda soltanto le grandi aziende o i settori maggiormente tecnologici, ma deve coinvolgere anche le realtà di minori dimensioni, che rischiano altrimenti di rimanere ai margini della trasformazione.

Marchiando ha richiamato in particolare la necessità di «favorire nuovi canali di comunicazione, scambio e opportunità in una prospettiva nazionale e transnazionale». Un passaggio che restituisce alla Valle d’Aosta una funzione coerente con la sua storia e con la sua collocazione geografica: quella di territorio capace di guardare oltre i confini e di utilizzare la propria dimensione europea come leva di sviluppo.

Il tema dell’intelligenza artificiale, infatti, non può essere affrontato soltanto come una questione tecnologica. Per le imprese significa ripensare processi, competenze, organizzazione e modalità di rapporto con il lavoro. Per i professionisti significa, invece, acquisire la capacità di accompagnare questa trasformazione evitando che l’innovazione produca nuove disuguaglianze tra chi dispone degli strumenti e delle competenze necessarie e chi rischia di restarne escluso.

È il terreno sul quale Piemonte e Valle d’Aosta intendono mettere a disposizione la propria esperienza. Il Piemonte può contare su una rete professionale capillare e sul rapporto quotidiano con un sistema produttivo ampio e articolato; la Valle d’Aosta porta invece la specificità di un territorio nel quale il rapporto diretto con le imprese e la dimensione transfrontaliera possono diventare elementi preziosi per sperimentare nuove forme di collaborazione.

«Come Ordini del Piemonte possiamo mettere a disposizione una presenza professionale capillare e il rapporto quotidiano con migliaia di imprese», ha evidenziato Fausto Cantore, sottolineando il ruolo che i professionisti possono svolgere nell’accompagnare il cambiamento.

Il confronto di Bruxelles si inserisce nel percorso avviato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, presieduto da Rosario De Luca, che nel gennaio 2026 ha sottoscritto con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) un accordo dedicato alla promozione di un utilizzo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, attraverso ricerca, formazione e diffusione di buone pratiche.

L’obiettivo è ora portare quel percorso dentro i territori. «L’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica: sta già cambiando il modo di lavorare, le competenze e l’organizzazione delle imprese», ha osservato Fabrizio Bontempo, ribadendo la volontà dei Consulenti del Lavoro di trasformare l’accordo con l’ILO in iniziative concrete. «Il valore dei Consulenti del Lavoro è proprio questo: essere ogni giorno dentro i processi reali del lavoro e poter accompagnare il cambiamento mantenendo centrale la persona».

Un'impostazione condivisa anche da Giovanni Crosetto, secondo il quale il confronto con chi opera quotidianamente accanto alle imprese e ai lavoratori è indispensabile per costruire politiche europee capaci di rispondere ai cambiamenti reali del mercato del lavoro. L’eurodeputato ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti «una grande opportunità», ma richieda allo stesso tempo competenze, regole chiare e capacità di accompagnare le imprese nella trasformazione.

È proprio in questo spazio tra Europa e territorio che Marchiando individua una possibile prospettiva per la Valle d’Aosta. Non limitarsi a recepire decisioni e regolamenti elaborati a Bruxelles, ma contribuire a costruire un dialogo nel quale anche le esigenze delle imprese valdostane possano trovare ascolto. E, nello stesso tempo, rendere concretamente accessibili sul territorio le opportunità che l’Europa mette a disposizione.

La sfida, quindi, è trasformare Bruxelles da punto di arrivo a punto di partenza. Per i Consulenti del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta significa costruire una rete stabile capace di raccogliere esperienze, criticità e buone pratiche, individuare strumenti utili per imprese e lavoratori e riportare nel dibattito europeo ciò che accade quotidianamente nei territori.

Per la Valle d’Aosta, attraverso la presenza e il ruolo di Renato Marchiando, questa prospettiva assume anche un valore politico e istituzionale più ampio: dimostrare che una regione autonoma e di confine può essere non soltanto destinataria delle politiche europee, ma interlocutrice attiva nella loro costruzione e nella loro applicazione.

Il messaggio arrivato da Bruxelles è dunque netto: l’intelligenza artificiale cambierà il lavoro, ma il modo in cui cambierà dipenderà anche dalla capacità dei territori di governare la trasformazione. E Piemonte e Valle d’Aosta, insieme, intendono esserci. Con la Valle d’Aosta rappresentata a Bruxelles da Marchiando a ricordare che anche dalle regioni alpine, dalle piccole imprese e dalle realtà più periferiche rispetto ai grandi centri decisionali può arrivare un contributo concreto alla costruzione del lavoro europeo di domani.

pi.mi.

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