FEDE E RELIGIONI - 14 settembre 2026, 08:00

Leone XIV: il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte e fa rivedere il sole

Il Papa, prima della preghiera dell’Angelus, ha ricordato il valore del perdono e ha richiamato il dramma degli attentati dell’11 settembre 2001, a 25 anni dalla tragedia che colpì gli Stati Uniti. Un invito alla preghiera per le vittime e a rinnovare l’impegno per la pace in un mondo ancora segnato da guerre e violenze

Leone XIV: il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte e fa rivedere il sole

Il perdono come scelta capace di spezzare la spirale del rancore, di ricucire i rapporti e di riportare luce anche nelle situazioni più difficili. È questo il messaggio al centro delle parole pronunciate da Leone XIV prima della preghiera dell’Angelus, prendendo spunto dal Vangelo proposto dalla liturgia di oggi e dal perdono con cui Gesù ha accolto i suoi persecutori sulla croce.

«Dono e perdono sono alla base della nostra esistenza», ha sottolineato il Papa, spiegando che tutto ciò che abbiamo «ci è dato da Dio per puro amore» e che nessuno può considerarsi perfetto nel corrispondere a una simile gratuità. Da qui, secondo Leone XIV, nasce anche una regola fondamentale per la vita personale e per la convivenza: imparare a riconoscere il dono ricevuto e a trasformarlo in un atteggiamento di gratuità verso gli altri.

Il Papa ha quindi insistito sulla necessità del perdono, non come gesto occasionale ma come condizione indispensabile per vivere insieme. «Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace», ha affermato, osservando come, prima o poi, «nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette» capaci di distruggere i rapporti, dividere le famiglie e arrivare persino a «scatenare le guerre».

È proprio il perdono, ha ricordato Leone XIV, a restituire la luce quando l’orizzonte sembra più buio. «Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell’uomo, per un momento, ha reso cupo l’orizzonte e incerto il cammino», ha detto il Pontefice.

Un’immagine particolarmente evocativa accompagna il suo ragionamento: «Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole». Un’immagine che Leone XIV ha collegato anche alla vicenda di San Pietro, che «l’ha sperimentato più volte nella sua vita». Proprio la «carità, che dimentica e guarisce», ha aggiunto, segnerà per il primo degli Apostoli la conferma della sua missione.

L’invito del Papa è dunque a perdonare sempre, anche quando compiere il primo passo appare difficile. Una scelta che richiede coraggio e costanza, ma che può diventare una risposta concreta all’odio e al rancore, diffondendo quella che Leone XIV ha definito la «luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore».

Al termine della preghiera dell’Angelus, il Papa ha poi rivolto il pensiero alle vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, ricordando che due giorni fa è ricorso il 25° anniversario degli attacchi negli Stati Uniti d’America.

Leone XIV ha rinnovato «le mie preghiere per coloro che hanno perso la vita e per coloro che continuano a sopportare le ferite di quel tragico giorno». Un ricordo che, nelle parole del Pontefice, assume un significato particolarmente forte nel contesto internazionale attuale, segnato ancora da numerosi conflitti.

«In un momento in cui il conflitto e la violenza affliggono così tanti dei nostri fratelli e sorelle», ha detto Leone XIV, «invito tutti a pregare che il Signore conceda il suo dono della pace al mondo».

Il ricordo dell’11 settembre diventa così, nelle parole del Papa, non soltanto memoria di una tragedia che ha segnato profondamente la storia contemporanea, ma anche occasione per rinnovare una responsabilità collettiva. «Il ricordo del tragico avvenimento di 25 anni fa ci spinge a rinnovare il nostro impegno per la pace», ha concluso Leone XIV, indicando nella preghiera, affidata anche «all’intercessione della Vergine Maria», una strada per invocare la pace in un mondo ancora attraversato dalla violenza.

SU