ATTUALITÀ POLITICA - 15 settembre 2026, 17:38

Crocifisso in Consiglio comunale, la Lega passa al contrattacco: «Non si tocca»

Avs chiede la rimozione dei simboli religiosi dall’aula consiliare. Il Carroccio annuncia voto contrario e lancia la campagna «Touche pas à ma croix»

Crocifisso in Consiglio comunale, la Lega passa al contrattacco: «Non si tocca»

Il crocifisso appeso nell'aula del Consiglio comunale di Aosta torna al centro del confronto politico. La scintilla è la mozione depositata nella giornata di 15 settembre 2026 dal gruppo consiliare di Avs, che chiede la rimozione dei simboli religiosi presenti nell'aula e nei locali adiacenti di stretta pertinenza istituzionale. La Lega Vallée d'Aoste e il gruppo consiliare comunale del Carroccio annunciano subito il voto contrario e rilanciano la questione anche fuori dal palazzo municipale con una campagna rivolta ai cittadini.

Il titolo scelto per la mobilitazione è diretto: «Il crocifisso non si tocca», con la versione francese «Touche pas à ma croix». L'obiettivo dichiarato dalla Lega è coinvolgere cittadini e valdostani nella difesa della presenza del crocifisso nell'aula consiliare, invitandoli a condividere sui social l'immagine della campagna attraverso gli hashtag #IlCrocifissoNonSiTocca e #TouchePasÀMaCroix.

La mozione di Avs, nella sua formulazione, parla di «rimozione dei simboli religiosi attualmente esposti nell'aula del Consiglio comunale di Aosta e nei locali adiacenti di stretta pertinenza istituzionale». Per la Lega, però, dietro una formulazione al plurale c'è soprattutto una questione concreta: la presenza del crocifisso nell'aula consiliare.

Il Carroccio considera la richiesta una «divisione inutile» e sostiene che la presenza del crocifisso non abbia mai interferito con l'attività dell'assemblea. Il simbolo, sottolinea la Lega, è presente da generazioni e non avrebbe mai impedito a nessun consigliere di candidarsi, essere eletto, intervenire nel dibattito o votare secondo coscienza.

La questione viene quindi ricondotta dalla Lega anche alle priorità amministrative della città. Il riferimento è a temi come emergenza abitativa, sicurezza, commercio di vicinato, decoro urbano, viabilità e servizi. Secondo il Carroccio, il Consiglio comunale dovrebbe concentrare il proprio lavoro su queste problematiche anziché aprire un confronto sulla rimozione di un simbolo che, nella sua valutazione, non ha mai costituito un ostacolo all'attività istituzionale.

La Lega interpreta inoltre il crocifisso non soltanto come un simbolo religioso, ma come un elemento della storia valdostana. Nel comunicato vengono richiamati la Cattedrale di Aosta, la Collegiata di Sant'Orso, l'Ospizio del Gran San Bernardo, Sant'Anselmo d'Aosta e le croci presenti sulle montagne della regione. Una serie di riferimenti utilizzati per sostenere che la presenza del crocifisso possa essere letta anche in una prospettiva storica e culturale, indipendentemente dalla fede personale.

Sul fronte giuridico, il Carroccio richiama la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo del 18 marzo 2011, relativa al caso Lautsi e altri contro Italia. La decisione, adottata con 15 voti contro 2, aveva escluso una violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo in relazione all'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, riconoscendo agli Stati un margine di apprezzamento e definendo il crocifisso un simbolo «essenzialmente passivo».

Viene citata anche la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 24414 del 9 settembre 2021, nella quale si affronta il principio di laicità. La Cassazione aveva sottolineato che la laicità non equivale a «indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni», ma rappresenta una garanzia della libertà religiosa in un sistema caratterizzato dal pluralismo confessionale e culturale.

È proprio su questo terreno che la Lega contesta l'impostazione della mozione di Avs. Il documento richiama infatti anche la storica sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 1989 sul principio di laicità. Per il Carroccio, però, quel principio non comporterebbe automaticamente la necessità di eliminare i simboli religiosi dagli spazi pubblici.

La Lega distingue inoltre l'aula consiliare da altri contesti nei quali la presenza di simboli religiosi è stata oggetto di discussione, come quello scolastico. Nel Consiglio comunale, sottolinea il partito, siedono rappresentanti adulti eletti dai cittadini e non persone obbligate a frequentare l'ambiente istituzionale.

Il confronto è quindi destinato ad arrivare in aula. La capogruppo della Lega, Sylvie Spirli, anticipa infatti la posizione del gruppo consiliare, che «voterà convintamente contro la mozione» e chiederà al Consiglio comunale di respingerla. Spirli definisce l'iniziativa una «vera e propria aggressione ad un simbolo che appartiene alla storia di tutti».

La campagna lanciata dalla Lega prova intanto a spostare la discussione anche fuori dal Consiglio comunale. L'invito rivolto ai cittadini è quello di aderire alla mobilitazione indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose o dall'appartenenza politica. Il crocifisso, nella lettura del Carroccio, sarebbe infatti parte di una memoria collettiva che riguarda credenti e non credenti.

La mozione di Avs e la reazione della Lega aprono così un nuovo fronte nel dibattito politico cittadino. Sarà ora il Consiglio comunale di Aosta a dover affrontare la questione, mettendo a confronto la richiesta di rimozione dei simboli religiosi con la volontà, annunciata dalla Lega, di mantenere il crocifisso nell'aula.

je.fe.

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