ATTUALITÀ - 15 settembre 2026, 14:08

A Perosa Argentina arriva Vietato Morire: quando l’arte sceglie di non voltarsi dall’altra parte

Diciassette ritratti, testimonianze e storie di resistenza per raccontare la violenza e, soprattutto, la forza di chi riesce a ricominciare. La mostra sarà a LILIUM Art Gallery dal 19 settembre al 1° ottobre

A Perosa Argentina arriva Vietato Morire: quando l’arte sceglie di non voltarsi dall’altra parte

A Perosa Argentina arriva Vietato Morire: quando l’arte sceglie di non voltarsi dall’altra parte

Sommario: Diciassette ritratti, testimonianze e storie di resistenza per raccontare la violenza e, soprattutto, la forza di chi riesce a ricominciare. La mostra sarà a LILIUM Art Gallery dal 19 settembre al 1° ottobre.

Ci sono mostre che si visitano e altre che chiedono di essere ascoltate. È il caso di “Vietato Morire – Storie di ‘ordinaria’ resistenza”, il progetto fotografico di Max Ferrero e Renata Busettini, promosso da Svolta Donna ODV – Centro Antiviolenza, che arriva a Perosa Argentina negli spazi di LILIUM Art Gallery, in via Roma 55.

L’inaugurazione è fissata per sabato 19 settembre alle 18, nell’ambito della manifestazione promossa dall’Associazione Culturale Poggio Oddone APS. Al centro della mostra ci sono 17 donne, raccontate attraverso altrettanti ritratti in bianco e nero. Donne che hanno conosciuto la violenza e che hanno intrapreso un percorso per riappropriarsi della propria vita.

Il progetto, però, non si ferma al dolore. Guarda alla resistenza, alla consapevolezza e alla possibilità di ricominciare. Le immagini sono accompagnate dalle testimonianze audio delle protagoniste, affidate alla voce dell’attrice Carla Carucci e accessibili attraverso QR code: il visitatore è così invitato non soltanto a guardare, ma anche ad ascoltare.

La scelta di LILIUM nasce dalla volontà di fare dell’arte uno spazio di confronto sui temi sociali. Come spiega la direttrice Giuliana Salvai, ospitare la mostra significa riconoscere all’arte una funzione «oltre quella puramente estetica», capace di creare consapevolezza e responsabilità.

La violenza, del resto, assume molte forme: fisica, emotiva, economica e istituzionale, e può colpire donne, uomini, bambini, anziani e ogni essere indifeso. Anche per questo la storia di Marina Flecchia acquista un significato particolare. Donna sola, intelligente e coraggiosa, seppe reagire alle difficoltà trasformandole in poesia e bellezza, dando vita a Myositis. Oggi Marina non c’è più, ma resta il desiderio che il suo e il nostro Myositis possa continuare a vivere con LILIUM, intrecciando radici e futuro.

Perché “Vietato Morire” non è soltanto il titolo di una mostra. È una scelta: quella di non voltarsi dall’altra parte.

La mostra sarà visitabile nei fine settimana dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

red

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