Sono 1.078 le persone che hanno scelto di partecipare alla consultazione “La tua voce conta” promossa da Confcommercio Valle d'Aosta sul futuro dell'area Dora. E il messaggio che arriva dalle risposte è netto: il nuovo supermercato non convince.
L'84,1% dei partecipanti si dichiara contrario alla realizzazione dell'intervento, mentre soltanto l'8,3% si esprime a favore. Un ulteriore 5,2% sarebbe disposto ad accettarlo soltanto a fronte di modifiche significative.
La consultazione promossa da Confcommercio VdA mette così a disposizione del dibattito pubblico una fotografia delle opinioni espresse da oltre mille partecipanti, accompagnata da una serie di indicazioni molto precise sulle alternative ritenute preferibili.
Il dato sulla contrarietà è soltanto il primo elemento che emerge dal questionario.
Il progetto descritto prevede un supermercato di 2.500 metri quadrati, oltre 25 mila metri cubi fuori terra e più di 180 posti auto.
Per il 79,4% dei partecipanti l'intervento è eccessivo rispetto al contesto del quartiere. Soltanto il 9,5% lo considera proporzionato.
Ancora più netto è il giudizio sull'impatto sul commercio di vicinato: l'80,5% degli intervistati ritiene che il nuovo insediamento avrebbe conseguenze negative sui piccoli negozi. Il 68,7% parla di un impatto «molto negativo», mentre l'11,8% lo considera moderatamente negativo.
Il dato si accompagna alla consapevolezza dell'offerta commerciale già presente: il 98,1% dei partecipanti dichiara infatti di sapere che, a poche centinaia di metri dall'area, sono già presenti altre strutture commerciali di media dimensione.
Non soltanto un «no»: i cittadini indicano un'alternativa
È probabilmente questo il risultato più significativo della consultazione promossa da Confcommercio VdA.
Alla domanda sulla destinazione ritenuta più adeguata per l'area, il 38,6% indica un parco pubblico con aree verdi attrezzate, mentre il 37,6% preferisce un mix di verde e servizi.
Insieme, le due opzioni raccolgono il 76,2% delle preferenze.
Quando viene chiesto di indicare una sola priorità per il futuro del quartiere Dora, il risultato è ancora più evidente: il 61,5% mette al primo posto più spazi verdi e parchi pubblici.
Seguono i servizi sanitari e sociali, con il 17,2%, i nuovi alloggi residenziali con il 12,3% e, molto più distanziati, i nuovi servizi commerciali, indicati soltanto dal 6,3%.
Il messaggio che arriva dalle risposte, quindi, non è semplicemente «no al supermercato».
È anche una richiesta di un modello diverso di trasformazione dell'area: verde, servizi, socialità e qualità urbana.
Le preoccupazioni espresse riguardano anche gli effetti concreti sulla vita quotidiana.
L'84% dei partecipanti teme problemi per la viabilità: il 54,6% prevede una congestione inevitabile, mentre il 29,4% immagina criticità soprattutto negli orari di punta.
Sul fronte ambientale, l'83,9% ritiene necessaria una valutazione di impatto ambientale o strategica prima dell'approvazione definitiva.
Il 77,3% prevede inoltre un forte impatto visivo e un disagio significativo per i residenti.
Preoccupano anche le attività notturne di carico e scarico e la raccolta dei rifiuti: per il 62,6% potrebbero rappresentare una fonte significativa di disturbo.
Sul tema della sicurezza, il 46,9% percepisce un rischio concreto nelle ore serali, mentre un altro 35,3% ritiene che il rischio possa manifestarsi in assenza di adeguati sistemi di presidio e illuminazione.
Il questionario non è stato compilato soltanto dai residenti del quartiere.
Il 16,5% dei partecipanti risiede nella Dora, il 42,7% ad Aosta al di fuori del quartiere e il 29,6% in altri comuni valdostani.
Il dato non consente, naturalmente, di affermare che la maggioranza degli aostani o dei valdostani sia contraria al progetto: la consultazione non è un sondaggio statistico rappresentativo della popolazione.
Ma evidenzia comunque un interesse che supera i confini della Dora e coinvolge una platea cittadina e regionale.
C'è poi un elemento che porta la discussione dal singolo progetto alla politica urbanistica e commerciale regionale.
L'86,2% dei partecipanti chiede una normativa regionale specifica sugli insediamenti commerciali. Il 74,1% vorrebbe regole più stringenti, mentre il 12,1% le sostiene con eccezioni ben definite.
La vicenda della Dora diventa così anche una domanda sul modello di sviluppo commerciale della Valle d'Aosta e sul rapporto tra grandi strutture di vendita, commercio di prossimità, mobilità, ambiente e qualità urbana.
«La tua voce conta»: ora la parola passa alle istituzioni
La consultazione promossa da Confcommercio Valle d'Aosta non determina naturalmente le decisioni urbanistiche e non può sostituire le valutazioni tecniche e amministrative.
Ma consegna al confronto pubblico un elemento difficilmente ignorabile: 1.078 persone hanno scelto di partecipare e hanno espresso una posizione largamente contraria al progetto, indicando contemporaneamente quali alternative considerano più utili per il quartiere.
Il 58% dei partecipanti ha inoltre chiesto di essere aggiornato sugli sviluppi della procedura.
Ora la questione passa alle istituzioni.
Perché il risultato della consultazione non dice soltanto cosa una parte dei cittadini non vuole.
Dice anche, con numeri molto chiari, che cosa vorrebbe vedere al posto del nuovo supermercato: più verde, più servizi e una trasformazione dell'area compatibile con la vita del quartiere e con la tutela del commercio di vicinato.
La domanda che la politica dovrà affrontare, dunque, non è soltanto se realizzare o meno un nuovo supermercato.
È soprattutto quale idea di quartiere e quale idea di città si voglia costruire per il futuro della Dora.
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