È stata una mattinata ad alta tensione sul ghiacciaio del Lys, nel gruppo del Monterosa, dove il Soccorso Alpino Valdostano è stato chiamato a intervenire per una caduta in crepaccio a quota 3.850 metri. Una situazione delicatissima, resa ancora più complessa dalle condizioni del terreno e dalla posizione della cordata, che si trovava in una delle zone più insidiose dell'alta montagna.
Il fatto è stato diffuso dalla Centrale Unica del Soccorso VdA, che ha riferito dell'intervento condotto questa mattina dai tecnici del Soccorso Alpino Valdostano (SAV). Al centro dell'operazione, una cordata di alpinisti di nazionalità tedesca impegnata nella salita verso la Capanna Margherita.
I due procedevano legati, ma, probabilmente a causa del buio, hanno perso la traccia corretta di salita, ritrovandosi così in una zona particolarmente tormentata dai crepacci, sotto la parete Ovest della Piramide Vincent. È stato proprio durante il tentativo di attraversare un crepaccio molto largo e profondo che la situazione è precipitata.
Il secondo di cordata ha perso l'equilibrio ed è scivolato nel vuoto, precipitando per circa 25 metri. La caduta ha trascinato anche il compagno che si trovava a monte. Quest'ultimo, nonostante fosse assicurato alla corda, non è riuscito a trattenere la caduta ed è stato a sua volta trascinato verso valle, ribaltandosi e rimanendo bloccato su un ponte di neve.
Una dinamica drammatica, nella quale anche pochi istanti potevano fare la differenza. L'alpinista rimasto sul ponte di neve non era infatti nelle condizioni di prestare aiuto al compagno: nella caduta aveva riportato una frattura alla caviglia sinistra ed era impossibilitato a muoversi.
L'intervento dei tecnici di elisoccorso del SAV è stato quindi immediato e particolarmente delicato. I soccorritori hanno innanzitutto provveduto a mettere in sicurezza la cordata, operando in un ambiente dove ogni movimento richiedeva la massima cautela. La priorità è stata l'alpinista ferito, che è stato evacuato rapidamente e affidato alle cure del medico.
Solo dopo aver portato in salvo il compagno ferito, i soccorritori hanno potuto concentrare le operazioni sull'alpinista precipitato nel crepaccio. L'uomo è stato estratto dal fondo della spaccatura e, fortunatamente, è risultato illeso.
Un intervento complesso, dunque, che si è concluso senza conseguenze ancora più gravi. A 3.850 metri, in un ambiente glaciale caratterizzato da crepacci profondi e ponti di neve estremamente delicati, la caduta avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. La tempestività e la professionalità dei tecnici del Soccorso Alpino Valdostano hanno permesso di riportare entrambi gli alpinisti fuori dalla zona di pericolo.





