CULTURA - 13 settembre 2026, 15:04

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Ph. PatriziaArtemisiaArtist

Ph. PatriziaArtemisiaArtist

Dal foglio bianco alla scoperta del territorio: PatriziaArtemisiaArtist porta l’arte tra natura, storia e creatività

Sommario: La professoressa Patrizia Gilli, in arte PatriziaArtemisiaArtist, racconta a Edi Morini il programma del Festival del Disegno Fabriano All Around 2026. Dai laboratori tra i vigneti di Almese all’Abbazia di Staffarda, passando per il MAUTO di Torino e il progetto “TeatrArte”, un percorso dedicato a bambini, ragazzi e famiglie per riscoprire il piacere di creare e, attraverso il disegno, conoscere il patrimonio storico e artistico del Piemonte.

Ben ritrovati, gentili lettrici e gentili lettori. Oggi incontriamo la professoressa Patrizia Gilli, in arte PatriziaArtemisiaArtist, che per molti anni ha insegnato nelle scuole del territorio, accompagnando le giovani generazioni alla scoperta della conoscenza, della bellezza e della creatività. Da circa sei anni è inoltre promotrice e organizzatrice di laboratori artistici nell’ambito di Fabriano All Around, in Valle di Susa e a Torino, con appuntamenti particolarmente significativi al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile e all’Officina della Scrittura. Quest’anno il programma si arricchisce anche della presenza all’Abbazia di Santa Maria di Staffarda.

Professoressa Gilli, come definirebbe il Festival del Disegno Fabriano All Around?

«Fabriano All Around è un progetto diffuso che trasforma tutta l’Italia in un grande laboratorio, dove il foglio bianco diventa spazio di espressione e di scoperta. Associazioni, scuole, musei, biblioteche e luoghi d’arte partecipano attivamente, dando vita a una rete di eventi che coinvolge appassionati, artisti e curiosi di tutte le età.

Dal 12 settembre all’11 ottobre 2026 sarà un mese ricco di laboratori, workshop ed esperienze creative, durante il quale adulti e bambini saranno coinvolti in un divertissement unico, capace di liberare talento e immaginazione all’insegna della pura creatività».

Dove allestirete i vostri laboratori?

«Grazie alla generosità delle Cartiere Fabriano, che ogni anno ci donano la loro splendida carta da disegno, sabato 19 settembre sarà la volta di Almese, in provincia di Torino, con un evento speciale progettato e organizzato da PatriziaArtemisia&CeciliaArtist e curato da Fabriano.

Il titolo è “I frutti della terra. A spasso in una vera vigna!!”, un percorso dedicato alla scoperta di uve, vitigni, frutteti e uliveti.

La cornice sarà quella della Società Agricola Agriforest, in Borgata Morando, dove viene coltivato il Baratuciat, vitigno autoctono della bassa Valle di Susa. È un luogo incantevole, alle falde assolate del monte Musinè, dove il proprietario coltiva da più di vent’anni un uliveto e un vigneto raro e profumato di antico.

Grazie al dottor Giuliano Bosio, depositario e custode di questo luogo, potremo trascorrere un pomeriggio all’insegna della creatività.

La giornata prevede laboratori artistici dedicati ai più giovani, che saranno accolti con un piccolo cestino per raccogliere foglie lungo i filari e trasformarle poi in splendide opere d’arte. I partecipanti realizzeranno collage in stile papier découpé alla Matisse, stencil e composizioni ispirate alle texture naturali della vite, dell’ulivo e dei fiori campestri.

I giovani ospiti saranno accompagnati in una visita davvero speciale, nella quale la natura farà da cornice alla creazione di disegni e forme coloratissime: frutti di ulivo, foglie di vite e fiori di campagna raccolti ai piedi degli alberi o lungo i filari del vigneto. Gli artisti li inviteranno poi a raggiungere i tavoli creativi allestiti per l’occasione, dove potranno realizzare composizioni da trasformare in corone per i capelli, collane, copricapi o cestini.

Al termine, ogni ragazzo porterà con sé un ricordo unico: un disegno, un collage o una piccola raccolta di frutti e foglie, memoria personale di un’esperienza vissuta in armonia tra arte e natura».

Come proseguirà il vostro programma?

«Il programma proseguirà all’Abbazia Cistercense di Santa Maria a Staffarda, a Revello, in provincia di Cuneo, proprietà della prestigiosa Fondazione Ordine Mauriziano, che ringraziamo insieme all’Associazione DialogArt per la gentile accoglienza.

In qualità di insegnante di Arte e referente, per molti anni, di progetti legati al territorio e divulgati nelle scuole, ho realizzato e proposto alla direzione del Festival Fabriano la messa in opera di questi laboratori. L’obiettivo è promuovere e valorizzare, insieme ad altri luoghi di cultura, il ricco patrimonio storico e artistico del Piemonte».

Professoressa Gilli, c’è qualche progetto al quale si è ispirata per proporre alla direzione del Festival Fabriano questo format?

«Certamente. Cito, ad esempio, il progetto nato alcuni anni fa da una mia idea, dal titolo “La storia dell’arte del territorio e la storia del costume in Piemonte nei secoli XIII, XIV e XV”, pubblicato dal giornalista Patrizio Romano su La Stampa il 20 febbraio 2018.

Fu definito “un che di unico”. È un lavoro nel quale ho sempre creduto tantissimo e che ancora oggi intendo portare avanti, per promuovere e diffondere l’importanza e il valore delle stupende testimonianze artistiche presenti sul nostro territorio».

Un progetto che lo stesso Patrizio Romano aveva raccontato con un titolo particolarmente significativo: “A Rosta la scuola diventa una bottega rinascimentale. Un progetto per far conoscere la storia dell’arte, dell’architettura e del costume, in Piemonte, nei secoli XIII, XIV e XV, XVI, partecipando in prima persona, con visite guidate e laboratori”.

«Ringrazio ancora Patrizio Romano per l’attenzione che mi ha dedicato. Se le visite guidate ai beni culturali sono, per fortuna, piuttosto comuni nelle scuole, il mio progetto è diverso perché non si ferma qui. Nelle scuole o nei siti d’arte chiediamo l’accoglienza e la condivisione delle istituzioni. In questo modo possiamo attirare l’attenzione dei ragazzi sull’importanza dell’arte pittorica, decorativa, architettonica e del costume, quali parti integranti della nostra civiltà e, in quanto tali, patrimonio da tutelare e valorizzare.

E con la pratica si rende più familiare anche il “fare arte”».

«Quell’anno, con le classi di Rosta, ci recammo, ad esempio, alla scoperta della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, di proprietà dell’Ordine Mauriziano, a cui sono molto legata anche perché si trova vicino alla mia residenza e perché all’Università ho approfondito gli studi sull’artista torinese Giacomo Jaquerio, considerato dalla critica ufficiale uno dei massimi rappresentanti della pittura tardo-gotica in Piemonte».

A Staffarda ci troviamo invece di fronte a una delle più antiche abbazie d’Italia, fondata nel 1135 dai monaci cistercensi, dove il rigore della regola di San Benedetto, sulla quale si fonda l’ordine, si riflette anche nell’architettura romanico-gotica del monastero.

Copyright PatriziaArtemisiaArtist

Cosa farete a Staffarda per il Festival Fabriano di quest’anno?

«Trascorreremo due giornate davvero speciali. Saremo circondati dalla natura, avvolti in un’atmosfera antica, dove le mura riflettono ancora la vita ormai conclusa da secoli e dove il silenzio ovattato si mescola ai rumori della campagna, al miagolio dei gatti, ospiti regali e noncuranti degli sguardi, eppure piacevolmente sorpresi dall’arrivo di turisti e curiosi».

Professoressa Gilli, ci diamo quindi appuntamento all’Abbazia di Santa Maria a Staffarda venerdì 2 ottobre, dalle ore 14.00 alle ore 17.00, e domenica 4 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17.00?

«Certamente. La Fondazione Ordine Mauriziano e DialogArt ci hanno riservato un posto speciale nel chiostro dell’abbazia, dove i giovani ospiti si riuniranno per disegnare e colorare sotto il bellissimo portico a lato della chiesa.

E noi ci divertiremo con loro a realizzare su carta Fabriano particolari architettonici come bifore, portali, capitelli, colonne, rosoni e figure antropomorfe».

La partecipazione ai laboratori artistici di Staffarda è libera e gratuita e non necessita di iscrizione preventiva. È richiesto solamente il biglietto di ingresso al museo, secondo le tariffe vigenti.

Sabato 3 ottobre sarà invece la volta del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, con l’ormai storico laboratorio “La Macchinina che non c’è… Inventori, ingegneri, designer per un giorno!!!”, rivolto a bambini, bambine e giovani creativi, con l’obiettivo di stimolare manualità e design.

Quale migliore occasione, del resto, per respirare la storia dell’automobile? Il MAUTO è uno dei musei dell’auto più antichi al mondo, fondato nel 1933 grazie a Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia.

«Il nostro è un progetto che viene riproposto al MAUTO come format all’interno del Festival ed è ormai dal 2022 che riscuote grande successo e ottimi commenti da parte del giovane pubblico e dei visitatori curiosi provenienti da ogni parte del mondo.

È curato da Fabriano e da PatriziaArtemisia&CeciliaArtist, con la collaborazione di Giacomo Aliprandi per la progettualità delle macchine d’epoca».

Grazie alla gentile ospitalità di don Alfonso Vindrola, parroco di Almese, le attività proseguiranno quindi domenica 11 ottobre con “TeatrArte”, presso la Casa Parrocchiale di Milanere.

«Si tratta di un progetto ormai ben collaudato, dal titolo “Usi e costumi dell’antica Roma”. Quest’anno verrà allestito presso la Casa Parrocchiale di Milanere.

Dedicheremo un intero pomeriggio alla divertente scoperta di questa grande civiltà, disegnando toghe, calzari, elmi, armature e gioielli. Per i più piccoli ci sarà invece la possibilità di ricalcare le forme di oggetti di uso quotidiano, come vasellame, otri, anfore e ciotole».

Il laboratorio è nato durante il periodo del lockdown, in luoghi all’aperto come il sito archeologico della Villa Romana di Grange di Rivera, ad Almese, e la Piazza delle Associazioni di Rosta.

«È stata una risorsa fondamentale per elaborare l’isolamento forzato e ridurre ansia e stress. Numerose sono state le adesioni delle famiglie che, con i loro bambini e bambine, ragazzi e ragazze, hanno ritrovato i benefici dello stare insieme, disegnando e divertendosi con creatività e fantasia».

Anche in questo caso l’ingresso ai laboratori per bambini e ragazzi sarà gratuito, con offerta libera.

Per conoscere tutti gli appuntamenti e le informazioni sul programma è possibile consultare il sito ufficiale del Festival Fabriano All Around 2026: fabriano.com/fabriano-all-around/.

«Ringrazio ancora una volta Fabriano per aver dato a me, in quanto insegnante, e all’Associazione Culturale Maestro Giuseppe Gilli, che ho fondato in onore di mio padre, maestro di musica, la possibilità di crescere e di continuare a stare tra i giovani e con i loro sogni.

Vi aspettiamo numerosi!».

Edi Morini

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